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Lifestyle 24 Dicembre, 2019 @ 10:48

Il menu di Natale del private chef italiano che ha conquistato anche la Regina

di Eleonora Poggio

Scrivo – per passione – di imprese e finanza.Leggi di più dell'autore
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Alessandro Colli

Il suo risotto con lumache e uva Liber Pater,  realizzato per una cena esclusiva a casa del vignaiolo di Poitiers, Loïc Pasquet , è il più costoso del mondo (30.000 euro),  le sue arti culinarie capaci di trasformare e valorizzare semplici prodotti della terra in piatti esclusivi sono note a casa non solo di Silvio Scaglia e Julia Hart nel cuore di New York, ma anche in Arabia Saudita dove ha fatto alcune collaborazioni. Il luxury private chef è Alessandro Colli, classe 1988, nato ad Alessandria e approdato a Londra nel 2013 dopo aver fatto la Chef Academy of London, prestigiosa scuola di formazione professionale londinese.

“Ho studiato ragioneria all’Istituto Vinci di Alessandria, ma la cucina è sempre stata la mia passione: mia nonna materna, Gianna, che ha 93 anni, è sempre stata una ottima cuoca ed ero innamorato della sua cucina. Così, dopo aver fatto un corso di una giornata a Londra, regalatomi da mia moglie Chiara, scelsi di iscrivermi, grazie al supporto dei miei genitori, alla Chef Academy of London, una realtà che forma cuochi con la pratica proprio in importanti ristoranti stellati. All’inizio facevo 100 ore alla settimana, con bassi stipendi, un grosso sforzo, ma non ho mai mollato. Era la mia passione e avevo un obiettivo chiaro. E’ stata dura”.

Così si emoziona Alessandro Colli quando ricorda il suo esordio e le sue fatiche londinesi. “Per farti conoscere e apprezzare devi accettare di lavorare sodo, studiare e innovarti sempre: dopo aver girato diversi ristoranti stellati ho capito che era giunto il momento di farmi conoscere anche dai migliori catering londinesi perché loro mi avrebbero permesso di completarmi nell’ambito degli eventi e come private chef, che è sempre stata la mia passione. Ho avuto giorni in cui dovevo fermarmi per riprendermi dalle fatiche e scegliere se mollare: ma alla fine bisogna essere forti e andare avanti sempre.”

Il curriculum di Colli parla chiaro: nel2014 lavora all’apertura di Villa di Geggiano a Chiswick, uno dei miglior ristoranti italiani di Londra, cucina per la Regina Elisabetta II ad Ascot e diventa lead chef per il Fulham football club per i box del Park side prima di diventare Personal chef nei box di Wembley; nel 2018 perfeziona la cucina molecolare durante uno stage al ristorante Bibendum, 2 Stelle Michelin londinese, dove lavora con lo chef Francesco Di Benedetto e la leggenda Claude Bosi. Inoltre, Colli è stato scelto da Urban Caprice Holding – uno dei più esclusivi Catering londinesi- per un evento esclusivo all’Annabell’s di Londra. In proposito spiega: “Quando la prima sera l’executive Chef Joseba Lasa mi chiese di lavorare con lui, non potevo essere più felice: sono rimasto con loro due anni, lavorando con colleghi di tutto il mondo.e facendo cucina internazionale”. Colleghi con cui “mi confronto spesso e da cui ottengo anche opportunità. Succede che loro non riescano a seguire tutti i clienti e mi chiedano di sostituirli in giro per il mondo perché il private chef può essere chiamato ovunque”. Giovane, ma determinato, Alessandro Colli spiega: “Quando ti offrono di essere private chef di personaggi importanti o di eventi internazionali non si può sbagliare. Soprattutto devi capire il cliente, cosa gli piace e cosa proporre.” Lontano dalla sua città, Alessandria, Colli è così diventato uno degli chef privati più ricercati e più quotati, a febbraio ad esempio prosegue “ho avuto la fortuna di lavorare con Matteo Giordi, chef del beef bar di Montecarlo in Arabia Saudita a Riyad, bellissima esperienza dove in 4 abbiamo dato vita a un pop up restaurant nel 303,  la nuova zona finanziaria che aprirà tra qualche anno e questo mi ha permesso di tornare in Arabia Saudita  a ottobre, ma per privacy del cliente non posso dire di più.”

Però nella sua città “ad Alessandria avevo dedicato un piatto per gli 850anni : agnolotto con stufato, erbe dei rabaton e brodo di paglia; torno sempre volentieri, dai miei amici, dalla mia famiglia, ma sinceramente non so se mi fermerei lì. Adoro viaggiare e non  mi pongo limiti perché viaggiando scopro prodotti e metodi di cucina che sono fondamentali per mantenermi sempre aggiornato.” In generale in Italia torneresti? “Sì, in Italia, non mi dispiacerebbe un ristorante nelle Langhe”. E con quale chef vorresti lavorare? “Sicuramente con Davide Oldani, che ho incontrato due volte , ho mangiato da lui e lui come me valorizza prodotti poveri – penso ad esempio alla sua  famosa cipolla- e anche lui ha studiato a Londra”. Intanto il Natale è alle porte e Colli ha regalato a Forbes.it il suo menu per la festa più importante dell’anno. Lo trovate di seguito.

 

Il menu di Natale 2019 di Alessandro Colli

Amuse Bouche

Cannolo Siciliano ripieno di crema di parmigiano ricotta e japanese soya, caviale di tobiko e gambero rosso di Mazara del Vallo

Starter

Tataki Di Wagyue beef con una salsa Japponese di soya che faccio io con la mela fermentata, jalapeño sotto aceto di riso, scalogno fritto e finger lime

Main 1

Risotto zucca carota e zenzero con un branzino alla piastra finito con una riduzione di soya e zucchero

Main 2

Merluzzo nero scottato in padella, Pak choy al sesamo e fondo Bruno italiano

Dolce

Sponge di Panettone con un zabaione al Marsala e cannella

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