Accuse di omicidio, cause legali, adozioni fasulle: le faide che hanno spaccato le famiglie più ricche d’America

Miliardari fratelli Koch
Bill e David Koch (Getty)
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Miliardari fratelli Koch
Bill e David Koch (Getty)

Questo articolo di Deniz Çam è apparso su Forbes.com.

Quando è morto un membro di una famiglia miliardaria, lo scorso settembre, il suo testamento ha specificato esattamente come distribuire la sua fortuna tra tutti i parenti, inclusi figli, figliastri e fratelli. Tutti – ordinava il documento – tranne sua sorella Susan. È stato l’ultimo sviluppo di una lunga lotta tra i componenti della famiglia Gore, una delle più ricche d’America, cominciata decenni fa.

I Gore sono ben lungi dall’essere l’unica famiglia ultra-ricca con forti divisioni al suo interno. Tra i 50 clan presenti nell’ultima classifica di Forbes delle famiglie più ricche d’America, almeno sei hanno attraversato aspre faide che hanno trovato ampio spazio sui giornali: battaglie legali su fondi fiduciari, adozioni fasulle, perfino accuse di omicidio.

Ecco le sei famiglie miliardarie americane le cui feroci guerre intestine dimostrano che i soldi – anche quando si tratta di miliardi di dollari – non sempre comprano la felicità.

La famiglia Gore: una lotta sull’eredità della Gore-Tex
Patrimonio netto: 8,2 miliardi di dollari

Bill Gore e sua moglie Genevieve, morti rispettivamente nel 1986 e nel 2005, furono i fondatori di W.L. Gore, l’azienda a cui si deve il tessuto impermeabile Gore-Tex. Crearono una polveriera quando istituirono un sistema di trust per i loro nipoti, che assegnava quote maggiori delle loro proprietà ai rami più numerosi della famiglia. Tre dei quattro figli diedero loro quattro nipotini a testa; la figlia Susan gliene diede solo tre. Ciò significava che i suoi bambini avrebbero ereditato dai trust quote molto minori rispetto ai cugini. Così, nel 2003, Susan prese in mano la situazione e adottò legalmente il suo ex marito 65enne per incrementare l’eredità spettante al suo ramo familiare.

La mossa – che fece infuriare il resto della famiglia Gore – non funzionò. L’ex marito rinnegò la sua promessa di dare le sue quote ai loro figli. La Corte suprema del Delaware, nel 2012, deliberò poi che né l’ex marito né i figli di Susan avevano diritto alle quote. Sembra che la famiglia non sia mai riuscita a superare questa vicenda. Quando Bob Gore, il fratello di Susan, è morto nello scorso settembre, il suo testamento rese chiari come il giorno i suoi sentimenti: il documento affermava che, se nessuno dei suoi figli o dei loro discendenti fosse stato in vita al momento della sua morte, le sue proprietà avrebbero dovuto essere suddivise tra i fratelli, “esclusa Susan”.

La famiglia Koch: il rimorso del venditore di due fratelli per il conglomerato delle Koch Industries
Patrimonio netto: 100 miliardi di dollari

Prima di essere denigrati per il loro sostegno al Tea Party e per l’ influenza politica esercitata a favore dei conservatori, i componenti della famiglia Koch hanno combattuto tra loro. Nel 1980, William “Bill” Koch cercò di strappare il controllo delle Koch Industries, di proprietà della famiglia, e fu immediatamente licenziato. Tre anni più tardi, Bill e il fratello Frederick vendettero le loro quote del conglomerato di famiglia, fondato dal padre, Fred Koch (morto nel 1967), ai fratelli Charles e David, per oltre 700 milioni di dollari. Poi Bill e Frederick decisero di essere stati fregati e passarono i successivi 18 anni a intentare cause legali per avere più soldi, finché raggiunsero un accordo nel 2001.

Da allora, la società è cresciuta fino a registrare ricavi per 115 miliardi di dollari dalle sue varie attività: dagli oleodotti ai prodotti chimici, dalle tazze Dixie al tappeto Stainmaster. Charles, che ha un patrimonio di 44,9 miliardi di dollari, e David, morto nell’agosto 2019 a 79 anni, sono comparsi nelle classifiche di Forbes dei miliardari americani più ricchi. La moglie di David, Julia, e i loro tre figli hanno ereditato una quota del 42% nelle Koch Industries. Forbes fissa il patrimonio di Bill a 1,5 miliardi di dollari. Frederick, un amante dell’arte che non è mai diventato miliardario, è rimasto lontano dai riflettori ed è morto nel febbraio 2020.

