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Business 12 Settembre, 2019 @ 3:28

C’è il primo miliardario dell’industria della marijuana

di Forbes.it

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(Credit: Sputnik Group)

Mentre in Italia si continua a discutere della legalità della cannabis light, fa la sua comparsa il primo miliardario di quella che in alcuni Paesi si sta rivelando un’industria promettente. Si tratta di Boris Jordan, il cui patrimonio secondo quanto riportato da Forbes Russia, ammonterebbe a 1,1 miliardi di dollari.

Boris Jordan è il presidente di Curaleaf, un’azienda del Massachusetts che si occupa dell’utilizzo della marijuana per fini terapeutici e che oggi è la sesta azienda più grande del mercato per capitalizzazione e il primo retailer negli Stati Uniti. Il nuovo miliardario possiede il 31% della società e una serie di altri investimenti in società europee e russe del settore della cannabis, tramite Sputnik Group, il fondo di private equity da lui fondato. Jordan è inoltre a capo di Measure 8 Ventures, una società di investimenti focalizzata sull’industria della marijuana.

Come ricostruito da Forbes.com, Boris Jordan è un cittadino americano con origini russe. Dopo essersi laureato alla New York University, dove siede nel consiglio di amministrazione dell’ateneo, ha iniziato nel 1987 presso Kidder Peabody, società d’investimento nel frattempo scomparsa. Successivamente ha guidato una divisione di investimenti bancari di Credit Suisse in Russia. È il presidente del gruppo Sputnik e di Renaissance Insurance, una delle maggiori compagnie assicurative in Russia.

Quello raggiunto da Boris Jordan è sicuramente un grande risultato. L’obiettivo più arduo però è quello di riuscire a mantenere la carica di miliardario, in un contesto legislativo che in tutto il mondo è in continua evoluzione.

Business 9 Settembre, 2019 @ 12:08

Chi è Trevor Milton, il nuovo miliardario che vuole alimentare i camion a idrogeno

di Daniele Rubatti

Staff writer, Forbes.it

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(Courtesy: Nikola)

L’attenzione alla sostenibilità e la cosiddetta green economy stanno rivoluzionando l’industria e offrendo praterie per lo sviluppo di nuovi mercati e business. Lo sa bene Trevor Milton, che con la sua idea di veicoli a idrogeno è diventato miliardario.

Secondo l’imprenditore americano, l’idrogeno, che è l’elemento presente con maggiore abbondanza nell’universo, è capace di alimentare mezzi pesanti come i camion, tramite un processo di combustione che lo trasforma in energia che può far funzionare un motore elettrico.

Trevor Milton ha raccolto $ 500 milioni da investitori come il produttore europeo di veicoli pesanti CNH Industrial, il colosso manifatturiero e tecnologico Bosch, il fondo di copertura ValueAct, la centrale solare della Corea del Sud Hanwha, la compagnia energetica norvegese Nel Hydrogen e Worthington Industries, un produttore di metalli. L’investimento più importante è stato quello ricevuto da CNH Industrial: ha portato la valutazione dell’azienda a $ 3 miliardi e ha permesso all’imprenditore, che detiene il 40% della società, di accrescere il suo patrimonio fino a $ 1,1 miliardi, rendendolo il primo miliardario dei camion a idrogeno.

Uno dei modelli presentati da Trevor Milton (Courtesy: Nikola)

Secondo quanto riportato dal giornalista di Forbes.com Alan Ohsman, Nikola mira a portare migliaia di camion futuristici alimentati a idrogeno sulla strade a partire dal 2021, insieme alle le stazioni di rifornimento che Milton intende costruire. I mezzi avranno un’autonomia di 750 miglia.

Anheuser-Busch InBev, uno dei principali produttori di birra al mondo, ha ordinato 400 camion, in noleggio per 7 anni, al prezzo di un milione di dollari per ognuno (idrogeno incluso). Nikola, inoltre, ha ricevuta migliaia di ordini anche da aziende dei trasporti come U.S. Xpress: se dimostrerà di essere in grado di consegnare i mezzi, probabilmente incasserà $ 10 miliardi solo per i preordini.

La passione di Milton per i trasporti è nata quando era un ragazzo e saliva sui treni di Union Pacific, l’azienda dove lavorava suo padre. Quella di Milton non è la prima nel settore dei veicoli a basse emissioni: circa 10 anni fa aveva fondato Hybrid Systems, una prima startup che si occupava di sistemi di alimentazione a gas per camion.

Sebbene Elon Musk abbia definito l’idrogeno “stupido”, la storia imprenditoriale di Trevor Milton sembra insegnare il contrario: i camion di Nikola diventeranno presto dei competitor dei Tesla Semi.

