Digital, ma non troppo: il futuro ibrido secondo Agostino Santoni di Cisco

Agostino Santoni
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Articolo tratto dal numero di aprile 2021 di Forbes Italia. Abbonati!

Il suo mondo è digitale, ma quando ha un po’ di tempo lo dedica alla lettura. Di libri, di carta. Ovviamente la sua passione è per i testi tecnici, magari quelli che trattano di customer success. 

Però se decide di abbandonarli lo fa per i libri di storia, come Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. Visti i tempi che corrono e i temi affrontati nell’incontro con Forbes di Agostino Santoni, amministratore delegato e vicepresidente per il Sud Europa di Cisco, è l’opera perfetta. In un suo post scriptum, la Yourcenar osserva di aver scelto l’imperatore Adriano come soggetto per la sua storia in quanto aveva vissuto in quel momento particolarissimo dell’epoca antica in cui non si credeva più agli dèi, ma in cui il cristianesimo non si era ancora stabilmente insediato nell’animo della gente. Un’epoca di passaggio. Un po’ paradossalmente, senza offendere nessuno nei paragoni, quello che viviamo oggi, tra il lavoro in presenza e quello smart.

Agostino, 54 anni, milanese di origini trentine, però, ha già scelto da che parte stare. “Sono appassionato di innovazione, quella buona, cioè di quell’innovazione che aiuta essere più inclusivi e sono anche appassionato di progetti di responsabilità sociale”, racconta. “Una delle cose delle quali vado più orgoglioso è fare parte del board della Cisco Foundation, organizzazione a livello mondiale che approva i grandi progetti di responsabilità sociale per conto di Cisco. È una posizione che mi rende felice: sia a livello di azienda, sia come persona. Mi considero molto attento e molto attratto dal modo in cui il digitale possa essere più inclusivo e non divisivo”.

Santoni ammette di essersi un po’ stufato di incontrare le persone quasi esclusivamente sullo schermo. “Non mi sarei mai immaginato e non vorrei immaginare che il futuro sia soltanto questo”, conferma. “Vorrei invece che il futuro del digitale, della scuola e del lavoro avesse una parola chiave, ibrido. Dove il fisico viene accelerato, migliorato e aumentato dall’esperienza digitale”. 

Però se non ci fosse stato il digitale, sarebbe stato duro superare una crisi come quella della pandemia, anche sotto il profilo economico perché gli incontri virtuali, i meeting, la didattica a distanza, alla fine hanno contribuito in modo determinante a reggere il Paese. “Certo, siamo molto orgogliosi dei lavori che abbiamo fatto negli ultimi mesi e se non ci fossero state queste piattaforme tecnologiche, se non ci fosse stato il cloud, e se le reti non fossero state così resilienti, noi non saremmo riusciti a far andare avanti il nostro Paese”, ammette. “Abbiamo visto un incremento straordinario delle piattaforme di video conferenza come Cisco Webex e delle nostre piattaforme di cybersecurity. Tutto questo ha aiutato tantissimo quest’anno aziende e pubbliche amministrazioni inclusi gli ospedali. È vero senza tecnologia non ci saremmo riusciti”. 

La piattaforma Webex è uno dei prodotti Cisco del momento. Integra hardware, software e servizi “che puntano a un’esperienza migliore di quella reale”, lavorando in modalità miste ossia remote ma anche fisiche e remote insieme. La piattaforma di video conferenza è usata in tantissimi paesi nel mondo sia dalle imprese sia dalle pubbliche amministrazioni, ed è riconosciuta come piattaforma tecnologica di straordinaria sicurezza perché ha degli standard di sicurezza unici al mondo e in più consente di unire il mondo fisico e quello digitale. Inoltre può essere fruita anche con soluzioni di telepresenza, che utilizzano tecnologie video e audio ad altissima qualità, dando ai partecipanti l’esperienza di trovarsi “dentro la stessa sala riunioni”. 

Le dimensioni del device non contano. “Abbiamo sviluppato tecnologie in grado di essere utilizzate su tutti i dispositivi”, racconta Santoni. “Se prendiamo Webex ad esempio come piattaforma di conferenza, si adatta perfettamente sia sullo smartphone che sul telefono tradizionale, il video o qualsiasi altra modalità. Per utilizzare la tecnologia in modo efficace questa deve essere multi-dispositivo, multi-canale e utilizzabile in qualsiasi modalità con qualsiasi sistema operativo. E poi deve avere quattro caratteristiche fondamentali. Deve essere semplice, aperta, programmabile e intrinsecamente sicura”.

