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Life 23 luglio, 2019 @ 12:00

A cosa serve la Carta d’Identità Alimentare ideata dal vicentino Pietro Ruffoni

di Forbes.it

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(Shutterstock)

Secondo gli ultimi dati elaborati dal ministero della Salute, sono 206.561 i celiaci ufficialmente diagnosticati in Italia nell’anno 2017, circa 10.000 in più rispetto all’anno precedente. Ma la celiachia è solo una delle intolleranze alimentari più diffuse che, insieme alle più disparate allergie scatenate dai cibi, nonché ai movimenti che legano il consumo di determinati alimenti a scelte ideologiche come il veganismo o il vegetarianismo, rende la nostra tavola sempre più variegata e, al tempo stesso, sempre più complicata da imbandire. E i problemi si moltiplicano quando, per scelta o per necessità, si decide di andare al ristorante.

Ora, però, a definire con chiarezza le nostre abitudini alimentari personali di modo da non aver sorprese nel piatto, ci pensa la Carta d’Identità Alimentare.

Carta d’Identità Alimentare: un documento per condividere le proprie esigenze a tavola

La Carta d’Identità Alimentare è un progetto ideato da Pietro Ruffoni CEO di HealthyFood, azienda tutta italiana specializzata nel campo alimentare e della ristorazione. Obiettivo: facilitare la vita a tutti coloro che vogliono restare fedeli alle proprie abitudini alimentari senza per questo rinunciare a mangiare fuori casa in compagnia.

Registrandosi al sito, è possibile compilare la propria Carta d’Identità Alimentare in maniera semplice e intuitiva: un documento digitale da ricevere tramite email in formato PDF (quindi anche stampabile) che racchiude tutte le informazioni sul proprio stile alimentare. Intolleranze, allergie ma anche semplici preferenze di prodotti, materie prime o ingredienti che non si vogliono o possono mangiare quando si va al ristorante.

Una volta creata, la Carta d’Identità Alimentare potrà essere condivisa con il proprio ristoratore di fiducia, per esempio, o con la struttura alberghiera scelta per trascorrere le vacanze e, in generale, si potrà esibirla ogni volta che si decide di mangiare fuori.

Si tratta di “una vera rivoluzione digitale gratuita” dice Ruffoni, che aggiunge: “Se è vero che sono sempre di più gli Italiani che mangiano fuori casa, oltre 7 milioni, e che cresce l’attenzione dei consumatori verso l’healthy food è altrettanto vero che è sempre più difficile conciliare le esigenze alimentari di tutti, quando si esce a cena fuori”.

Nessuna paura però per la propria privacy: tutti i dati personali condivisi sulla piattaforma sono protetti e non possono essere divulgati a terzi. 

MyCIA Carta d’Identità Alimentare: dimmi cosa mangi e ti dirò in che ristorante andare

Ma non finisce qui, Carta d’Identità Alimentare è solo il primo step di un progetto di consapevolezza alimentare decisamente più ampio. L’algoritmo presente all’interno della app gratuita MyCIA (parte integrante del progetto e da metà ottobre disponibile su dispositivi Apple e Android), farà in modo di segnalare all’utente il ristorante più adatto alle proprie esigenze incrociando ogni menù proposto dai ristoratori con i dati di un database, sviluppato dai migliori nutrizionisti italiani, di migliaia di alimenti categorizzati per gusto, allergie e regimi alimentari. MyCIA permetterà inoltre di selezionare i ristoranti anche in base ad un singolo piatto, magari quello preferito. Trovato il ristorante giusto, si potrà prenotare direttamente dalla app.

Trasparenza e condivisione sono le parole chiave del nostro progetto – spiega ancora Pietro Ruffoni – che si propone di far sì che tutti coloro che abbiano particolari esigenze, dovute ad intolleranze o allergie ma anche a scelte individuali, si sentano meno soli e più supportati nel manifestare la loro necessità di essere fedeli al proprio stile alimentare anche quando si mangia fuori casa. Vogliamo rispondere ad un bisogno crescente con un servizio che è solo il primo passo verso la creazione di un grande network digitale di persone che vogliono essere rispettate quando mangiano fuori casa nelle loro esigenze alimentari”.

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