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Business 19 Novembre, 2019 @ 2:35

Piccolo non è più bello come un tempo, neanche in Lombardia

di Beniamino Piccone

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imprenditore tessile al lavoro
(GettyImages)

Continua a piovere a Milano, come nel resto d’Italia. Ha buon gioco il direttore della sede di Milano della Banca d’Italia, Giuseppe Sopranzetti, a descrivere l’economia lombarda con le parole di Ungaretti: “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”.

Negli scorsi anni la Lombardia ha sempre fatto meglio rispetto al resto del Paese. Cosa sta cambiando in questo 2019 che vede il treno in progressivo rallentamento? E’ l’export che batte in testa, soprattutto all’interno della UE. Nei primi 9 mesi del 2019 la manifattura è stagnante (+0,3% contro +3% dello stesso periodo nel 2018). Siccome viviamo in tutto il mondo in un’epoca in cui il vincitore si prende tutto “The winner takes it all”, cantavano gli Abba – le imprese medio-grandi fanno meglio delle piccole, che tra l’altro fanno molto più fatica a finanziarsi col sistema bancario a causa della debolezza patrimoniale (poco capitale e molto debito).

Se l’incertezza politica regna sovrana in Italia, e la guerra dei dazi fa la sua parte, il modello italiano ha puntato tutto sull’export. Con i consumi fermi, gli investimenti pubblici in calo, se anche l’export rallenta, siamo fritti. Nei primi sei mesi del 2019, l’export lombardo è calato dello 0,6% su base annua (contro +5,4% del 2018). Era da tanto tempo che la Lombardia non faceva peggio del resto d’Italia (export +2,9%). Ciò che preoccupa è l’indice Regiocoin-Lombardia che segnala un indebolimento della crescita e anche il sondaggio compiuto di recente da Bankitalia – su un campione di aziende con almeno 20 addetti – conferma il peggioramento in atto. Non si notano inversioni di tendenza.

Come ha sottolineato di recente il presidente Sergio Mattarella, l’interscambio commerciale Lombardia-Germania è pari a quello Germania-Giappone. Anni fa si sentiva spesso la frase: “La Germania è il malato d’Europa”. In futuro potremmo risentirla viste le nubi che sono ben presenti in tutto il settore automotive se l’auto elettrica dovesse, come nelle carte, soppiantare le vetture tradizionali.

Quello che molti osservatori sottovalutano è il futuro dell’elettrico, che mette a rischio interi settori manifatturieri dove i distretti di Bergamo, Brescia, Varese sono leader nel mondo. Sono le aree che soffrono di più in questo 2019. Fanno meglio Lodi, Pavia, Mantova e Milano dove il settore metalmeccanico pesa di meno.

E il modello Milano? Funziona sempre perchè i servizi finanziari e immobiliari vanno bene. I prezzi degli immobili residenziali in Lombardia sono saliti (+0,9%), in controtendenza con l’andamento nazionale (-0,6%). A Milano la crescita dei prezzi è stata del 7%. Tanta roba.

In chiusura, credo che un bell’indicatore anticipatore – leading indicator – per gli imprenditori lombardi possa essere il prezzo di Tesla, quotata sul Nasdaq. La risalita da 200 a 350$ in pochi mesi deve far molto riflettere. Alberto Bombassei a inizio 2019 disse a gran voce: “Con l’auto elettrica è a rischio un milione di occupati in Europa”. Qualcuno ci rifletta.

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