Agostino Santoni

Cisco è un’azienda mondiale ma è in Italia da 27 anni e diciamo che si è un po’ affezionata al nostro Paese, tanto da decidere di affiancarlo nella lunga corsa verso il digitale. Il progetto di Cisco per l’Italia si chiama Digitaliani e già il nome la dice lunga. È iniziato nel 2016 e prosegue con un piano di investimenti dedicato a supportare cittadini e imprese a cogliere appieno le opportunità del digitale. “Nel contesto di Digitaliani abbiamo rafforzato anche Cisco Networking Academy, un programma completo di formazione che fornisce competenze digitali di base e avanzate. Il programma si rivolge a organizzazioni no-profit, siano esse università, istituti superiori, enti pubblici, centri di formazione professionale. Ad oggi, in Italia, operano 346 Networking Academy che, aderendo al Programma, hanno qualificato 1.212 docenti.  Non formiamo solo studenti ma anche persone che lavorano, quelle che un lavoro non ce l’hanno, chi ha voglia di cogliere una seconda opportunità come i carcerati o i senzatetto. Sempre nell’ambito di Digitaliani abbiamo fatto inoltre degli investimenti importanti per il mondo delle startup. Me ne vengono in mente due: abbiamo investito 5 milioni di euro in Italia Ventures, che oggi è il fondo nazionale dell’innovazione, e una meravigliosa acquisizione di un’azienda italiana, Fluidmesh, che è uno spin-off del Politecnico di Milano”.

Il digitale è stato ed è alla base della resilienza in questi lunghi mesi bui della pandemia ma sarà fondamentale anche per la ripresa. Tra l’altro è una delle direzioni che indica il Next Generation Eu per integrare la ripresa green. E anche in questo caso Cisco è molto attiva, soprattutto sui temi dell’economia circolare abilitati proprio dal digitale. “C’è un settore che ci sta molto a cuore, quello delle utilities (elettricità, acqua, gas)”, dice. “Stiamo collaborando con importanti gruppi italiani per ripensare modelli di distribuzione fisica includendo il digitale per migliorare i servizi per gli utenti, riducendo i black out oppure aumentando l’utilizzo delle energie rinnovabili”.

Siamo in un mondo che cambia e deve tenere conto di trend potenti, che le aziende non possono ignorare. La ricerca Cisco Tech Trends 2021 ne ha individuate alcuni di stretta attualità come la chiusura del gap digitale di accesso a internet attraverso il 5G e le reti Wi-fi 6. Ma questa è la backbone su cui dovranno muoversi tutti i servizi. “Sì, di trend potenti ce ne sono diversi, come la trasformazione di sicurezza e salute grazie alla sensoristica applicabile nei luoghi di lavoro; la trasformazione della customer experience grazie alla connessione con i clienti; un futuro più sicuro password–less con il digital che aiuta nella gestione delle password in un importante processo di trasformazione nella cybersecurity e, infine, le tecnologie adottate a consumo, con scalabilità immediate”. Beh, ripensando alle Memorie di Adriano, siamo davvero in un’epoca di passaggio. 

Colosso da 50 miliardi di dollari

Cisco è il leader tecnologico mondiale che trasforma il modo in cui le persone si connettono, comunicano e collaborano. Fondata nel 1984, l’azienda è guidata dal ceo Chuck Robbins e impiega circa 70mila dipendenti, con un fatturato di 49,3 miliardi di dollari (previsioni 2020). In Italia dal 1994, Cisco partecipa attivamente allo sviluppo del nostro paese e della sua agenda digitale, con un impegno confermato dal piano di investimenti Digitaliani, lanciato nel 2016. Oltre alla sede principale di Vimercate (MB) e uffici a Roma e Padova, l’azienda ha in Italia anche un laboratorio di ricerca e sviluppo sulle tecnologie per le reti ottiche e il Cybersecurity & Privacy Co-Innovation Center inaugurato a Milano nel 2020. In tutto il mondo Cisco si distingue per la qualità dell’ambiente di lavoro, come testimonia l’avere ottenuto per cinque anni consecutivi dal 2016 al 2020 il primo posto nella classifica Great Place to Work Italia.  

Un manager di livello europeo

Agostino Santoni è vicepresidente di Cisco Sud Europa. In questa posizione, il manager detiene la responsabilità del business Cisco in Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro, Malta e Israele. Santoni da fine 2012 è ad di Cisco Italia. Ha iniziato il suo percorso professionale in Compaq Computer dove, in seguito alla fusione con HP, ha ricoperto un ruolo di crescente responsabilità per la filiale italiana di quest’ultima e per la capogruppo, fino all’incarico di vice president & enterprise sales director di Hp Italia. Prima di entrare in Cisco, dal 2009 al 2012 è stato ad di Sap Italia. Lo scorso anno è diventato il primo manager Cisco europeo a entrare nel Board of Trustees di Cisco Foundation, la fondazione che supporta le iniziative di corporate social responsibility a livello mondiale.