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Leader 15 Gennaio, 2020 @ 2:33

Chi è il miliardario che cerca una moglie da portare in luna di miele nello spazio

di Simona Politini

Staff

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Yusaku Maezawa, il miliardario cerca moglie da portare sulla luna
(Pascal Le Segretain/Getty Images)

E dopo il matrimonio si parte per la luna di miele, e questa volta non è un modo di dire: il miliardario giapponese Yusaku Maezawa cerca moglie e la destinazione scelta per il viaggio di nozze sarà proprio la Luna.

Il miliardario giapponese Yusaku Maezawa cerca moglie da portare sulla luna con un concorso tv

Ho 44 anni. Mentre i sentimenti di solitudine e di vuoto iniziano lentamente ad affiorare in me, c’è una cosa a cui penso: continuare la mia vita con accanto una donna da amare.”

Quando dicono che i soldi non fanno la felicità… Potremmo leggerla così la lettera firmata da Yusaku Maezawa pubblicata sul sito web dedicato al programma Full Moon Lovers che andrà in onda sulla rete televisiva online AbemaTV: una sorta di concorso destinato a diventare un reality che mira a trovare una consorte al miliardario. Questo infatti è il modo in cui il Maezawa ha deciso di  trovare la sua dolce metà.

Ogni fanciulla in cerca di marito potrà partecipare alla selezione per il programma a patto che: sia ovviamente single e con più di 20 anni, con una personalità brillante e sempre positiva, interessata ad andare nello spazio e in grado di partecipare alla preparazione per il viaggio interplanetario, piena di voglia di godersi la vita al massimo e desiderosa della pace nel mondo. Beh, in fondo non sembra poi così complesso anche se la competizione sembra già accesa se si contano i retweet (oltre 25.000) e i “mi piace”  (oltre 70.000) ottenuti dal tweet di Maezawa sul suo profilo che lancia la competizione con tanto di hashtag #MZ_looking_for_love. Le “candidature” potranno essere inviate online entro il 17 di gennaio.

Yusaku Maezawa, il milardario giapponese che vuole portare la sua futura moglie sulla Luna

Yusaku Maezawa: da giovane musicista rock a leader dell’e-commerce

Proposta a dir poco eccentrica, ma da un personaggio come Yusaku Maezawa in fondo non stupisce. Nato nel 1975 a Kamagaya, città a circa 30 km a est di Tokyo, con velleità da musicista rock dopo il liceo decide di trasferirsi in California.

L’esperienza non è proprio un successo, ma Maezawa nel frattempo si era organizzato per rivendere il merchandising musicale nel proprio Paese. Rientrato in Giappone intorno agli anni ’90 si butta sulla vendita per corrispondenza, tramite catalogo prima e online poi. Da qui il passo verso il successo è breve. Nel 1998 Yusaku Maezawa fonda Start Today che nel 2004 muta in Zozotown, il più grande rivenditore di abbigliamento online giapponese.

Quotata alla Borsa di Tokyo con un valore di mercato di 15 miliardi di dollari Usa, nel settembre 2019 Zozotown è stata venduta al gruppo Softbank e Yusaku Maezawa ha lasciato il suo ruolo di ceo.

Oggi Maezawa possiede un patrimonio netto stimato da Forbes pari a 2 miliardi di dollari e ricopre il 22esimo posto nella classifica delle 50 persone più ricche in Giappone.

Arte, spazio e benessere sociale: le passioni del miliardario giapponese Yusaku Maezawa

Certo, soprattutto in questi ultimi anni, Yusaku Maezawa non è passato inosservato.

Nel 2017, come riportato da Forbes, la sua passiona per l’arte l’ha catapultato sui magazine internazionali per aver speso 110,5 milioni di dollari per il dipinto “Untitled” di Jean-Michel Basquiat del 1982 venduto all’asta da Sotheby’s. L’acquisto ha infranto il record della più alta cifra spesa per un dipinto di Basquiat avvenuta sino ad allora.

Nel 2018 Maezawa ha acquistato il primo viaggio di SpaceX intorno alla Luna programmato per il 2023. Ma il miliardario non si è limitato a prenotare il proprio posto in prima fila vista cosmo, porterà infatti con sé un gruppo di artisti dagli stili diversi i quali, ispirati dal viaggio, al ritorno sulla Terra creeranno le loro opere d’arte dando vita al progetto #DearMoon.

Last but not least, prima a Capodanno 2019 e nuovamente a Capodanno 2020, Yusaku Maezawa, ha lanciato online ciò che lui stesso definisce un “esperimento sociale” regalando 1 milione di yen (9 milioni di dollari) a 1.000 suoi seguaci Twitter scelti a caso tra quelli che hanno ritwittato il suo post del 1° gennaio. Obiettivi: comprendere, attraverso sondaggi regolari, quanto questi soldi possano realmente aumentare la felicità dei vincitori e stimolare il dibattito sul reddito di base anche in Giappone. Nemmeno a dirlo, il suo è diventato il tweet più ritwittato di sempre.

Business 14 Gennaio, 2020 @ 2:37

+47.500% in 30 anni: questa famiglia di miliardari è la regina di Wall Street

di Forbes.it

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I membri della famiglia Mendelson (Fonte immagine: Heico.com)

di Abram Brown per Forbes.com

“Tutti ci hanno detto che era impossibile”, afferma Victor Mendelson. “Che non si poteva fare”, aggiunge suo fratello Eric. “Che avremmo fallito”, aggiunge Victor.

È ora di pranzo di giovedì a Miami e i fratelli sono seduti nei loro uffici con il padre Laurans: insalate su piatti da picnic e un sacchetto da condividere di patatine fritte. Eric e Victor stanno finendo i pensieri gli uni degli altri, come fanno spesso, soprattutto quando si tratta di una storia che amano raccontare, e amano molto raccontare questa storia, quella dell’origine di Heico Corp., il loro produttore di parti di ricambio degli aerei. Perché invece di fallire, Eric, 54, Victor, 52, e il loro papà, 81, sono riusciti ad avere successo in modo spettacolare.

