Due nuove strategie made in Italy per sanificare e mettere in sicurezza le aziende

Tavano Colussi, a.d. di Euro & Promos (Courtesy Euro & Promos)
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Alberto Tavano Colussi, a.d. di Euro & Promos (Courtesy Euro & Promos)

Alberto Tavano Colussi si sente in prima linea: “Il lockdown sta mettendo in ginocchio le aziende, che devono poter riaprire il prima possibile per non far seguire l’ecatombe economica a quella sanitaria”, dice, ribadendo la linea espressa anche da Confindustria. “Per farlo, però, è necessario mettere in sicurezza gli spazi di lavoro. E mai come adesso il settore del cleaning professionale e delle sanificazioni ambientali è strategico. Noi vogliamo essere al fianco di imprenditori ed enti pubblici per far ripartire insieme il nostro Paese”.

Tavano Colussi è l’amministratore delegato di Euro & Promos, società di multiservizi con headquarter a Udine e settemila dipendenti distribuiti nelle sedi di Trieste, Venezia, Belluno, Milano, Pisa, Roma, Cagliari, Catania ed in Germania, a Monaco di Baviera. Adesso la società è impegnata con il suo dipartimento Ricerca e Sviluppo nei test di due nuove soluzioni per la sanificazione degli ambienti, uno dei punti fermi del Protocollo per la sicurezza dei luoghi di lavoro.

La prima fase prevista dal Protocollo è quella della detersione. A seguire, per la decontaminazione serve l’uso di ipoclorito di sodio diluito allo 0,1%; in alternativa viene suggerito l’utilizzo di etanolo (alcool etilico) al 70%. Per incentivare tali operazioni, il decreto “Cura Italia” prevede un bonus sotto forma di credito d’imposta pari alla metà della spesa per un massimo di 20 mila euro nel corso dell’anno. 

Ma per sconfiggere la pandemia queste misure forse non saranno sufficienti. Per questo Euro&Promos, dall’inizio dell’emergenza ha messo al lavoro il team di ricercatori della propria divisione ricerca e sviluppo. In collaborazione con università e aziende innovative sul fronte delle sanificazioni, ha al vaglio due strategie. La prima è l’uso dell’irradiazione germicida ultravioletta, metodo di sterilizzazione che usa la luce ultravioletta (UV) alla lunghezza d’onda UV-C, che modifica il DNA o l’RNA del Covid-19 (ma anche di altri germi e batteri) e quindi gli impedisce di riprodursi. La seconda è relativa al perfezionamento di uno strumento già in uso, quello dell’ozono, che, saturando e ossidando l’ambiente, permette una sanificazione totale. 

Alcune di queste strategie sono già attivate e con esiti entusiasmanti in alcuni cantieri pilota tra quelli che l’azienda gestisce in tutta Italia. “Se le innovazioni al vaglio avranno esito positivo – spiegano dall’azienda – ci saranno armi nuove nella battaglia contro il Coronavirus adesso, e contro e i batteri presenti negli ambienti di lavoro in futuro”.