Il Covid ci ha reso più ansiosi: per gestire le nostre finanze ci fidiamo più dei “robot”

investimenti, gestione finanze
(Shutterstock)
Share

Oltre ad aver cambiato diversi aspetti della nostra vita, la pandemia da Covid-19 ha anche cambiato il nostro rapporto con il denaro. E la dimostrazione arriva direttamente da uno studio condotto da Oracle, secondo il quale, adesso, le persone si fidano più degli strumenti di intelligenza artificiale (quali bot, applicazioni tecnologiche, sistemi alimentati da AI e machine learning) che di se stesse per gestire le proprie finanze.

Condotta da Savanta, Inc. tra il 10 novembre e l’8 dicembre 2020, la ricerca ha coinvolto oltre 9.000 persone sia in ambito privato sia aziendale in 14 Paesi e ha rilevato che in tutto il mondo la situazione legata alla pandemia da Covid-19 ha aumentato la preoccupazione rispetto ai temi finanziari e ha cambiato la percezione di fiducia, portando a rimodellare il ruolo e le priorità dei professionisti finanziari nell’ambito aziendale e della consulenza personale.

“Da diversi anni ormai i processi finanziari nel nostro mondo personale e professionale sono diventati sempre più digitali e gli eventi del 2020 hanno accelerato questa tendenza”, ha dichiarato Juergen Lindner, vicepresidente senior, global marketing di Oracle. “La dimensione digitale si sta affermando nel mondo finance e le nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale e i bot, giocheranno un ruolo sempre più importante. La nostra ricerca indica che queste tendenze ridisegneranno il ruolo dei professionisti della finanza sia in ambito business sia individuale. Le aziende che non si adeguano a questi cambiamenti rischiano di rimanere indietro rispetto ai concorrenti, con impatti negativi sulla produttività e il benessere dei dipendenti e sull’attrattività nei confronti della prossima generazione di talenti finance orientati all’AI”.

Dallo studio emerge che tra i manager aziendali, l’ansia finanziaria e lo stress sono aumentati del +186%, la negatività del +116%; l’ansia e lo stress finanziario delle persone a livello privato sono raddoppiati e la negatività è aumentata del +70%. Il 90% dei manager è preoccupato per l’impatto sulla propria azienda. Le preoccupazioni più comuni sono: una lenta ripresa economica o recessione (51%), tagli di budget (38%) e chiusura dell’attività (27%). L’87% delle persone vive timori finanziari quali la perdita del lavoro (39%), la perdita di risparmi (38%) e l’impossibilità di far fronte ai debiti (26%). Addirittura il 41% riferisce disturbi del sonno a causa della preoccupazione per il le proprie finanze personali.

Le persone guardano all’AI come strumento migliore per gestire le finanze

Come evidenzia lo studio condotto da Oracle, l’incertezza finanziaria generata dalla pandemia ha anche cambiato un altro aspetto: quello della fiducia. Le persone e i responsabili d’aziende danno sempre più fiducia alla tecnologie più che alle persone quando si tratta di gestire le proprie finanze. Il 67% di tutti gli intervistati infatti si fida più dei “robot” – intesi come strumenti basati sull’AI- che delle persone per gestire gli aspetti finanziari. In ambito aziendale, il 73% dei manager si fida di un agente di intelligenza artificiale più di sé stesso, mentre il 77% ha più fiducia in questo tipo di strumenti che nei suoi collaboratori del team finance aziendale. In ambito privato, il 52% si fiderebbe più di questi “robot” che di sé se stesso per la gestione del patrimonio finanziario e 63% li ritiene più affidabili dei consulenti finanziari personali.

Il ruolo dei professionisti e dei consulenti finanziari non sarà più lo stesso

In questo contesto, è necessario quindi che i professionisti e consulenti finanziari sviluppino nuove competenze. Questo perché il 56% dei manager ritiene che i robot sostituiranno i professionisti finanziari nei prossimi cinque anni. Dallo studio emerge anche che l’85% desidera un aiuto tecnologico per attività quali approvazioni (43%), budget e previsioni (39%), reporting (38%), conformità e gestione del rischio (28%). Il 40% ritiene che i professionisti “umani” debbano focalizzarsi sulla comunicazione con i clienti (40%), sullanegoziazione di sconti (37%) e sull’approvazione delle transazioni (31%). In ambito privato, il 32% delle persone ritiene che i robot sostituiranno i consulenti finanziari personali nei prossimi cinque anni.
Il 76% delle persone desiderano che strumenti basati su AI li aiutino a gestire le proprie finanze liberando tempo (33%), riducendo le spese non necessarie (31%) e aumentando la puntualità dei pagamenti (31%).

Il nostro rapporto con il denaro è cambiato: è tempo di adottare l’Intelligenza Artificiale per gestire le finanze

Infine, evidenzia lo studio realizzato da Oracle, visto che gli eventi del 2020 hanno cambiato il modo in cui le persone pensano al denaro e hanno aumentato la necessità per le aziende di rivedere il modo in cui utilizzano l’AI e altre nuove tecnologie per gestire i processi finanziari. Il 60% delle persone afferma che la pandemia ha cambiato il modo in cui acquistano beni e servizi. Il 72% degli individui afferma che gli eventi del 2020 hanno cambiato il rapporto con i contanti. Le persone si sentono ansiose (26%), hanno paura (23%) e temono di sporcarsi tramite il contatto (19%). Più di un quarto (29%) ritiene che avere a che fare con un interlocutore che usa solo contante sia un ostacolo per fare affari. In questo senso, le aziende hanno risposto rapidamente al cambiamento. Il 69% dei manager ha investito in funzionalità di pagamento digitale e il 64% ha creato nuove forme di coinvolgimento dei clienti o modificato i propri modelli di business per operare in sicurezza rispetto a Covid-19. Il 51% delle organizzazioni usa già l’AI per gestire processi finanziari; a livello personale, il dato è pari al 29%. L’87% dei manager afferma che le aziende che non ripensano i processi finanziari dovranno affrontare dei rischi, tra cui perdere in competitività (44%), avere dipendenti più stressati (36%), reportistica non accurata (36%) e ridotta produttività dei lavoratori (35%).

LEGGI ANCHE:La gestione del risparmio durante le fasi di svolta”