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Responsibility 14 Maggio, 2020 @ 4:08

La storia di Valentino Mercati, il fondatore di Aboca

di Forbes.it

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Aboca

Articolo tratto dal numero di aprile di Forbes Italia

Folgorato dalle piante medicinali, Valentino Mercati, ex venditore di auto, ha fondato Aboca, azienda leader nel mercato degli integratori alimentari e dispositivi medici per la salute. Fattura oltre 228 milioni ed esporta in 16 paesi, nel nome della responsabilità sociale e della circolarità.

Sostenibile nei processi industriali, nella forma giuridica, nei prodotti distribuiti, nella ricerca scientifica, nelle attività culturali. Perfino nel paesaggio, quello invidiabile della Valtiberina, fra Toscana e Umbria, dove nasce dalla coltivazione delle piante medicinali proprio attorno alle colline Sansepolcro. Sostenibile nel bagaglio genetico, dunque, o forse sarebbe il caso di dire nell’anima: quella di Valentino Mercati, fondatore di Aboca, pluridecorato ambasciatore della responsabilità sociale dell’impresa e paladino della circolarità, che è una “Arca di Noé per chi ama e sostiene il progresso dell’umanità fuori dall’artificialità travolgente”, dice. La proposizione è cambiare i paradigmi nella ricerca della salute grazie all’attività di un’azienda agricola leader nel mercato degli integratori alimentari e dispositivi medici a base di complessi molecolari vegetali e nel nome della evidence based medicine e della system medicine. 

Valentino Mercati, fondatore di Aboca SpA Società Agricola
Valentino Mercati, fondatore di Aboca SpA Società Agricola

Obiettivo prefissato da un’azienda di caratura internazionale: Aboca esporta in 16 paesi; occupa oltre 1.500 dipendenti; investe più di 10 milioni di euro in ricerca e sviluppo; fattura oltre 228 milioni di euro; può contare su 1.700 ettari di superficie per la coltivazione di 70 specie di piante    medicinali; produce 100mila kg di estratto essiccato in 115 prodotti diversi; è titolare di 32 brevetti internazionali. Uno straordinario successo personale per un ex venditore di auto (professione che fece fino al ’78) che decise di chiudere “baracche e concessionarie”, dopo essere stato folgorato dall’agricoltura biologica e dalle piante medicinali. E dalla lampadina che si accende alla realizzazione il passo è breve: Mercati studiò la possibilità di coltivare piante medicinali sulle colline attorno a Sansepolcro, applicando le teorie e le tecniche nella nascente agricoltura biologica portata alla notorietà dai primi movimenti verdi che a livello politico si stavano organizzando proprio in quel periodo. La sua diventò una missione di ricerca scientifica “sulle sostanze vegetali complesse e l’innovativo modo di concepire la dualità fra sostanze naturali e artificiali”, che gli frutta anche una laurea honoris causa in Biotecnologie vegetali e microbiche dell’Università di Pisa, oltre che una innumerevole serie di medaglie: presidente di Assoerbe dal 2010 al 2013; commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana; Cavaliere dell’Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro; Accademico del nobile collegio chimico farmaceutico di Roma. E, da ultimo, il Premio Scientifico Letterario Casentino per la medicina che vinse nel 2012. Mercati è una vera e propria icona in questo settore in cui ha investito molto anche in tempi non sospetti, in quegli anni ’80 dell’indifferenza (se non ostilità) nei confronti di tutto ciò che era naturale. Oggi l’aria è cambiata – nel mercato, nel consumo e nella finanza – gli obiettivi si perseguono con maggiore rapidità e facilità. Ne sono un esempio la loro produzione di energia elettrica rinnovabile, o il fatto che l’85% dei rifiuti è riciclato; o il messaggio naturale che ciascuna delle 52 milioni di confezioni prodotte ogni anno porta nelle 30mila farmacie raggiunte; o i 50 eventi culturali organizzati ogni anno; o, infine, la casa editrice e il museo. Ma soprattutto c’è una scelta fatta a monte: diventare una delle prime B Corp italiane (certificate a livello internazionale) abbracciando il movimento internazionale di Benefit Corporations, e quindi associando il profitto economico agli obiettivi di bene comune, di sostenibilità ambientale e di performance sociali. Nel caso specifico, ad Aboca è stato riconosciuto il merito di uno straordinario risultato in termini di tutela della biodiversità che è stato classificato – da quel momento – come modello di riferimento a livello mondiale per le future certificazioni. 

L’impegno è anche squisitamente culturale, grazie ad Aboca Museum, il museo delle erbe che Mercati ha fondato nel 2002 e che ha lo scopo di diffondere l’antica tradizione delle piante medicinali attraverso le fonti del passato. Non solo: la Biblioteca Antiqua, una straordinaria raccolta, unica nel suo genere a livello mondiale, contiene oltre 2.500 preziosi libri antichi a stampa risalenti a varie epoche e legati al tema specifico dell’utilizzo nella storia delle piante medicinali. 

E per non farsi mancare nulla, il cavaliere diventa anche ambasciatore di pace, nel senso letterale, in quanto socio fondatore dell’Associazione Rondine Imprenditori per la Pace, di cui è stato presidente dal 2008 al 2013. “Sono cresciuto circondato dalla bellezza, ma solo a un certo punto della mia vita ne ho compreso l’importanza e la forza che custodiva dentro di sé”, ricorda. “Da quel giorno ho dedicato ogni momento per conoscerla e ascoltarla per studiarne la complessità. Allora ascoltando il mio istinto e trascorrendo notti tra le pagine dei libri del passato, oggi approfondendo il genio della ricerca più avanzata”. Mercati trascorre ancora molte notti a studiare la sapienza antica nella sua torretta al quinto piano del Palazzo Bourbon del Monte, nel regno di Aboca Museum e della magia della Bibliotheca Antiqua

 

 

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