Lavinia Fuksas racconta la sua linea di gioielli ispirata ai film di Antonioni e a Pantelleria

Lavinia Fuksas. (Fabrizio Cestari)
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Bocconiana con formazione classica, francese di nascita ma italiana d’adozione e cittadina del mondo. A 27 anni ha creato l’evoluzione della sua prima linea di gioielli, lanciata lo scorso novembre su tutte le piattaforme digital, che coniugano arte, moda ma anche architettura: Lavinia Fuksas è designer e business developer presso lo studio di famiglia Fuksas, oltre che ideatrice dei gioielli che portano il suo nome.

Poliedrica e intraprendente non le piace che venga detto di essere ‘figlia di’. Non può tuttavia negare le sue radici che l’hanno portata a essere quello che è oggi. “Ho studiato economia per colmare le lacune, e, non me ne pento, ma il mio mondo è quello creativo. Vivo sola da quando avevo 18 anni tra Milano, Parigi, Londra e New York, e le esperienze che ho fatto sia di studio sia lavorative, come quella in Alaïa dove sono stata per due anni, mi hanno insegnato valori che già la mia famiglia in parte mi aveva trasmesso: il tempo e la vita. Nulla va sprecato”.

Ha tre lauree, tra Economia e Storia dell’Arte, Design e Fashion Design alla Parsons di NY, e un master in womenswear alla Marangoni di Parigi. “Nessun elemento, nella mia formazione è da ritenere superfluo”.  Ha sofferto durante la pandemia, un periodo difficile anche a causa di una malattia che ha colpito la sorella, che ora sta bene, a una vicenda personale e a un profondo senso di solitudine, cosa molto difficile per chi è già molto introspettivo di suo. “La meditazione e lo yoga, come la creatività, quasi catartica, mi hanno aiutato molto. Tuttavia, senza vittimismi, è stato senz’altro un momento rivelatorio. Ora più che mai so cosa voglio”.

Lavinia è determinata e forte, non a caso le sue creazioni sono rivolte a persone autentiche e amanti di oggetti di ricerca speciali e innovativi. Trama irregolare, oro quasi sempre giallo, e un tratto distintivo: la rete, “un disegno ispirato all’essere umano, alla sua ricchezza interiore non troppo esibita ma non per questo meno unica. Le mie creazioni sono poco appariscenti, volutamente, perché non amo l’ostentazione. Al contrario, adoro la grazia e la ricerca della diversità e della atemporalità.”

Lavinia ha dedicato oltre un anno allo studio e alla creazione della sua prima collezione, ispirandosi anche ai film di Antonioni e a quel cinema che ha nutrito la sua creatività, anche partendo da semplice immagini. “Oggi più cha mai”, spiega, “l’acquisto del gioiello è legato alla trasmissione di valori positivi e senza tempo. L’oro è un metallo prezioso che li rende timeless. È più resistente, non va ritrattato, non fa che aumentare il suo valore negli anni. Ogni pezzo è realizzato a mano, 100% made in Roma. Le pietre, preziose e semi, come i metalli, vengono ricercate con cura e sono conflict free (ovvero i minerali utilizzati per produrre questi metalli non provengono da miniere controllate illegalmente da forze governative, ndr)”.

Identifica la collezione un orecchino lungo 25 centimetri con una splendida trama di rete, la cui forma sottile delinea perfettamente il viso e il profilo di chi lo indossa. “È nato per errore: doveva essere una collana, si è fusa male, ma spesso le cose più belle nascono proprio quando meno te lo aspetti”.

I gioielli Fuksas sono anche sostenibili, una linea dove non esiste spreco: né di materiali, né di tempo, né di plastica. I modelli sono sviluppati in 3D, stampati in materiali riciclabili che vengono successivamente fusi e rifiniti dagli artigiani romani. I gioielli sono gender fluid, le forme sono morbide e organiche e portano il nome del luogo del cuore di Lavinia Fuksas: Pantelleria. “Un’ isola che ha una energia unica, e che come per il gioiello, o la ami o la odi. Ho passato lì i momenti più belli e intensi della mia vita e ancora a Pantelleria vivo momenti speciali. Quindi è giusto rendergli omaggio dando alla mia collezione e ad ogni gioiello, i nomi delle contrade”.

    Lavinia Fuksas
    (Lodovico Colli di Felizzano)
    (Lodovico Colli di Felizzano)
    (Lodovico Colli di Felizzano)
    (Lodovico Colli di Felizzano)
    (Lodovico Colli di Felizzano)
    (Lodovico Colli di Felizzano)
    (Lodovico Colli di Felizzano)
    (Lodovico Colli di Felizzano)

 

La Fuksas trova ispirazione ovunque e ha coraggio. Non a caso la sua videocampagna mette al centro diversità, e non sceglie donne famose, ma di talento. “Chiara Scelsi è in campagna, ma penso anche a Rossy de Palma che adoro e che vorrei indossasse i miei pezzi. Quello che però vorrei sottolineare è che i miei gioielli vogliono anche essere espressione di evoluzione: mi piacerebbe tornare a vedere indossare i gemelli come Greta Garbo”. Fuksas vende al momento solo online, e soprattutto in Francia, Italia,Dubai e Cina, dove in particolare sta inserendo la collezione a Sanya, nel Sud del paese, in un aeroporto internazionale e strategico.

Novità importanti in casa Fuksas, non solo nei gioielli. “Io sono una designer, la moda mi ha formato, perciò voglio proseguire nella mia attività anche di direzione creativa per alcune realtà importanti, anche nel mondo della casa. Se dovessi pensare a chi nel mondo dei gioielli più mi ha ispirata, non posso che nominare Bulgari di cui non solo stimo la sua direttrice creativa, ma amo i loro gioielli (le loro pietre sono le più belle al mondo). Nel mondo del design trovo invece affinità con il marchio Venini, sono incredibili le forme morbide dei loro vasi, quella delicatezza che ritrovo anche nei miei orecchini”.

E i progetti futuri? In lavorazione una mostra a Firenze che si svolgerà a Palazzo Aldobrandini, una collettiva che vedrà coinvolti fotografi, pittori, musicisti e scultori. Parte dei proventi della mostra andrà in beneficenza. “A casa non mi dicono mai brava, bisogna fare bene e farlo al meglio, ma questo è il mio lavoro. Nulla di speciale. Bisogna solo lavorare”.