Dal 1990, quando i Mendelson rilevarono l’attività di Hollywood, in Florida, Heico ha generato un rendimento complessivo di circa il 47.500%. (No, non è un errore di battitura. Tutte queste cifre sono corrette.) Negli ultimi dieci anni, le sue azioni sono aumentate del 1.270%, superando l’S&P 500 (250%) e persino, diciamo, Berkshire Hathaway (240%). Questo è bastato per i Mendelson, che controllano il 17% dell’azienda, per accumulare una fortuna che Forbes stima in 1,2 miliardi di dollari. Le entrate hanno raggiunto 2,1 miliardi con un profitto di 328 milioni nell’anno fiscale 2019, entrambi da record.

Tutti questi numeri sono una prova abbastanza solida che i loro detrattori all’inizio si erano sbagliati: i Mendelson sono stati in grado di guadagnare un punto d’appoggio in un settore dominato dai cosiddetti produttori di apparecchiature originali, come GE e Boeing, che sono i primi a sviluppare le componenti e mantenere alti i prezzi delle parti di ricambio per aiutare a recuperare i costi originali di ricerca e sviluppo. Lo hanno fatto acquisendo 78 aziende nel corso degli anni e proponendo le loro componenti a basso costo. L’anno scorso, con Larry come ceo e presidente e i fratelli come co-presidenti, Heico ha prodotto quasi 100mila pezzi, venduti a quasi tutte le principali compagnie aeree del mondo e ai clienti della difesa come il governo degli Stati Uniti. Ciò include qualsiasi cosa, dalle ruote ai freni, alle luci e ai cavi di alimentazione, fino al piccolo chiavistello che fissa l’armadio di un assistente di volo.

Leggi anche: Bezos, Buffett e gli altri miliardari: chi ha guadagnato di più negli ultimi 10 anni

“Si tratta di numeri sicuramente anomali”, afferma Ken Herbert, amministratore delegato di Canaccord Genuity. “Voglio dire, è difficile immaginare aziende familiari che abbiano avuto così tanto successo per così tanto tempo. Sono rimasti molto disciplinati, attaccati al lavoro e fanno bene quello di cui si occupano”.

Le origini di questa storia hanno radici nella 116th Street di Manhattan alla Columbia University. Lì, i fratelli studiarono economia e commercio e si interessarono in modo particolare a una delle tendenze più diffuse dell’epoca: il gioco del buyout. Più imparavano, più si convincevano di riuscire a realizzare anche un LBO. Victor fu quello che trovò Heico – fondata nel 1957 e quotata nel 1960 – dopo aver chiacchierato con un amichevole agente di cambio che conosceva la compagnia.

Pensarono che loro padre, un ex contabile di Arthur Andersen e un investitore immobiliare in Florida, avrebbe fornito il capitale. Dopo aver studiato i dati finanziari e le relazioni annuali di Heico in una biblioteca della Columbia, Victor decise che poteva essere un obiettivo perfetto: un’azienda manifatturiera con numeri solidi ma dirigenti poco coinvolti. “Il consiglio non possedeva nulla, non possedeva azioni”, ricorda Larry. “Non erano motivati”. Victor lanciò l’idea a suo fratello e suo padre, e dopo aver acquistato 3 milioni in azioni Heico – metà contanti, metà debito – nel gennaio 1990 assunsero il controllo dell’azienda. Uscirono i vecchi dirigenti, entrarono i Mendelson.

All’epoca Heico vendeva un singolo articolo, una camera di combustione del motore, dopo aver acquisito i diritti e i dati per realizzarlo alcuni anni prima dal produttore originale, Pratt & Whitney. Non passò molto tempo prima che cercassero simili opportunità nel mercato post-vendita, che trovarono particolarmente allettanti. Tutto aveva bisogno dell’approvazione della Federal Aviation Administration, che garantiva che non tutti  potessero facilmente entrare nel settore. Inoltre, le parti di ricambio non erano generalmente protette da brevetto, quindi tutto ciò che i Mendelson dovevano fare era ingegnerizzarle al contrario, quindi provare alla FAA che erano all’altezza di farlo.

Per fare ciò, Eric arrivò praticamente a vivere nei corridoi del quartier generale della FAA a Washington. “Erano davvero molto, molto lunghi”, dice. Ma Eric li ha percorsi tutti con le sue riflessioni. “Effettuiamo un’ispezione su ogni singolo lotto di parti che produciamo”, afferma. Il motivo per cui lo facciamo è perché non possiamo permetterci di sostenere un guasto. “Nel 1991, la FAA ha dato a Heico il via libera alla produzione della sua seconda componente, un tubo utilizzato nei motori a reazione. Questa era la chiave per conquistare i clienti, così come l’investimento di Lufthansa in Heico – un tacito marchio di approvazione – sei anni dopo.

Mentre la loro attività prendeva quota, Larry ha insistito sul fatto di rispettare una regola ferrea: “Non cerchiamo di fregare il cliente”. Heico mantiene i suoi prezzi bloccati tra un terzo e la metà di quello che un produttore originale addebiterebbe. Il margine netto di Heico si aggira intorno al 15%. Potrebbe essere più di questo se i Mendelson spingessero più forte (e alcuni prodotti per la difesa sono più redditizi). “Sono storicamente riluttanti a fissare un margine superiore al 20%”, afferma Hebert, analista di Canaccord. “Non vogliono mai essere percepiti come truffatori o trarre eccessivo profitto”.

I Mendelson sono acquirenti astuti, che nel 2019 hanno completato altre sette acquisizioni. “Le aziende che acquistiamo hanno una spiccata origine imprenditoriale: sono imprenditori che hanno iniziato anni fa, hanno avviato attività commerciali nei loro garage”, afferma Larry. “Hanno iniziato con niente”, che, dice, significa “guardano ogni nichel”. In generale, le aziende acquisite hanno circa 10 milioni di utili e margini superiori al 20%. I Mendelson di solito non acquistano un’intera azienda. Più spesso, ne lasciano un quinto nelle mani dei proprietari o dei dirigenti per mantenerli incentivati.

