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Estensione del bonus di 600 euro ai lavoratori autonomi e semplificazione delle procedure di cassa integrazione. Sono questi alcuni dei punti più completi del cosiddetto Decreto Rilancio presentato ieri sera dal presidente del consiglio Giuseppe Conte e dai ministri Gualtieri, Patuanelli, Bellanova e Speranza.
Oltre al bonus di 600 euro ai lavoratori autonomi e alla semplificazione delle procedure di cassa integrazione, il Decreto Rilancio riconferma diversi tipi di indennità di sostegno al reddito: come il reddito di emergenza, il bonus baby sitting e i congedi parentali.
Partendo proprio dal bonus 600 euro previsto per la categoria dei lavoratori autonomi (che sarà erogato in maniera automatica), ecco nel dettaglio chi potrà beneficiarne nel mese di aprile:
È importante precisare che il bonus previsto non concorre alla formazione del reddito ed è erogato dall’INPS in unica soluzione. Inoltre, è stabilita poi una disposizione ad hoc per la eventuale integrazione delle stesse indennità con il beneficio del reddito di cittadinanza. Infine, è stata statuita una norma di decadenza (15 giorni) sulla possibilità di richiedere l’indennità per il mese di marzo 2020 per varie categorie di lavoratori.
Oltre al bonus di 600 euro, il Decreto Rilancio introduce per il mese di maggio il cosiddetto “reddito di emergenza” (Rem), destinato al sostegno dei nuclei familiari in condizioni di necessità economica in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, individuati secondo specifici requisiti di compatibilità e incompatibilità.
Il Rem sarà erogato dall’INPS in due quote ciascuna pari all’ammontare di 400 euro. Le domande per il reddito di emergenza devono essere presentate entro il termine del mese di giugno 2020.
Anche se non esplicitate nel comunicato stampa ufficiale inviato dal Consiglio dei Ministri, le condizioni per accedervi dovrebbero essere: risiedere in Italia, dichiarare un Isee inferiore ai 15 mila euro, disporre di un patrimonio mobiliare minore di 10 mila euro e non percepire il Reddito di cittadinanza.
Riguardo la Cassa integrazione, che come ha evidenziato ieri sera il premier Conte “è andata incontro a diversi ritardi soprattutto nel caso di quella in deroga”, il Decreto Rilancio istituisce, presso il Ministero dell’economia e delle finanze, un Fondo di garanzia per spingere l’anticipazione della cassa integrazione da parte delle banche allo scopo di dare piena attuazione alla Convenzione stipulata il 30 marzo 2020 tra l’Associazione bancaria italiana (ABI) e le parti sociali;
Inoltre, se da una parte il testo conferma la possibilità per i datori di lavoro “in caso di riduzione/sospensione di attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica in atto” di presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario per una durata massima di 9 settimane (per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020), dall’altra permette anche l’estensione della cassa integrazione, con la stessa causale Covid-19, per altre 5 settimane per i soli datori di lavoro che abbiamo interamente fruito il periodo precedentemente (di nove settimane). Quindi un totale di 14 settimane fruibili tra il 23 febbraio e il 31 agosto.
È anche riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di durata massima di quattro settimane di trattamento per periodi decorrenti dal 1 settembre 2020 al 31 ottobre 2020. È importante sottolineare che ai beneficiari di assegno ordinario spetta anche l’assegno per il nucleo familiare. Viene reintrodotto l’obbligo per i datori di lavoro di svolgere la procedura di informazione, la consultazione e l’esame congiunto, con le organizzazioni sindacali, anche in via telematica, entro i tre giorni successivi a quello della comunicazione preventiva.
La novità più rilevante però riguarda il fatto che la cassa integrazione in deroga sarà autorizzata dall’Inps e non più dalle Regioni e ne anticiperà il 40%. Inoltre, l’anticipo varrà anche per gli altri due ammortizzatori sociali: la Cassa integrazione ordinaria e l’assegno ordinario erogato dal Fis, il Fondo di integrazione salariale.
Oltre alle misure già indicate, il Decreto Rilancio in materia di malattia, bonus baby sitting e licenziamenti stabilisce:
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