La famiglia Pritzker: la causa legale di una 18enne per un fondo fiduciario
Patrimonio netto: 32,5 miliardi di dollari

L’ereditiera degli Hyatt Hotel, Liesel Pritzker, aveva appena 18 anni quando intentò una causa da 6 miliardi di dollari contro il padre e 11 cugini più grandi di lei. Li accusava di avere saccheggiato i fondi fiduciari istituiti per lei e per suo fratello Matthew. Suo padre, Robert Pritzker, che aveva divorziato da sua madre Irene, aveva iniziato ad armeggiare con i fondi dei figli e aveva donato la loro quota della holding alla fondazione di famiglia. Anni dopo, quando i suoi cugini pianificarono la suddivisione della fortuna, lasciarono fuori lei e il fratello. “Non è una questione di soldi”, dichiarò l’ereditiera a Forbes nel 2003. “Non penso che, se vinceremo, la mia vita diventerà qualcosa del tipo: ‘Compriamo una Bentley! Gioielli!’”. E aggiunse: “Ho fatto causa perché volevo sapere che cosa fosse successo. Sarà una questione scivolosa e richiederà molto tempo”.

Alla fine della battaglia, Liesel portò a casa 500 milioni di dollari. L’accordo portò alla suddivisione del patrimonio di famiglia e creò quasi una dozzina di miliardari che portavano il cognome Pritzker. Tra loro anche il governatore dell’Illinois, J.B. Pritzker, il politico più ricco del Paese, con un patrimonio di 3,4 miliardi di dollari.

La famiglia Goldman: no mamma, vogliamo la tua quota dell’impero
Patrimonio netto: 13,2 miliardi di dollari

Quando morì, nel 1987, Sol Goldman era il proprietario di immobili più ricco di New York e aveva posseduto a un certo punto, tra gli altri, anche lo storico Chrysler Building. Poco dopo la sua morte, i quattro figli di Sol e la moglie da cui si era separato, Lillian, iniziarono a combattere per l’eredità. Sol e Lillian avevano firmato le carte per il divorzio nel 1983, ma avevano cercato di riconciliarsi. Nel 1984 firmarono un accordo formale che garantiva a Lillian il 33% del patrimonio del marito. L’accordo fu in seguito contestato dai figli, ma, dopo cinque anni di cause legali, rimase valido.

Quando Lillian morì, nel 2002, il suo patrimonio fu suddiviso quasi equamente tra i figli, stando ai documenti del tribunale. “Da allora”, recita una dichiarazione fornita a Forbes nel 2016, “la famiglia ha risolto tutte le residue dispute e i membri sono in ottimi rapporti tra loro”.

La famiglia Rollins: una tragedia greca e una battaglia legale durata quasi un decennio
Patrimonio netto: 13,1 miliardi di dollari

Per decenni, la famiglia Rollins è stata famosa per due cose: la società di servizi di disinfestazione Orkin, che li ha aiutati a costruirsi una fortuna, e l’organizzazione di feste sfarzose in Georgia. Fondata da due fratelli, Wayne e John, nel 1948, Rollins Inc. ha registrato vendite per due miliardi di dollari nel 2019 e i ricavi più alti tra tutte le società di servizi di disinfestazione del Nord America. Eppure i party stravaganti non ci sono più. I figli di Wayne, Randall (morto nell’agosto 2020) e Gary, sono entrati nell’azienda di famiglia e sono diventati in seguito, rispettivamente, presidente del consiglio di amministrazione e presidente della società.

Nel 2010, i quattro figli di Gary hanno fatto causa al padre e allo zio: affermavano di essersi visti negare assegnazioni di denaro che erano loro dovute. Più o meno nello stesso periodo, la moglie di Gary, Ruthie, chiese il divorzio dopo 45 anni di matrimonio. “È come una tragedia greca”, dichiarò a Forbes uno dei membri della famiglia nel 2014. Dopo nove anni di battaglia legale, due settimane dopo l’inizio di un processo con giuria, la famiglia ha raggiunto un accordo confidenziale nel 2019. Le cronache descrissero la scena in cui i quattro figli adulti che avevano intentato la causa attraversarono l’aula del tribunale in lacrime, per abbracciare il padre e lo zio.

La famiglia Shoen: la lotta interna al clan per il controllo di U-Haul
Patrimonio netto: 9 miliardi

Tre decenni dopo la fondazione di U-Haul, una società di noleggio di camion e rimorchi, da parte dei coniugi L.S. e Anna Mary Shoen, L.S. e il figlio maggiore, Samuel, ampliarono le attività dell’azienda ed entrarono in settori nuovi e forse non correlati: noleggio di videocassette, sale da ballo e moto d’acqua. Altri due figli, Joe e Mark, ritennero che la svolta stesse distruggendo la società. Joe realizzò un colpo di stato nel 1986: prese il controllo dell’azienda e costrinse il padre alla pensione. Con questa operazione ruppe i rapporti con la maggior parte dei suoi 12 fratelli e fratellastri (L.S. si risposò dopo la morte della prima moglie).

La famiglia rimase invischiata in cause legali per 25 anni. A un certo punto, L.S. accusò addirittura i figli che avevano rotto con lui di avere preso parte all’omicidio della moglie di Samuel nel 1990, prima che uno stupratore in libertà condizionale confessasse. L.S., che nel 1994 aveva dichiarato a Forbes che Joe era malato di mente, si suicidò nel 1999. L’ultima disputa si è conclusa nel 2012. Joe e suo fratello Mark possiedono circa un quinto ciascuno della parent company di U-Haul, Amerco, di cui Joe è presidente.