Vaughn Barnes, co-fondatore di Corona, è uno di questi. Lui e i suoi partner hanno venduto la loro attività, che produce la pellicola isolante che raffredda il motore a combustione di un aereo, a Heico nel 1999 per circa 35 milioni. Le vendite ammontavano quindi a circa 17 milioni e da allora sono aumentate di oltre sei volte. “Fintanto che fai quello che dici ti lasciano in pace”, dice Barnes.

Fin dall’inizio, Larry, Eric e Victor – riflesso l’uno dell’altro con i loro sorrisi, cravatte ben annodate e gemelli – hanno operato in modo particolare. “Tutte le principali decisioni devono essere unanimi”, afferma Larry. “Staremo insieme, e uno di noi potrebbe non essere d’accordo, ma alla fine tutto avrà funzionato bene”. Mentre Larry resta a casa a Miami, i fratelli sono in viaggio due giorni alla settimana per rivedere le operazioni presso le strutture della società sparse in tutto il mondo. “Se c’è un problema particolare, ci sediamo e ne parliamo. “

I Mendelson vivono a 20 minuti l’uno dall’altro e dall’ufficio, Eric a Miami Beach e Victor e Larry a Coconut Grove. La casa di Larry è ricca della sua arte, è un collezionista infaticabile (“Mi piace Miró. Mi piace Renoir. Mi piace Roy Lichtenstein, Andy Warhol”), e cataloga attentamente ogni acquisto in una cartella. Pranza spesso al vicino Capitol Grill.

Heico ha arricchito anche molte altre persone. Il maggiore azionista della compagnia, l’amico di Mendelsons, Herbie Wertheim, è diventato miliardario in parte grazie alla sua quota del 10%. Ma non solo Wertheim. I Mendelson hanno da tempo incoraggiato i loro dipendenti a trarre vantaggio da un redditizio piano pensionistico. Scambiano fino al 5% di ciò che i lavoratori dismettono, non in contanti ma in azioni Heico. In altre parole, le azioni hanno trasformato molti impiegati comuni, in particolare i primi impiegati, in milionari.

No, non è corretto, dice Larry. “Multimilionari.”

Leggi anche: Da Netflix a Domino’s Pizza, i 10 titoli più performanti del decennio

Trending 10 Gennaio, 2020 @ 4:59

Chi sono i miliardari che hanno aperto i portafogli per l’emergenza in Australia

di Massimiliano Carrà

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(Shutterstock)

di Tracy Wang per Forbes.com

Da novembre, ossia da quando gli incendi nei boschi hanno iniziato a distruggere diverse aree dell’Australia, in tutto il mondo milioni di persone hanno effettuato delle donazioni economiche per supportare i soccorsi. Tant’è che su Facebook è stata creata una campagna fondi che fino ad oggi è la più grande mai realizzata: 34 milioni di dollari raccolti da oltre 1,2 milioni di persone. 

La comica australiana Celeste Barber, ideatrice della campagna social, ha inoltre evidenziato che Gine Rinehart, la donna più ricca del Paese, non era tra i primi donatori, così sul suo profilo Twitter l’ha sollecitata a partecipare alla donazione con una quota maggiore dello 0,001%. Il tutto anche in virtù del fatto che per l’incendio di Notre Dame, le società francesi e i principali miliardari hanno donato in poco tempo 670 milioni di dollari. 

Andrew Forrest: il miliardario che ha donato di più

Dopo la provocazione rilanciata sui social dalla comica australiana, Gine Rinehart ha immediatamente risposto con una dichiarazione ai notiziari australiani affermando di aver donato una somma non specificata alla causa anche perché “preferisce donare privatamente”.

In seguito al tweet di Celeste Barber, la Paul Ramsay Foundation ha annunciato che si è assunta l’impegno di donare in beneficenza 21 milioni di dollari in modo da aiutare la ricostruzione. La fondazione è l’eredità del compianto miliardario australiano Paul Ramsay, che ha guidato un impero sanitario prima della sua morte nel 2014 e ha lasciato la maggior parte della sua fortuna da 3,2 miliardi di dollari alla sua fondazione.

Successivamente, sempre per gli incendi in Australia, è arrivato il più grande sforzo fatto finora da un singolo: l’impegno da 48 milioni di dollari del miliardario minerario australiano da parte del miliardario minerario australiano Andrew Forrest, attraverso la sua Minderoo Foundation. 

L’importo totale sarà così distribuito: 7 milioni di dollari per i volontari specializzati, 7 milioni di dollari per recuperare le aree colpite dagli incendi, e 34 milioni di dollari per lo sviluppo di un piano per combattere la possibilità futura che l’Australia possa essere ancora devastata dagli incendi. 

Classifiche 24 Dicembre, 2019 @ 11:51

Bezos, Buffett e gli altri miliardari: chi ha guadagnato di più negli ultimi 10 anni

di Forbes.it

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(Forbes Italia)

di Jonathan Ponciano, Forbes Staff

La filosofia di investimento di Warren Buffett – acquistare e detenere titoli per sempre – si è rivelata una delle strategie più performanti di tutti i tempi. Ha anche fruttato particolarmente bene negli ultimi dieci anni.

Nonostante abbia dato in beneficenza grandi quantità di azioni della Berkshire Hathway dal 2006 (circa $ 34 miliardi in totale), l’Oracolo di Omaha sta chiudendo il 2019 con un patrimonio netto di circa $ 89 miliardi, in aumento di $ 42 miliardi dal 2010. Il che lo posiziona al settimo posto tra i miliardari che hanno guadagnato di più negli ultimi 10 anni. Buffett non ha mai venduto niente della Berkshire e circa il 98% della sua fortuna è costituito dalle azioni della stessa società.

