Eventi phygital e realtà aumentata: il laboratorio di “esperienze” creato da due artigiani digitali

Daniele Lazzari e Vittorio Castelli, co-fondatori di Johannes
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Nel 2015 era un piccolo laboratorio in cui si fabbricavano soluzioni tecnologiche per eventi, in grado di connettere persone a brand. Oggi, a più di cinque anni di distanza, Johannes è rimasta quella bottega di ‘artigianato digitale’ degli inizi, ma con numeri che la fanno brillare. Attraverso migliaia di eventi, la social live agency ha pubblicato quasi mezzo milione di post, che hanno raggiunto 230 milioni di persone e ottenuto oltre 12 milioni di like.

Un percorso sfavillante che ha inizio da un’idea, semplice quanto geniale. “Notavo durante gli eventi questa tendenza a scattare selfie” dichiara Vittorio Castelli, co-fondatore e presidente di Johannes, che all’epoca lavorava proprio in quel settore. “Mi posi istintivamente una domanda: perché non creare qualcosa in grado di incentivare le persone a postare foto sui social, ampliando così la visibilità di un brand e incrementando l’engagement degli ospiti all’evento?”. Insomma, qualcosa che connettesse l’evento fisico all’online. Insieme a Daniele Lazzari, co-fondatore e amministratore delegato proveniente dallo stesso mondo di Vittorio, realizza la Social Live Printer, un prodotto in grado di stampare in tempo reale gli scatti condivisi su Instagram con un hashtag designato. “Quando l’abbiamo lanciata è stato molto bello”, continua Vittorio. “Il momento più gratificante è stato quando abbiamo installato una stampante in Duomo per un evento di un marchio di gioielleria. Io e Daniele siamo andati lì a vedere come andava l’attività e abbiamo visto centinaia di persone, con il cellulare in mano, pronti a farsi il selfie per avere la polaroid. Abbiamo capito che l’idea funzionava davvero”. Una win-win situation: le persone dovevano pubblicare la foto sul loro profilo con un determinato hashtag per poi ritirarla stampata, creando così un circolo virtuoso – in quel caso ci furono più di 5 milioni di impression – e dando praticamente pubblicità gratuita al brand.

Progetto custom made per Armani Privè al Burj Khalifa di Dubai

Dalla Social Live Printer in poi, Johannes si è evoluta senza sosta, diventando un player importante nel settore degli eventi e del digitale. La sua offerta oggi è articolata principalmente in quattro aree. Oltre a Onfield – Live Experiences, che corrisponde allo sviluppo di soluzioni per eventi fisici e per il phygital, un nuovo ramo del marketing che vede la connessione del mondo fisico e digitale tramite QR code, Markers e altre attivazioni, Johannes si è spostata anche sul mondo online, con la unit Online – Digital Experiences, dedicata appunto a servizi digitali, tra cui lo sviluppo di piattaforme custom handmade per eventi virtuali. Tra questi, troviamo anche tool personalizzati, digital photo & video booth, quiz & survey, gaming e molto altro. Poi ci sono la unit Star – Stunning Augmented Reality, dedicata al mondo della realtà aumentata, focalizzata sullo sviluppo di filtri personalizzati in AR per i più popolari social network (Instagram, Facebook, Snapchat e Tik Tok) e Playground – in fase di lancio – rivolta al mondo del gaming. “Non ci fermiamo mai, proprio in questi giorni stiamo lavorando per un importante brand sulla creazione di contenuti video ‘wow’ legati al mondo social, che con tutta probabilità a breve diventerà un’altra nuova unit” afferma Daniele, che racconta l’evoluzione di Johannes attraverso successi, soddisfazioni ma anche ostacoli.

Tra questi la pandemia, che ha cambiato ogni settore del mondo del lavoro, compreso quello degli eventi. “Per noi il 2020 ha avuto un impatto, certo, ma non così grande”, ha aggiunto l’amministratore delegato. L’impronta tecnologica e all’avanguardia che caratterizza Johannes dai tempi della sua genesi, ha permesso al team di adattarsi con facilità. “Anzi, è stata l’occasione per mettere in pista alcuni servizi che avevamo già in mente, tra cui la unit Star” continua Daniele Lazzari. Il social distancing, in sostanza, ha favorito la diffusione massiccia di eventi digitali e ibridi: la possibilità di incontrarsi è venuta meno, ma la necessità per i brand di creare engagement è rimasta invariata. E l’appassionato team di Johannes ha risposto con prontezza, trasformando le difficoltà in opportunità. “Nell’ultimo anno abbiamo investito tutto in ricerca e sviluppo”, ha detto Vittorio Castelli, orgoglioso delle piccole startup che sono nate all’interno della sua social live agency. “La grande soddisfazione è stata quella di poter investire su nuove persone, ampliando e migliorando la nostra offerta ai clienti e al mercato”.

Un ambiente virtuale creato tramite la piattaforma in 3D HY.PE PROJECT

Tra i risultati più entusiasmanti della ricerca c’è senz’altro l’HY.PE Project, un ambiente digitale 4.0 che può essere declinato in varie forme: un sito web, un e-commerce, un’ambientazione per un evento virtuale, uno store. Insomma, in qualunque modo un brand lo trovi utile. “È la nostra ultima novità”, puntualizza Vittorio. “L’abbiamo lanciato da poco più di un mese e stiamo già preparando un evento importante in 3D, con giochi di luce e una parte interamente dedicata agli sponsor. Il nostro obiettivo era quello di creare uno spazio reale, in virtuale”. Una scommessa non soltanto per gli eventi, ma anche per la parte commerciale. Soprattutto in un periodo in cui gli spostamenti potrebbero rivelarsi un problema, la possibilità di visionare in 3D un prodotto che si vorrebbe acquistare è un plus da non sottovalutare. “Uno showroom, ad esempio, che si occupa di cucine” racconta Daniele, “può avere al posto del sito uno spazio virtuale dove creare un primo incontro con il cliente e un commerciale. Attraverso una semplice video call, il cliente potrà muoversi e visualizzare i prodotti per scegliere i primi step dell’acquisto”.

Artigiani digitali. Così amano definirsi. Ed è in effetti il modo migliore per descriverli. Non offrono competenze a 360 gradi e sanno anche dire “no” ad alcune richieste. Hanno i loro servizi, creati in casa, su misura e con grande passione. “Quella non deve mai mancare” chiarisce Daniele. “Vogliamo che tutti abbiano passione per quello che fanno in Johannes, dal primo all’ultimo componente del nostro team. Vogliamo lavorare ma anche giocare, creare qualcosa per noi, per far star bene i ragazzi e sollecitare la loro creatività”. Vedere il loro sito per credere: dalle ‘figurine’ create per i dipendenti al videogioco targato Johannes, sembra proprio che in quel laboratorio di sviluppatori, grafici e project manager ci sia l’habitat perfetto per stimolare la creatività.