Quali sono le più grandi Big Pharma del mondo (e quanto hanno guadagnato durante la pandemia)

Johnson & Johnson vaccino big Pharma
Una fiala del vaccino anti-Covid di Johnson & Johnson (foto Michael Ciaglo/Getty Images)
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Questo articolo di Leah Rosenbaum è apparso su Forbes.com.

Le grandi società farmaceutiche e assicurative hanno avuto un ruolo cruciale durante la pandemia, quando si sono affrettate a trovare una soluzione scientifica all’incubo del virus e al problema di sostenere i costi associati, come nel caso dei test per il Covid-19. La pandemia, però, ha portato anche benefici a molte aziende del settore della sanità.

Johnson & Johnson, il gigante dei prodotti farmaceutici e dei beni di consumo, ha sviluppato il terzo vaccino a ricevere via libera per la somministrazione negli Stati Uniti. È al primo posto tra le aziende del settore sanitario e al numero 34 nell’edizione 2021 della lista Global 2000. Le azioni della società sono salite costantemente negli ultimi sei mesi, malgrado una sospensione di 10 giorni, ad aprile, della somministrazione di vaccini negli Stati Uniti, dovuta a segnalazioni di rare trombosi associate al vaccino stesso. Dopo due udienze in commissione, la Food and Drug Administration (Fda, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) ha confermato la decisione di rendere il vaccino J&J disponibile a tutti gli americani sopra i 18 anni. J&J ha promesso di non trarre profitto dal suo vaccino a singola dose durante la pandemia, ma il suo business farmaceutico, la sua unità di beni di consumo e il suo gruppo di dispositivi medici hanno ottenuto buoni risultati nell’ultimo anno. Il fatturato di J&J è cresciuto del 6% nel 2020 e ha raggiunto la cifra di 82,6 miliardi di dollari.

L’impatto finanziario della produzione di vaccini anti-Covid non è stato sempre facile da interpretare. Pfizer, che ha sviluppato il primo vaccino autorizzato negli Stati Uniti, in collaborazione con la tedesca BioNTech, si colloca al terzo posto in classifica. In un rapporto sugli utili pubblicato a maggio, Pfizer ha affermato che il suo vaccino ha generato entrate per 3,5 miliardi di dollari a livello globale nei primi tre mesi dell’anno. In Borsa, però, l’annuncio non ha aiutato il titolo, che viene scambiato allo stesso prezzo di due anni fa. Il vaccino anti-Covid di Sanofi è ancora in fase di sviluppo, ma la cosa non ha impedito alla società di scalare 45 posizioni nella graduatoria mondiale e assestarsi al settimo posto.

Anche le grandi società statunitensi di assicurazioni sanitarie sono emerse vincitrici dalla pandemia. Se è vero che i profitti sono diminuiti in un primo tempo, quando i pazienti restavano a casa per via delle varie restrizioni, entro la fine dell’anno avevano già recuperato. “Il calo dell’elective care (le cure che non rispondono a un’emergenza medica) durante la pandemia ha ridotto le spese sanitarie e ha contribuito a generare guadagni doppi rispetto a quelli dello scorso anno”, ha rilevato uno studio.

Cigna, una delle più grandi società statunitensi nel campo delle assicurazioni sanitarie, è seconda nella classifica delle aziende del settore e al 53esimo posto nella graduatoria generale. Cigna ha visto i costi crescere nel quarto trimestre del 2020, quando le persone hanno iniziato a richiedere trattamenti che avevano rimandato all’inizio della pandemia. Nel breve termine, “le restrizioni hanno portato a una significativa riduzione delle procedure elettive e delle consultazioni”, afferma una ricerca di Deloitte. “Di conseguenza, il volume delle richieste si è ridotto”. Nel complesso, però, la società ha ottenuto risultati positivi: i profitti sono cresciuti del 67%, dai 5,1 miliardi di dollari del 2019 agli 8,5 miliardi del 2020.

Che cosa porterà il 2021 al settore sanitario? Gli esperti del Commonwealth Fund pensano che la transizione verso un’assistenza value-based (un modello in cui i fornitori di assistenza vengono pagati in base agli esiti della prestazione sulla salute del paziente) nel settore assicurativo continuerà ad accelerare. Nel frattempo, le aziende farmaceutiche dovranno vedere quali vaccini anti-Covid riceveranno la piena approvazione della Fda nei prossimi mesi. “L’innovazione nel settore biofarmaceutico è progredita a ritmi impressionanti nel 2020”, hanno scritto di recente alcuni analisti di McKinsey. “Le lezioni che le società hanno imparato in quest’anno eccezionale e sulle quali baseranno le loro azioni future potrebbero determinare il loro successo per molto tempo”.