Questa strategia ha funzionato anche per la maggior parte degli altri grandi miliardari del decennio, tutti più ricchi di almeno 40 miliardi di dollari rispetto al 2010. Complessivamente i dieci hanno aggiunto alle loro fortune 555 miliardi di dollari. A testimonianza del mercato toro più lungo mai registrato, tutti sono fondatori o dirigenti a lungo termine, passati e presenti, di società pubbliche, i cui titoli hanno dominato il decennio. Come Buffett, hanno raggiunto tale traguardo mantenendo le loro enormi posizioni in quelle aziende.

L’ex ceo di Microsoft Steve Ballmer, ad esempio, ha lasciato il suo ruolo all’attuale amministratore delegato Satya Nadella nel febbraio 2014, dopo aver supervisionato la crescita per oltre un decennio, ma è stato rapido a dichiarare il suo impegno con il gigante del software. “Ho dato l’anima per Microsoft – per 34 anni e continuerò a farlo “, ha detto Ballmer quando si è dimesso dal board mesi dopo. “La società crescerà a livelli ancora più alti. Sarò orgoglioso e trarrò beneficio dalla mia proprietà azionaria”, ha aggiunto.

Otto di questi dieci miliardari traggono l’80%, o anche di più, della loro fortuna in azioni della società che hanno fondato o precedentemente guidato. Ciò include non solo Ballmer e Buffett, ma anche Mark Zuckerberg di Facebook, Bernard Arnault di Lvmh e Jeff Bezos di Amazon. Nonostante abbia subito il divorzio più costoso della storia, Bezos è anche in cima a questa classifica del decennio, dopo aver aggiunto 97,4 miliardi di dollari dal 2010. Ora è la persona più ricca del mondo, rispetto alla posizione 43 di inizio decennio.

Jack Ma, ex insegnante di inglese cresciuto in povertà in Cina, detiene circa il 60% della sua fortuna in Alibaba, colosso dell’e-commerce che ha iniziato appena 20 anni fa con $ 60mila di capitale. La quotazione di Alibaba alla Borsa di New York a settembre 2014 è stata la più grande Ipo di allora. Un altro 9% del suo patrimonio netto deriva dalla società affiliata fintech dell’azienda, Ant Financial, che è l’unicorno con la più alta valutazione del mondo, circa $ 150 miliardi. La persona più ricca della Cina aveva iniziato il decennio con “soli” $ 1,2 miliardi di patrimonio.

L’unico di questa lista che non detiene la maggior parte della sua fortuna in un titolo è Bill Gates. Il visionario del software ha venduto o ceduto la maggior parte delle azioni Microsoft che lo hanno reso ricco, costruendo invece un impero di investimento più diversificato. Ha guadagnato $ 54,6 miliardi in questo decennio.

I 10 miliardari che hanno guadagnato di più negli ultimi 10 anni

10. Jack Ma
Cina
Guadagno: $ 40,8 miliardi
Patrimonio 2010: $ 1,2 miliardi
Patrimonio 2019: $ 42 miliardi

9. Sergey Brin
Usa 
Guadagno: $ 41,3 miliardi
Patrimonio 2010: $ 17,5 miliardi
Patrimonio 2019: $ 58,8 miliardi

8. Steve Ballmer
Usa 
Guadagno: $ 41,8 miliardi
Patrimonio 2010: $ 14,5 miliardi
Patrimonio 2019: $ 56,3 miliardi

7. Warren Buffett 
Usa 
Guadagno: $ 41,8 miliardi
Patrimonio 2010: $ 47 miliardi
Patrimonio 2019: $ 88,8 miliardi

6. Larry Page
Usa 
Guadagno: $ 43,5 miliardi
Patrimonio 2010: $ 17,5 miliardi
Patrimonio 2019: $ 61 miliardi

5. Amancio Ortega 
Spagna
Guadagno: $ 49,9 miliardi
Patrimonio 2010: $ 25 miliardi
Patrimonio 2019: $ 74,9 miliardi

4. Bill Gates 
Usa 
Guadagno: $ 54,6 miliardi
Patrimonio 2010: $ 53 miliardi
Patrimonio 2019: $ 107,6 miliardi

3. Mark Zuckerberg
Usa 
Guadagno: $ 68 miliardi
Patrimonio 2010: $ 4 miliardi
Patrimonio 2019: $ 72 miliardi

2. Bernard Arnault 
Francia 
Guadagno: $ 80,2 miliardi
Patrimonio 2010: $ 27,5 miliardi
Patrimonio 2019: $ 107,7 miliardi

1. Jeff Bezos 
Usa 
Guadagno: $ 97,4 miliardi
Patrimonio 2010: $ 12,3 miliardi
Patrimonio 2019: $ 109,7 miliardi

Classifiche 24 Dicembre, 2019 @ 9:56

I miliardari che nel 2019 sono diventati un po’ meno ricchi

di Forbes.it

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L’ex ceo, non ché fondatore di Uber, Travis Kalanick, uno dei miliardari che hanno perso di più nel 2019 (Justin Sullivan/Getty Images)

Jeff Bezos, il miliardario che aveva guadagnato di più l’anno scorso, è stato uno dei più grandi perdenti del 2019. Il motivo principale è stato il divorzio da oltre 30 miliardi di dollari con quella che era sua moglie da 25 anni, MacKenzie Bezos. La sua fortuna è diminuita “solo” di circa $ 13 miliardi, poiché le azioni di Amazon sono aumentate del 18%, contrastando i costi del divorzio.

Bezos non è stato però il miliardario più impattato dallo scorrere del 2019. Il magnate della tecnologia indiana Azim Premji, che è presidente della società IT Wipro da $ 8,4 miliardi (entrate nel 2018), ha annunciato a marzo di aver donato oltre il 60% della sua partecipazione in Wipro nel corso degli anni. “A chi è stato dato molto, sarà dato ancora tanto”, ha detto a Forbes in quell’occasione.

