Finlandesi per 90 giorni: il progetto per startup del centro che vuole trasformare Helsinki nella Silicon Valley d’Europa

Miska Hakala Helsinki business hub
Miska Hakala, ceo di Helsinki business hub
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Volete provare a vivere in Finlandia per 90 giorni? E magari anche a restarci? 90 day finn è un programma dell’Helsinki business hub, un’azienda che supporta il commercio e il talento nella capitale finlandese. L’iniziativa vuole invitare imprenditori, professionisti del settore high tech e investitori di tutto il mondo a vivere qui, con la possibilità di provare per tre mesi la vita culturale e gastronomica locale: eventi per fare contatti, mostre, visite turistiche. “La nostra speranza è che decidano di restare, portando magari il loro business qui o creando un’azienda o una collaborazione tra noi e i loro paesi di provenienza”, spiega Miska Hakala, amministratore delegato di Helsinki business hub. “In ogni caso, un interscambio del genere aiuta a crescere”.

L’hub è la casa dell’innovazione digitale a Helsinki, uno spazio di co-working aperto a soli membri per 24 ore al giorno. È sede di uffici, ma anche di eventi che includono, per esempio, lezioni di pilates la mattina. Ora diventerà anche una sede per gli imprenditori di 90 Day Finn. Il programma è in fase pilota e conta tredici partecipanti, ma mira ad allargarsi in futuro. Gli imprenditori vengono da Venezuela, Canada, Cile, Stati Uniti, Regno Unito, India, Singapore, Islanda, Repubblica Ceca e Italia. “La mia esperienza è stata fantastica finora”, racconta William Carbone, 34 anni. “Sono grato all’Helsinki business hub e all’acceleratore Kiuas per questa opportunità. Nel mezzo di una pandemia, hanno mostrato lungimiranza e hanno aperto la loro rete per aiutarci. Ci hanno ispirato con la loro generosità. Helsinki offre una combinazione unica di esperienze di cibo, design, architettura e – ovviamente – sauna. Mi ha colpito la Biennale di Vallisaari, con i suoi ambienti e le sue installazioni uniche. È stato fantastico correre la 10 km di Helsinki e guardare la città da una prospettiva diversa. Sto anche programmando di visitare presto la Lapponia”.

Carbone ha lavorato per dieci anni in Ibm, come quantum ambassador, nel global business development per i settori aerospaziale e della difesa e come program manager per l’intelligenza artificiale e l’innovazione, ed è stato membro della Ibm academy of technology. Oggi è il cofondatore e amministratore delegato di The adjacent possible. “Abbiamo progettato The adjacent possible come born global. La nostra missione è connettere ecosistemi tecnologici globali che sviluppano applicazioni ip comuni da diverse prospettive. Pertanto, non solo rimarremo a Helsinki, ma depositeremo la maggior parte dei nostri brevetti industriali prima in Finlandia. È impossibile prevedere come sarà il processo di recupero post-Covid. Sarebbe una piacevole sorpresa vedere i paesi nordici crescere e concentrarsi sulle nicchie che hanno già sviluppato, guadagnando un ulteriore vantaggio competitivo attraverso un’interconnessione di ecosistemi basata sulla tecnologia. Una riduzione della burocrazia e un focus sulla crescita potrebbero creare slancio economico in Finlandia e negli altri paesi scandinavi. Vorrei che la nostra azienda contribuisse a questo sviluppo. La Finlandia è la piattaforma più promettente per guidare la ripresa europea”.

90 Day Finn

Sophie Winwood, inglese, 32 anni, racconta di “essersi goduta l’esperienza a Helsinki finora. È una città molto diversa da Londra, ma fantastica. Amo la vicinanza alla natura, il buon funzionamento del sistema di trasporto e la cultura del caffè e dei dolci. Mi piace molto correre, amo esplorare la città e le aree circostanti a piedi. Qualche settimana fa ho preso parte anche alla mezza maratona di Helsinki”. Winwood è al vertice di Anthemis, un fondo di venture capital in fase iniziale, con un focus sul futuro dei servizi finanziari. “Il mio lavoro consiste nel trovare startup in fase iniziale in cui investire, quindi spero di scovare aziende interessanti in Finlandia. Uno degli obiettivi è rafforzare il flusso di capitali dal Regno Unito ai paesi nordici. Inoltre mi concentrerò sul sostegno alle fondatrici donne, perché troppo poche finanziamenti da venture capital: attualmente, solo il 3%”.

