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Leader 20 Ottobre, 2020 @ 3:43

La sfida della felicità in azienda spiegata dal fondatore di Eudaimon

di Matteo Rigamonti

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Alberto Perfumo, fondatore e ad Eudaimon sostiene il welfare aziendale

Articolo apparso sul numero di ottobre 2020 di Forbes. Abbonati

Alberto Perfumo è il fondatore e amministratore delegato di Eudaimon, team di professionisti del welfare aziendale che da quasi vent’anni confeziona bouquet di servizi su misura dedicati a grandi imprese, Pmi, associazioni datoriali, sindacati e che fa del coaching un tratto distintivo del suo metodo. Eudaimonia è il termine con cui gli antichi Greci chiamavano la felicità, comunitaria e non individuale, ragion per cui è stato scelto per dare il nome alla sua creatura, fondata nel 2002 dopo una prima parte di carriera professionale spesa all’insegna dell’organizzazione del lavoro ed efficientamento di sistemi e processi in azienda.

Laureato in ingegneria nucleare, Alberto Perfumo lavora per otto anni in società multinazionali della consulenza: dapprima in Accenture, quando ancora si chiamava Andersen Consulting, in Kpmg e in Coopers & Lybrand, che poi sarebbe diventata Pwc. Nel 1996, però, attratto dalla sfida imprenditoriale, decide di mettersi in proprio e fonda la sua prima società di consulenza, Wind Consulting, di cui è socio amministratore fino al 2000, poi ceduta a Siebel – Oracle che, quando l’ha acquisita, era già una realtà da 10mila persone.

Trascorsi due anni all’interno di Siebel – Oracle, Perfumo ritorna imprenditore e fonda Eudaimon, intuendo pionieristicamente le potenzialità in Italia del mestiere, un po’ scienza e un po’ pratica artigianale, di come incrementare il benessere del lavoratore attraverso benefit e servizi, per contribuire a generare un clima di armonia nella comunità tra dipendenti. Un insieme di buone pratiche che sul mercato americano già si stavano affacciando ma che non avevano ancora varcato l’oceano.

“All’inizio il mercato domestico era ancora molto piccolo, ma presto è cresciuto”, ricorda a Forbes Italia. Oltretutto, per quanto riguarda gli aspetti più tecnici dello sviluppo di processi informativi sui quali aveva lavorato durante la sua prima vita professionale, “le aziende sapevano ormai esattamente dove occorreva andare a operare”, osserva. Mentre ciò che allora mancava era la consapevolezza di come “mettere le persone nelle condizioni di lavorare al meglio, ingaggiarle in maniera opportuna ed efficace, insomma di fare in modo che potessero avere lo spirito giusto. Su questa intuizione abbiamo costruito Eudaimon”.

Già, “abbiamo”, dice Alberto Perfumo, perché la dimensione comunitaria non è importante solo per l’oggetto della consulenza di cui si occupa ogni giorno, ma lo è in primis anche per lui di fronte alla settantina di persone che, tra interni ed esterni, lavorano in Eudaimon. “Vivo questa entusiasmante responsabilità in modo sereno, provando a ripagare ogni giorno la stima e la fiducia di chi lavora con me”, dice. E in merito alle imprevedibili circostanze storiche del post pandemia da coronavirus osserva: “Ancor più che sapere guardare lontano, oggi bisogna saper convivere con l’incertezza, tenendo ferma la rotta ma imparando ad adattarsi alle mutevoli condizioni del mare. È un po’ come andare in barca a vela dove sia chi guida sia l’equipaggio è fondamentale sappia esattamente cosa fare, quando e come operare determinate manovre”.

Come tutte le navi che solcano il mare aperto, anche l’ad di Eudaimon ha il suo “porto sicuro”, il suo punto fermo in mezzo alla tempesta. Sposato e con quattro figli, Perfumo dice della sua famiglia: “Sapere che sono con me è qualcosa che mi permette di lavorare bene”. E quando “la sera torni a casa e stai bene indipendentemente da come andata la giornata”, questo “è qualcosa che ti dà sicurezza” a prescindere da tutto il resto.

Ottimista e sognatore, Perfumo, che grazie alla sua lunga navigazione è uno dei maggiori esperti di welfare aziendale in Italia, è anche autore de Il welfare aziendale è una iattura. Spunti per un welfare aziendale efficace per l’azienda e per le persone, un saggio dal titolo provocatorio in cui il fondatore di Eudaimon intende spiegare come si fa il ‘vero’ welfare aziendale. Nato come appendice del primo rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale, il libro conferma la passione di Perfumo per la società e la vita pubblica. Come dimostrano anche, oltre che la sua avventura di candidato sindaco a Vercelli in una lista civica, la partnership di Eudaimon con il Network Iep – Imprese e persone per il welfare interaziendale, e il fatto che Eudaimon sia tra i soci fondatori di Aiwa, l’Associazione italiana welfare aziendale.

Il welfare aziendale, dice Perfumo, “contribuisce a instaurare un circolo virtuoso che attiva l’attenzione di tutti verso la comune responsabilità dell’attività d’impresa”. E ancora: “È una leva per la competitività, uno strumento indispensabile in grado di offrire servizi tailor made confezionati partendo direttamente dalle esigenze del cliente”. E il primo servizio, secondo Perfumo, è proprio “capire qual è il bisogno” di chi sceglie di fare un percorso con Eudaimon.

Alberto Perfumo sa bene che in Italia ci sono ancora ostacoli che limitano il dispiegarsi del pieno potenziale del welfare aziendale. Ma sa anche che sono “prevalentemente di carattere culturale. Concepire il welfare aziendale come mero strumento di risparmio fiscale è un esempio. Poi c’è chi crede che il welfare privato sia un alibi perché lo Stato abdichi di fronte alle sue responsabilità, ma sono sacche di resistenza minoritarie. Un Paese moderno non può prescindere dalle sinergie pubblico-privato, pena il moltiplicarsi di spazi di non copertura”.

Le drammatiche vicende, sanitarie ed economiche, che tutto il mondo sta attraversando però possono contribuire a una rinnovata scoperta del compito autentico che può assolvere il welfare aziendale. Anche in Italia. “Soggetti come noi sono e saranno motore di sviluppo”, assicura Perfumo, grazie al legame con privati, istituzioni e cooperative che già li aiuta a configurare una ricca offerta di servizi, e specie di fronte a quelle necessità cui lo Stato da solo può sempre meno garantire risposte efficaci, di cui i bisogni di minori e anziani sono solo l’epifenomeno più chiaro e frequente.

Tutto ciò senza mai dimenticare il punto di forza del welfare aziendale e cioè il fatto che gli investimenti in questo ambito non sono soggetti né al cuneo fiscale né a quello contributivo. L’auspicio di Perfumo è che anche la sensibilità della politica cresca sempre di più e “ci sia una costante accelerazione nell’adozione di provvedimenti che liberano il potenziale del welfare aziendale e non soltanto misure spot o stanziamenti isolati”.

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