Forbes.com ha raccolto i nomi di coloro tra i miliardi che più hanno visto ridimensionarsi il loro patrimonio. Per redigere l’articolo Forbes ha esaminato la variazione del patrimonio netto di oltre 2.200 miliardari tra il 28 dicembre 2018 e il 13 dicembre 2019. Abbiamo calcolato i maggiori vincitori e vinti in termini di dollari assoluti e abbiamo preso in considerazione solo i miliardari che possiedono azioni di società quotate in borsa.

1. Azim Premji

– $ 14,1 miliardi

Patrimonio netto: $ 7,2 miliardi

A metà marzo, il magnate della tecnologia indiana Premji ha annunciato di aver spostato una quota di $ 7,5 miliardi dalla  società di outsourcing IT, Wipro Limited, alla sua fondazione di beneficenza. Questa mossa ha portato le donazioni totali effettuate nel corso della vita a $ 21 miliardi, secondo quanto dichiarato dalla fondazione. Alla morte di suo padre, Premji lasciò Stanford nel 1966 per rilevare l’azienda di olio da cucina della sua famiglia. Ha spostato il business in software e ha ampliato il business di Wipro fino a $ 8,5 miliardi (entrate del 2019). Alla fine si è laureato a Stanford nel 2000.

Jeff Bezos

– $ 13,1 miliardi

Patrimonio netto: $ 109,7 miliardi

Jeff Bezos e sua moglie, MacKenzie, hanno annunciato a gennaio 2019 che stavano divorziando dopo 25 anni di matrimonio. Come parte dell’accordo sul divorzio, il fondatore e CEO di Amazon Bezos ha trasferito il 25% della sua partecipazione nella società a MacKenzie, che ora possiede circa il 4% del colosso dell’e-commerce. Dopo che il trasferimento è stato finalizzato a luglio, Forbes ha calcolato che il patrimonio netto di Bezos è diminuito di $ 36,8 miliardi. Da allora le azioni di Amazon sono aumentate, annullando gran parte del calo.

3. Subhash Chandra

– $ 3,4 miliardi

Patrimonio netto: $ 660 milioni

Il presidente del conglomerato dei media indiano Essel Group, Chandra ha avuto un 2019 complicato. A gennaio, alcune notizie sostenevano che Essel era collegata a una società indagata dall’Ufficio per le indagini sulle frodi gravi in ​​India per transazioni sospette; secondo quanto riferito, Essel ha negato le accuse. Dall’inizio di gennaio, il prezzo delle azioni di Zee Entertainment Enterprises, una delle società di media di Essel, è crollato del 41%. Un’altra società del gruppo Essel, Dish TV India, ha avuto problemi e il suo prezzo delle azioni è sceso del 65% nello stesso periodo di tempo. Il gruppo, che ha ceduto parte delle sue attività per rimborsare i finanziatori, ha venduto una quota dell’11% di Zee Entertainment Enterprises a Invesco Oppenheimer Developing Markets Fund a luglio per oltre $ 600 milioni.

4. Travis Kalanick

– $ 3,1 miliardi

Patrimonio netto: $ 2,8 miliardi

Uber, una delle Ipo più attese quest’anno, ha fatto flop in borsa. Le azioni sono diminuite di oltre il 30% dalla sua quotazione a maggio. Ciò ha ridotto il patrimonio netto dell’ex ceo Travis Kalanick, che possedeva circa l’8,6% della società all’Ipo. Inoltre, Kalanick ha venduto quasi il 90% delle sue azioni Uber da quando il blocco è scaduto all’inizio di novembre. Ogni volta che vende – ha ceduto più di $ 2 miliardi di azioni – deve pagare delle tassi statali e federali sulle plusvalenze, un altro colpo al suo patrimonio. Kalanick, che ha co-fondato Uber nel 2009, si è dimesso da CEO nel giugno 2017 dopo una serie di scandali, ma rimane un membro del consiglio di amministrazione.

5. Yan Zhi

– $ 3 miliardi

Patrimonio netto: $ 2,1 miliardi

Ad agosto, il gruppo Zall Smart Commerce di Yan Zhi ha registrato una riduzione del 74% degli utili per l’anno fiscale conclusosi a giugno 2019. In una lettera agli investitori di settembre, il copresidente Yan ha riconosciuto le sfide che il gruppo ha dovuto affrontare, parlando “un periodo caratterizzato da complesse condizioni economiche internazionali e da una crescente pressione al ribasso sull’economia domestica”. La società è nata nel 1996 come sviluppatore di centri commerciali, per poi dedicarsi al commercio elettronico, al commercio all’ingrosso, alla logistica e al deposito.

Leader 18 Dicembre, 2019 @ 1:01

Chi sono i nuovi miliardari del 2019: da MacKenzie Bezos al creatore della Starbucks cinese

di Forbes.it

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(Photo by Jerod Harris/Getty Images)

di Kristin Stoller per Forbes.com

Nonostante la volatilità del mercato azionario e la prolungata guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, è stato un anno di successo per i nuovi miliardari. Più di 200 persone in tutto il mondo si sono unite alla lista dei miliardari di Forbes da gennaio. I nuovi membri vanno dai 21 ai 90 anni e hanno costruito patrimoni miliardari in tutti i settori, dai veicoli elettrici ai piumini.

Forbes ha scelto dieci nuovi entrati in classifica, molti dei quali self-made, che hanno sfruttato le loro capacità imprenditoriali per trasformare se stessi o i loro prodotti in brand noti a tutti. Quattro hanno creato aziende nel settore alimentare e delle bevande, tra cui Anthony von Mandl, l’uomo dietro al popolare seltz White Claw, e GT Dave, che produce oltre 250 milioni di dollari di kombucha all’anno. Un altro nuovo arrivato, Herbert Wertheim, è passato dall’affrontare accuse per assenze a scuola all’essere uno dei maggiori investitori buy-and-hold negli Stati Uniti. E Tatyana Bakalchuk è diventata la seconda miliardaria donna in Russia dopo aver avviato un sito di e-commerce mentre era in maternità.

