Una villa da sogno per riportare Firenze al centro del fashion internazionale

(Courtesy of villabardini.it)
Share
(Courtesy of villabardini.it)

Di Eva Desiderio

Una operazione d’immagine senza uguali, un palcoscenico unico sul mondo e per il mondo, un messaggio di bellezza assoluta. E’ quello che la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, presieduta dal luglio 2019 da Luigi Salvadori, lancia con l’apertura della Villa e del Giardino Bardini per il defilè d’alta moda di Dolce e Gabbana, nell’ambito di Pitti Uomo. Evento cultural-mondano di prim’ordine promosso dal Centro di Firenze per la Moda Italiana e da Pitti Immagine, con l’impegno della presidente Antonella Mansi e dell’amministratore delegato Raffaello Napoleone, per riportare Firenze al centro del fashion internazionale. Grande progetto per la città, subito sposato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e dal presidente Salvadori che hanno messo come sempre al centro il bene del territorio e della moda da sempre vettore privilegiato dell’economia fiorentina.

Presidente Salvadori, la Fondazione è sempre vicina alla città, ora più che mai?

“Questa con l’alta moda di Dolce e Gabbana il 2 e 3 settembre è un’operazione molto importante. La Fondazione è sempre vicina a Firenze per la sanità, l’economia, la cultura, la formazione dei giovani di famiglie economicamente deboli. E questo è un anno importante, eccezionale per questa istituzione _ spiega Luigi Salvadori dalla sede in via Bufalini ricca di opere d’arte di pregio _ L’Ente non è solo un erogatore di soldi, ogni anno eroghiamo dai 33 ai 35 milioni di euro, ma un centro di progettualità. Per questo poiché la moda soffre mi è parso necessario sostenerla così come ha fatto il consiglio di amministrazione che il 24 luglio ha dato il via libera alla concessione di Villa Bardini col suo Giardino storico per l’evento d’alta moda. In questo modo l’abbiamo presentata al mondo come luogo di rilevanza internazionale. Un messaggio chiaro che spiana anche ogni dubbio sui veri rapporti tra Firenze e Milano, che devono essere franchi e collaborativi”:

Le piace la politica del Sindaco Dario Nardella per attrarre investimenti esteri su Firenze?

“Si, molto. Io sono molto favorevole a questo. E dico anche che il mondo ha voglia di Firenze, che come dice Stefano Ricci è Firenze la Grande”.

(Courtesy of villabardini.it)

Col focus su Villa Bardini state anche sostenendo l’alto artigianato fiorentino che i due stilisti hanno scelto di promuovere insieme alle loro creazioni. Quanto siete impegnati sulla difesa della tradizione e della manualità d’arte?

“Moltissimo e da tanti anni. Già col professor Giampiero Maracchi è stao fondato l’OMA nel 2006. Lui era un visionario, promotore dell’homo faber. Ora, dopo tanti anni di impegno sul campo da parte dell’Osservatorio, 42 artigiani sono stati scelti da Dolce e Gabbana nel segno della bellezza e della cultura del fatto a mano. Mi sembra perfetto per Firenze”.

La formazione dei giovani è l’altro grande impegno della Fondazione CR Firenze? Ci racconta cosa fate in concreto?

“Sì, io tengo molto a questo progetto. Che ha anche un nome e una sigla simbolica: TMM, Tuttomeritomio, per valorizzare potenzialità e merito dei giovani. Ci occupiamo di sostenere coloro che provengono da famiglie con condizioni di disagio economico alla scuola e all’università. Lo facciamo insieme a Intesa Sanpaolo: per questo abbiamo stanziato 7,5 milioni di euro, coinvolgendo ragazzi fra i 17 e i 19 anni, circa 400 studenti della Città Metropolitana di Firenze, e delle province di Arezzo e Grosseto.Tutto in collaborazione con L’università di Firenze, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana e la Fondazione Golinelli”.

C’è un impegno anche per la terza età?

“Vero. Vorremmo realizzare la Città degli Anziani. Puntando per gradi a donare loro un ambiente di vita confacente ad una qualità della vita migliore. Per non isolarli”.

Quando pensa alla Fondazione cosa le viene in mente?

“Penso al futuro, della città e dei suoi cittadini. E gli investimenti per una vita migliore e una crescita sociale. Risvegliando quelle mani d’oro che hanno fatto grande Firenze, promuovendo il lavoro artigiano e puntando sulla rendita del capitale umano”.

(Courtesy of villabardini.it)