La storia di Wang Wei, il miliardario che ha creato “la Fedex cinese” partendo da un minivan

Lavoratori nell’impianto S.F. Express di Shenzen, in Cina. La società è stata fondata da Wang Wei. (VCG/VCG via Getty Images)
Share
Wang Wei, il miliardario che ha creato SF Express
Lavoratori nell’impianto S.F. Express di Shenzen, in Cina. La società è stata fondata da Wang Wei.
(VCG/VCG via Getty Images)

Fino al 2009 in Cina l’unico modo per spedire pacchi era quello di passare attraverso il sistema postale nazionale. L’assenza di operatori privati per questo tipo di servizio, oggi essenziale con l’e-commerce diventato componente fondamentale della nostra quotidianità, dipendeva soprattutto dal fatto che tale attività fosse dichiarata illegale a livello statale e che se un cittadino fosse stato sorpreso a trasportare qua e là pacchi e pacchetti avrebbe infranto la legge. Un uomo, però, è riuscito a infilarsi nella più classica delle zone grigie, riuscendo ad avviare, con sei corrieri e un minivan, un’attività di consegna in giornata che oggi gli permette di avere un patrimonio stimato da Forbes in circa 29 miliardi di dollari. Dietro la “Fedex di Cina”, come è stata ribattezzata la SF Express, c’è Wang Wei.

Profilo basso, sono rare le interviste o le opportunità lasciate ai media per cercare di approfondire o conoscere meglio la sua storia. I numeri e la crescita dell’azienda di Wang Wei, però, hanno necessariamente attirato le attenzioni, tanto che la rivista Next, di Hong Kong, ha inviato un giornalista a lavorare sotto copertura come fattorino per tre mesi nel 2010, spiega Business Insider. Wang Wei nasce a Shanghai nel 1970 e si trasferisce a Honk Kong con la famiglia quando ha 7 anni: il padre è traduttore russo per conto dell’esercito cinese, mentre la madre è insegnante universitaria ricostruisce il People’s China Daily Online. Wang non ha parlato spesso di questo periodo della sua vita e della sua esistenza in generale, ma il South China Morning Post riporta alcune sue dichiarazioni che lasciano intuire una situazione non troppo semplice per la famiglia dopo il trasferimento: “So cosa significa essere povero, essere discriminato dalle persone per essere poveri. I miei genitori erano professori universitari in Cina, ma i loro risultati accademici non sono stati riconosciuti quando ci siamo trasferiti a Hong Kong quando ero piccolo. Quindi siamo partiti da zero”. Partenza da zero che si può estendere anche a livello imprenditoriale per Wang. La scintilla che porta alla nascita di un primo servizio di consegna pacchi in giornata arriva infatti all’improvviso e soprattutto deve affrontare una serie di ostacoli oggettivi. Sempre su People’s China Daily Online si legge di come Wang, rientrato nel frattempo in Cina, ricordi i motivi che lo hanno spinto a pensare a qualcosa che ancora non c’era a metà degli anni ’90 e a partire da Shunde, una città minore nel sud-est della provincia del Guangdong: “Molte persone di Hong Kong avevano fabbriche nel Guangdong, in Cina, all’epoca e avevano richieste per il servizio di corriere. Così ho pensato: Perché non avvio io stesso una società di corriere? Di conseguenza, ho fondato SF a Shunde con alcuni partner”.

Esigenza che anche lui, in quel momento impegnato nel settore dei tessuti, riscontra per l’ennesima volta quando si ritrova a dover spedire dei campioni verso Honk Kong dalla Cina facendo i conti con tempi lunghi e poco funzionali per fare affari. Così, grazie anche a un prestito del padre, inizia a offrire il proprio servizio di consegna tra Shenzhen e Honk Kong in un giorno. Dotazione di partenza: sei fattorini e un minivan. Lo stesso Wang si mette in gioco in prima persona nelle fasi iniziali, consegnando i pacchi nonostante i rischi che pure erano notevoli, come spiega lui stesso al South China Morning Post: “Quando SF ha iniziato a consegnare pacchi negli anni  ’90 era ancora un’attività illegale chiamata “consegna nera”. Saremmo stati multati se catturati dagli ufficiali postali, quindi abbiamo dovuto maneggiare i pacchi di nascosto”. La domanda però è notevole e le possibilità di guadagno concrete perché alla necessità di spostare merci in tempi rapidi si aggiungono in quegli anni anche un poderoso exploit economico e l’avvio dei primi e-commerce che spingono la domanda di spedizioni. In un mercato vasto come quello cinese i numeri possono diventare presto insostenibili se le risorse non sono adeguate e così nel 2003 Wang inizia a noleggiare aerei cargo per velocizzare le proprie consegne, mossa senza precedenti per i corrieri privati ​​in Cina. La nascita di altre compagnie, illegali come quella di Wang, mette il governo di fronte alla realtà e così nel 2009 arriva l’apertura anche per gli operatori privati per un mercato che oggi registra numeri spaventosi e una domanda costantemente in crescita. Wang non si fa trovare impreparato al via libera statale e sempre nel 2009 crea la propria compagnia aerea, SF Airlines, per poter soddisfare le richieste di consegna. L’ultimo balzo è la quotazione in Borsa che arriva nel 2017, con in mezzo un’espansione dell’attività anche in Australia. La SF Express oggi è uno dei giganti dell’economia cinese che nel primo semestre 2020, nonostante la pandemia e il lockdown, ha annunciato di aver aumentato i propri ricavi di circa 10 miliardi di dollari. Secondo Wang per costruire un’attività di successo bisogna essere “audaci, creativi e responsabili”: partire da zero, creare qualcosa che non c’era mantenendola e facendola crescere nel tempo.

Ecco come Wang ha messo in pratica le sue tre parole guida.