Provenienti da quattro paesi e due continenti, ecco i dieci nuovi miliardari più importanti nel 2019. Il patrimonio netto è al 12 dicembre 2019:

Tatyana Bakalchuk

Patrimonio: $1 miliardo

Fonte: E-commerce

Paese: Russia

L’ex insegnante di inglese ha raggiunto un traguardo incredibile quest’anno: Bakalchuk è solo la seconda donna in Russia a diventare miliardaria. Madre di quattro figli, ha avviato il sito di e-commerce Wildberries nel 2004 mentre era maternità. Rendendosi conto di quanto fosse difficile per le madri acquistare vestiti con un neonato a casa, Bakalchuk per prima cosa creò il negozio online per rivendere i vestiti acquistati da un sito tedesco. Poi si è accreditata per lavorare direttamente con i fornitori; il suo sito ora vende 15.000 marchi e attira 2 milioni di visitatori al giorno in Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan. Come fondatrice e ceo, nel 2018 ha portato l’azienda a $ 1,9 miliardi di entrate.

GT Dave

Patrimonio: $1 miliardo

Fonte: Kombucha

Paese: Stati Uniti

George Thomas Dave, noto come GT, ha iniziato a produrre e imbottigliare il kombucha a casa dei suoi genitori dopo il liceo, ed è stato il primo a mettere le bevande fermentate sugli scaffali dei negozi alla fine degli anni ’90. Oggi la sua azienda Living Foods ha conquistato circa il 40% del mercato statunitense di kombucha, generando circa 275 milioni di dollari di vendite annue. Dave ha debuttato come miliardario a maggio e rimane l’unico proprietario di GT, un’azienda che ha un valore di oltre 900 milioni di dollari. Di recente, ha diversificato con altre bevande come l’acqua di CBD e il kefir di cocco.

Kylie Jenner

Patrimonio: $1 miliardo

Fonte: Cosmetica

Paese: Stati Uniti

Forse è la nuova arrivata più nota e divisiva: Jenner ha conquistato il titolo di più giovane miliardaria self made all’età di 21 anni all’inizio di quest’anno. A marzo, Forbes ha stimato che il suo ultra popolare brand Kylie Cosmetics – partito dopo che i suoi kit per labbra sono diventati virali nel 2015 – valeva almeno $ 900 milioni, in parte grazie a un accordo di distribuzione esclusiva con il rivenditore del beauty Ulta. A novembre, il membro più giovane del clan Kardashian-Jenner ha accettato di vendere una quota del 51% della sua azienda alla società di profumi e cosmetici Coty Inc. per $ 600 milioni, valutando la sua azienda a poco meno di $ 1,2 miliardi.

Kylie Jenner è la più giovane miliardaria di tutti i tempi. (Ethan Miller/Getty Images)

Daniel Lubetzky

Patrimonio: $1.1 miliardi

Fonte: KIND Healthy Snacks

Paese: Stati Uniti

Quando il miliardario degli snack salutisti è apparso sulla copertina dell’edizione Usa di Forbes nel marzo di quest’anno, ha sollevato la domanda: le Kind Bar sono davvero sane? Una cosa è certa: Daniel Lubetzky ha trasformato la sua buona retorica in una fortuna di $ 1,1 miliardi, nonostante alcuni esperti di nutrizione sostengano che le barrette prodotte da Kind non siano nutrienti. In risposta, Kind ha affermato che “offre a milioni di persone opzioni salutari con snack nutrizionalmente densi”. Lubetzky ha fondato Kind nel 2004; il gigante delle caramelle Mars Inc. ha acquistato una quota di minoranza nella società nel 2017. A ottobre, Kind ha annunciato di aver acquistato Creative Snacks, Co., un produttore di snack con sede nella Carolina del Nord, per un importo non rivelato. Il miliardario in quel mese ha dovuto dare anche alcune cattive notizie, poiché annunciò che Kind avrebbe licenziato il 15% della sua forza lavoro entro la fine dell’anno.

Jimmy John Liautaud

Patrimonio: $1.7 miliardi

Fonte: catena sandwich

Paese: Stati Uniti

Sebbene Liautaud abbia aperto il suo primo negozio di sandwich 35 anni fa, solo quest’anno è entrato nella classifica di Forbes dei miliardari . Ha fondato il suo impero usando un prestito di $ 25.000 da suo padre e ha venduto la maggior parte delle attività nel 2016 in un accordo che ha portato la valutazione della sua catena a circa $ 3 miliardi. All’inizio di quest’anno ha venduto la sua partecipazione rimanente nella società a Inspire Brands, un gruppo di ristoranti che fa parte della Roark Capital di Atlanta, per un importo non reso pubblico. Inspire Brands possiede anche Arby’s, Sonic e Buffalo Wild Wings.

Charles Zhengyao Lu

Patrimonio: $1.85 miliardi

Fonte: catena di caffè

Country: Cina

Dopo aver avviato una società di noleggio auto e un servizio di guida, Lu ha deciso di sfidare Starbucks fondando Luckin Coffee. La famosa catena del caffè, che ha aperto il suo primo negozio nell’ottobre 2017, ora ha più di 3.500 sedi in Cina e si è quotata sul Nasdaq a maggio 2019. Lu, che ha contribuito a finanziare l’attività come investitore e ora presiede il consiglio di amministrazione, possiede circa un quarto delle azioni dell’azienda. Imprenditore seriale, la prima grande vittoria di Lu è stata la fondazione della società di autonoleggio Car Inc. nel 2007. Ha guidato la società a una IPO nel 2014, raccogliendo oltre $ 400 milioni alla Borsa di Hong Kong.