Trending 25 Giugno, 2019 @ 7:30

Soros chiede più tasse per i miliardari, con una nuova patrimoniale

di Forbes.it

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ritratto di george soros
George Soros (Foto: Win McNamee/Getty Images)

Il miliardario George Soros e i membri di alcune tra le famiglie più ricche degli Stati Uniti, come i Gund e i Pritzker, sono tra i firmatari di una lettera aperta a sostegno di una nuova tassa patrimoniale negli Stati Uniti.

Soros e gli altri firmatari sostengono che una tassa di 2 centesimi per ogni dollaro per patrimoni superiori a 50 milioni di dollari e un’ulteriore imposta di 1 centesimo per ogni dollaro su patrimoni superiori a 1 miliardo, potrebbe generare 3mila miliardi di entrate fiscali in dieci anni.

La lettera, indirizzata ai candidati presidenziali per le elezioni del 2020 afferma che “l’America ha una responsabilità morale, etica ed economica di tassare di più la ricchezza. Una tassa sul patrimonio potrebbe aiutare ad affrontare la crisi climatica, migliorare l’economia, migliorare i risultati in termini di salute, creare opportunità e rafforzare le nostre libertà democratiche”.

LEGGI ANCHE: “Le super tasse sui super ricchi salveranno il mondo?”

La lettera sostiene che milioni di americani del ceto medio già pagano una tassa sulla ricchezza sotto forma di imposte sulla proprietà sulla loro forma primaria di ricchezza, ossia la loro casa. E chiarisce che il prossimo dollaro di nuove entrate fiscali dovrebbe provenire dai più fortunati, non dagli americani a reddito medio e a reddito basso”.

L’elenco completo dei firmatari comprende: Louise J. Bowditch, Robert S. Bowditch, Abigail Disney, Sean Eldridge, Stephen R. English, Agnes Gund, Catherine Gund, Nick Hanauer, Arnold Hiatt, Chris Hughes, Molly Munger, Regan Pritzker, Justin Rosenstein, Stephen M. Silberstein, Ian T. Simmons, Liesel Pritzker Simmons, Alexander Soros, George Soros.

Di recente il membro del Congresso Alexandria Ocasio-Cortez, considerato l’astro nascente della politica americana, ha lanciato la proposta di tassare fino al 70% i redditi superiori a 10 milioni di dollari.

Trending 10 Maggio, 2019 @ 10:41

Le città del mondo con la più alta densità di miliardari

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

Coordinatore di Forbes ItaliaLeggi di più dell'autore
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(Getty Images)

 

Non ci sono buone notizie per i miliardari di tutto il mondo. La sesta edizione del Wealth-X Billionaire Census rivela che la ricchezza mondiale dei miliardari è diminuita del 7% nel 2018 a $ 8,6 trilioni, dopo aver raggiunto livelli record l’anno precedente. Scende anche il numero dei miliardari del 5,4% nel 2018, a 2.604 individui.

Si tratta del secondo calo registrato dai tempi della recessione globale di ormai un decennio fa. Il report attribuisce questo dato all’aumentata volatilità dei mercati finanziari, alle tensioni commerciali globali e al rallentamento della crescita economica. Inoltre, un relativo rafforzamento del dollaro americano ha favorito i deflussi di capitali dai mercati emergenti, innescando la volatilità delle valute e l’avversione al rischio.

(Wealth-X)

L’unica regione del pianeta che ha registrato un aumento del numero dei miliardari è il Nord America, mentre l’Asia-Pacifico ha registrato il maggiore calo nel 2018 (13,4%). I primi 15 Paesi rappresentano il 75% della popolazione mondiale dei miliardari e il 79% della ricchezza mondiale dei miliardari nel 2018, in leggero aumento rispetto all’anno precedente. In termini assoluti, ci sono 84 miliardari in meno nei primi 15 Paesi (per un totale di 1.942) rispetto al 2017, con un patrimonio netto combinato in calo di $ 489 miliardi.

(Wealth-X)

Più in dettaglio, le prime 15 città con il maggior numero di miliardari rappresentano il 30% della popolazione mondiale dei billionaires nel 2018, con un totale di 773 miliardari. San Francisco è quella che ha il maggiore numero di miliardari per abitante rispetto a qualsiasi altra città top – con un miliardario ogni 11.600 residenti. Ma è New York ad avere il maggior numero di miliardari in termini assoluti: ben 105. La densità è però di un miliardario ogni 81.311 abitanti. Tra le top 15 non c’è nessuna città italiana.

(Wealth-X)

Il report rileva anche i comportamenti dei miliardari. Tra le passioni e i passatempi “spopola” la filantropia: il settore non-profit rappresenta il settore primario per il 4,8% dei miliardari; una volta consolidate le loro fortune, molti miliardari si dedicano infatti a tempo pieno alla costruzione di un’eredità filantropica.

L’Italia è al 13° posto tra i Paesi con il maggior numero di miliardari. Nel nostro Paese, secondo Wealth-X ci sono 47 miliardari (-13% rispetto all’anno precedente), la cui fortuna combinata ammonta a 141 miliardi di dollari (-8,3%).