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Tecnologia 31 Ottobre, 2019 @ 10:00

L’audio corre nella luce, la scoperta del giovane “erede” italiano di Marconi

di Matteo Rigamonti

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Attilio Fontana ponte luce
Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana sperimenta il ponte luce di Alessandro Pasquali (Courtesy LombardiaNotizie)

Far viaggiare le comunicazioni attraverso un ponte di luce diffusa. Per celebrare i 50 anni dalla prima trasmissione dati da computer a computer, avvenuta il 29 ottobre 1969 tra l’università di Los Angeles e il Research Institute di Stanford, il governatore della Regione Attilio Fontana, ha trasmesso un messaggio audio di auguri da Palazzo Lombardia (sede della Giunta) a Palazzo Pirelli (sede del Consiglio) attraverso un collegamento a base di raggi luce.

Artefice del ponte luminoso a base di led è Alessandro Pasquali, inventore e imprenditore che studia questo fenomeno da una decina d’anni, nonché co-founder della start up italo-svizzera Slux. Pasquali, ha cominciato a 16 anni a sperimentare il trasferimento dati con led e pochi anni fa è riuscito, con la medesima tecnologia, a connettere l’Inghilterra con la Francia per una distanza complessiva di 33 chilometri.

La luce oltre ad essere tra le più antiche forme di comunicazione tra gli esseri viventi, rappresenta anche la naturale prosecuzione degli studi intrapresi da personaggi come Guglielmo Marconi. La luce è, infatti, la frequenza, per così dire, “successiva” alle microonde, le ultime onde studiate da Marconi, che, come spiega Pasquali a Forbes.it, “è partito dalle onde lunghe per salire progressivamente di frequenza” nell’ambito dei suoi studi fino alle onde corte e alle microonde.

Le applicazioni della luce come strumento di comunicazione, aggiunge Pasquali, sono “molteplici”. Ecco qualche esempio: si va dall’intrattenimento alla realtà aumentata, dall’uso domestico, con un wi-fi che non confligge con altri router, a quello industriale negli impianti chimici o nelle raffinerie, dove di solito ci sono molte criticità e interferenze che limitano le comunicazioni via radio. E poi ancora in ambito sanitario, per esempio nelle sale operatorie dove altre onde non sono ammesse, e nella sicurezza dove c’è necessità di proteggere i dati, ambito nel quale, secondo il fondatore di Slux, la luce potrebbe far fare un salto di qualità.

Interesse per una simile tecnologia applicata alle comunicazioni, confida Pasquali, “c’è sia da parte della comunità scientifica sia da parte del mercato”. Realtà come Slux cominciano, infatti, ad affacciarsi sul mercato e il tema del wireless “pulito”, senza inquinamento elettromagnetico, a destare interesse da parte di potenziali investitori.

 

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