Orlando Bravo

Patrimonio netto: $ 3 miliardi

Fonte: private equity

Paese: Stati Uniti

Bravo è il primo miliardario portoricano di sempre. Ex giocatore di tennis gestisce la società di buyout Thoma Bravo, che si concentra esclusivamente sul mondo software e ha un patrimonio gestito di $ 39 miliardi. Dal 2003, la società con sede a San Francisco ha concluso 230 contratti per un valore di oltre 68 miliardi di dollari. Forbes stima che Thoma Bravo, che è interamente di proprietà di Bravo e di una manciata di suoi partner, vale 7 miliardi di dollari.

Herbert Wertheim

Patrimonio: $ 3,1 miliardi

Fonte: investimenti

Paese: Stati Uniti

Optometrista della Florida, Wertheim è l’emblema del miliardario self-made. Si unì alla Marina degli Stati Uniti all’età di 17 anni dopo aver affrontato accuse di assenza ingiustificate a scuola. Wertheim ha mostrato il suo spirito imprenditoriale sin da giovane ingegnere della NASA a Cape Canaveral, dove ha progettato una macchina automatica per produrre candele di cera d’api da 15 pollici senza gocciolamento. Ha continuato fondando  Brain Power Inc., un produttore di tinte ottiche per occhiali da vista nel 1970 e ha guadagnato il suo primo milione di dollari cinque anni dopo. Da allora ha incanalato i suoi profitti da Brain Power in un portafoglio azionario diversificato ed è il maggiore azionista individuale della società aerospaziale Heico.

Anthony von Mandl

Patrimonio: $ 3,5 miliardi

Fonte: alcolici

Paese: Canada

Questo canadese poco conosciuto è responsabile della più grande tendenza di quest’estate: il seltz alcolico White Claw. Forbes stima che la sua Mark Anthony Brands, focalizzata negli Stati Uniti, che include White Claw e Hard Lemonade di Mike, valga circa 3,5 miliardi di dollari. È l’unico proprietario. Von Mandl ha iniziato per la prima volta nel settore delle bevande all’età di 22 anni come importatore e venditore di vini pregiati. In seguito ha aperto una pluripremiata azienda vinicola nella Okanagan Valley della Columbia Britannica, Mission Hill Family Estate, e ora ha cinque cantine. Possiede anche il 100% di Mark Anthony Wine & Spirits, un importatore e distributore del Canada.

MacKenzie Bezos

Patrimonio: $ 34,5 miliardi

Fonte: Amazon

Paese: Stati Uniti

La quarta donna più ricca del mondo ha debuttato al n. 15 della lista Forbes 400 del 2019 dopo aver ricevuto la più grande cifra di sempre da un divorzio, dal fondatore di Amazon Jeff Bezos. MacKenzie, grande collaboratrice di Bezos nei primi giorni di Amazon, ha ricevuto il 25% delle azioni Amazon del suo ex marito dopo aver finalizzato il divorzio durante l’estate. Ha firmato il Giving Pledge poco dopo, il che potrebbe spostarla in basso in futuro. MacKenzie Bezos, che è anche scritrice, e Jeff Bezos si sono entrambi laureati a Princeton (dove ha studiato inglese). Hanno iniziato a frequentarsi mentre lavoravano all’hedge fund D.E. Shaw a New York.

Classifiche 12 Novembre, 2019 @ 8:20

Pessina vola al 3° posto nella classifica dei miliardari italiani, mega deal in vista?

di Forbes.it

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Stefano Pessina (Imagoeconomica)

La classifica degli italiani più ricchi potrebbe presto cambiare volto. Come testimoniato dalle variazioni raccolte in tempo reale dalla piattaforma Forbes che monitora in real time la variazione del patrimonio degli uomini più ricchi al mondo.

Uno dei best performer della giornata di ieri è infatti l’italiano Stefano Pessina, patron del gruppo Walgreens Boots Alliance, attivo nella distribuzione di prodotti farmaceutici.
In un solo giorno, secondo Forbes, il patrimonio di Pessina è cresciuto di 436 milioni di dollari. L’incremento è totalmente da attribuire all’exploit di Borsa del titolo Walgreens (di cui Pessina è il maggiore azionista con una quota del 16%), ieri al centro di forti indiscrezioni di mercato, tanto da chiudere in rialzo sulla Borsa di New York di oltre 5 punti percentuali a 62,25 dollari.
Il titolo è volato in scia ai rumor rilanciati dall’agenzia Bloomberg secondo cui il fondo di private equity Kkr sarebbe pronto a mettere sul piatto complessivamente 70 miliardi di dollari per assicurarsi il controllo del gruppo.

Attualmente Pessina è accreditato da Forbes di un patrimonio pari a 11,2 miliardi di dollari. Con l’incremento di ieri Pessina supera nella classifica in tempo reale degli uomini più ricchi d’Italia Giorgio Armani, che scende in quarta posizione (ai primi due posti rimangono nell’ordine Leonardo Del Vecchio e Giovanni Ferrero). Nella classifica dei Billionaires 2019 Pessina si piazza invece alla posizione 107 a livello mondiale.

Business 12 Settembre, 2019 @ 3:28

C’è il primo miliardario dell’industria della marijuana

di Forbes.it

Staff

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(Credit: Sputnik Group)

Mentre in Italia si continua a discutere della legalità della cannabis light, fa la sua comparsa il primo miliardario di quella che in alcuni Paesi si sta rivelando un’industria promettente. Si tratta di Boris Jordan, il cui patrimonio secondo quanto riportato da Forbes Russia, ammonterebbe a 1,1 miliardi di dollari.

Boris Jordan è il presidente di Curaleaf, un’azienda del Massachusetts che si occupa dell’utilizzo della marijuana per fini terapeutici e che oggi è la sesta azienda più grande del mercato per capitalizzazione e il primo retailer negli Stati Uniti. Il nuovo miliardario possiede il 31% della società e una serie di altri investimenti in società europee e russe del settore della cannabis, tramite Sputnik Group, il fondo di private equity da lui fondato. Jordan è inoltre a capo di Measure 8 Ventures, una società di investimenti focalizzata sull’industria della marijuana.

Come ricostruito da Forbes.com, Boris Jordan è un cittadino americano con origini russe. Dopo essersi laureato alla New York University, dove siede nel consiglio di amministrazione dell’ateneo, ha iniziato nel 1987 presso Kidder Peabody, società d’investimento nel frattempo scomparsa. Successivamente ha guidato una divisione di investimenti bancari di Credit Suisse in Russia. È il presidente del gruppo Sputnik e di Renaissance Insurance, una delle maggiori compagnie assicurative in Russia.

Quello raggiunto da Boris Jordan è sicuramente un grande risultato. L’obiettivo più arduo però è quello di riuscire a mantenere la carica di miliardario, in un contesto legislativo che in tutto il mondo è in continua evoluzione.

Business 9 Settembre, 2019 @ 12:08

Chi è Trevor Milton, il nuovo miliardario che vuole alimentare i camion a idrogeno

di Daniele Rubatti

Staff writer, Forbes.it

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(Courtesy: Nikola)

L’attenzione alla sostenibilità e la cosiddetta green economy stanno rivoluzionando l’industria e offrendo praterie per lo sviluppo di nuovi mercati e business. Lo sa bene Trevor Milton, che con la sua idea di veicoli a idrogeno è diventato miliardario.

Secondo l’imprenditore americano, l’idrogeno, che è l’elemento presente con maggiore abbondanza nell’universo, è capace di alimentare mezzi pesanti come i camion, tramite un processo di combustione che lo trasforma in energia che può far funzionare un motore elettrico.

Trevor Milton ha raccolto $ 500 milioni da investitori come il produttore europeo di veicoli pesanti CNH Industrial, il colosso manifatturiero e tecnologico Bosch, il fondo di copertura ValueAct, la centrale solare della Corea del Sud Hanwha, la compagnia energetica norvegese Nel Hydrogen e Worthington Industries, un produttore di metalli. L’investimento più importante è stato quello ricevuto da CNH Industrial: ha portato la valutazione dell’azienda a $ 3 miliardi e ha permesso all’imprenditore, che detiene il 40% della società, di accrescere il suo patrimonio fino a $ 1,1 miliardi, rendendolo il primo miliardario dei camion a idrogeno.

Uno dei modelli presentati da Trevor Milton (Courtesy: Nikola)

Secondo quanto riportato dal giornalista di Forbes.com Alan Ohsman, Nikola mira a portare migliaia di camion futuristici alimentati a idrogeno sulla strade a partire dal 2021, insieme alle le stazioni di rifornimento che Milton intende costruire. I mezzi avranno un’autonomia di 750 miglia.

Anheuser-Busch InBev, uno dei principali produttori di birra al mondo, ha ordinato 400 camion, in noleggio per 7 anni, al prezzo di un milione di dollari per ognuno (idrogeno incluso). Nikola, inoltre, ha ricevuta migliaia di ordini anche da aziende dei trasporti come U.S. Xpress: se dimostrerà di essere in grado di consegnare i mezzi, probabilmente incasserà $ 10 miliardi solo per i preordini.

La passione di Milton per i trasporti è nata quando era un ragazzo e saliva sui treni di Union Pacific, l’azienda dove lavorava suo padre. Quella di Milton non è la prima nel settore dei veicoli a basse emissioni: circa 10 anni fa aveva fondato Hybrid Systems, una prima startup che si occupava di sistemi di alimentazione a gas per camion.

Sebbene Elon Musk abbia definito l’idrogeno “stupido”, la storia imprenditoriale di Trevor Milton sembra insegnare il contrario: i camion di Nikola diventeranno presto dei competitor dei Tesla Semi.

Trending 25 Giugno, 2019 @ 7:30

Soros chiede più tasse per i miliardari, con una nuova patrimoniale

di Forbes.it

Staff

La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
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ritratto di george soros
George Soros (Foto: Win McNamee/Getty Images)

Il miliardario George Soros e i membri di alcune tra le famiglie più ricche degli Stati Uniti, come i Gund e i Pritzker, sono tra i firmatari di una lettera aperta a sostegno di una nuova tassa patrimoniale negli Stati Uniti.

Soros e gli altri firmatari sostengono che una tassa di 2 centesimi per ogni dollaro per patrimoni superiori a 50 milioni di dollari e un’ulteriore imposta di 1 centesimo per ogni dollaro su patrimoni superiori a 1 miliardo, potrebbe generare 3mila miliardi di entrate fiscali in dieci anni.

La lettera, indirizzata ai candidati presidenziali per le elezioni del 2020 afferma che “l’America ha una responsabilità morale, etica ed economica di tassare di più la ricchezza. Una tassa sul patrimonio potrebbe aiutare ad affrontare la crisi climatica, migliorare l’economia, migliorare i risultati in termini di salute, creare opportunità e rafforzare le nostre libertà democratiche”.

LEGGI ANCHE: “Le super tasse sui super ricchi salveranno il mondo?”

La lettera sostiene che milioni di americani del ceto medio già pagano una tassa sulla ricchezza sotto forma di imposte sulla proprietà sulla loro forma primaria di ricchezza, ossia la loro casa. E chiarisce che il prossimo dollaro di nuove entrate fiscali dovrebbe provenire dai più fortunati, non dagli americani a reddito medio e a reddito basso”.

L’elenco completo dei firmatari comprende: Louise J. Bowditch, Robert S. Bowditch, Abigail Disney, Sean Eldridge, Stephen R. English, Agnes Gund, Catherine Gund, Nick Hanauer, Arnold Hiatt, Chris Hughes, Molly Munger, Regan Pritzker, Justin Rosenstein, Stephen M. Silberstein, Ian T. Simmons, Liesel Pritzker Simmons, Alexander Soros, George Soros.

Di recente il membro del Congresso Alexandria Ocasio-Cortez, considerato l’astro nascente della politica americana, ha lanciato la proposta di tassare fino al 70% i redditi superiori a 10 milioni di dollari.