“Ho scoperto di questa iniziativa online”, racconta invece Taggart Jefferson, 32 anni, fondatore di GridCure. “Sono nato in Canada, ma ho vissuto anche tra Stati Uniti, Mongolia, Cina, India e altri paesi asiatici. Dopo lo scoppio della pandemia, ho vissuto per diciassette mesi in Colorado e venire in Finlandia per me ha significato tornare alla mia normalità. Da tempo pensavamo di espandere il nostro business in Europa e questo mi ha fornito un’ottima opportunità. Abbiamo già qualcuno in Croazia, Georgia e Svezia. Il 90% del personale, al momento, lavora da remoto. La nostra è una società di analisi predittiva delle reti intelligenti che ha ricevuto numerosi premi e ha partecipato all’acceleratore 500 Startups. Aiutiamo a trovare soluzioni tramite i dati. E la Finlandia, sebbene tuteli la privacy, è molto aperta nella raccolta dati e nel loro utilizzo. Ho vissuto pure in Giappone e la Finlandia non è meno organizzata”.

Andro Lindsay, cileno, 45 anni, è un ingegnere e imprenditore che si definisce sognatore e uomo d’azione. “Ho sempre amato viaggiare e sono stato molte volte in Finlandia”, racconta. “È un luogo meraviglioso, con gente gentile e simpatica, una natura spettacolare e una buonissima gastronomia. Più di tutto, mi affascina la possibilità di creare un business sostenibile globale connesso alla tecnologia: i paesi scandinavi hanno il perfetto ecosistema. Voglio avviare un modello di business unico in Finlandia e portarlo nel mondo”.

Lindsay è cofondatore di 100 Thousand million, che mira a ridisegnare il modo in cui abitiamo il nostro pianeta. Una direzione nella quale si sta muovendo anche la stessa Helsinki, che mira a costruire un modello in stile Silicon Valley. Proprio per accogliere sempre più persone, la città continua ad aprire anche nuovi hotel, come il Grand Central Helsinki. “Siamo in uno degli edifici più famosi della Finlandia, che ospitava la compagnia ferroviaria nazionale ed è stato aperto solo ad aprile 2021”, spiega Satu Järvelä, direttrice della struttura. “Il nostro design è un mix tra passato, presente e futuro. Alcuni elementi storici ricordano un museo, ma l’arredo è contemporaneo, colorato, come è il carattere di Helsinki. Abbiamo dodici sale riunioni, tutte con carte da parati artistiche diverse, ex uffici dei direttori della compagnia ferroviaria. La maggior parte delle nostre stanze sono ideali per uomini d’affari, dotate di moderne scrivanie e tecnologie. Inoltre, a tutti gli ospiti offriamo l’esperienza gratuita della sauna finlandese nella nostra spa. Il nostro ristorante serve piatti classici francesi con tocco nordico, il bar è molto frequentato dalla scena business e high tech locale”.

Grand central hotel
Il Grand central hotel di Helsinki

Anche la compagnia aerea locale, Finnair, sta sviluppando programmi dedicati al business come Nordic business class, pensato per garantire la sicurezza in tempi di pandemia, grazie al distanziamento tra passeggeri, e il massimo comfort. “Topi Manner, il presidente e amministratore delegato di Finnair, era nella mia stessa classe alla Turku school of economics”, ricorda Miska Hakala. “Abbiamo la stessa visione di aprirci al mondo. La sua compagnia sta continuando a incrementare i voli tra la Finlandia e il resto del mondo. E puntiamo a incrementare il turismo sia in estate che in inverno”. 

Come avete avuto l’idea dei 90 day finn?
Abbiamo notato come la gente, durante la pandemia, stesse lasciando la Silicon Valley per altre mete. Era la prima volta che accadeva una cosa del genere. Dato che la Finlandia è all’avanguardia nel campo della tecnologia e dell’innovazione, abbiamo pensato che fosse l’occasione giusta per dare l’opportunità a professionisti del settore di scoprire la nostra scena imprenditoriale, per investire o fondare nuove aziende e nuovi modelli di business. Abbiamo ricevuto 5.300 domande da tutto il mondo e abbiamo scelto, questa volta, 14 imprenditori, un numero che vorremmo incrementare in futuro. Dopo tre mesi, se vogliono, possono restare. Li aiutiamo a ottenere un permesso di residenza più lungo, oltre che a trovare i contatti di cui necessitano. In principio 90 day finn doveva partire a marzo 2021, ma poi abbiamo deciso di posticipare ad agosto-settembre 2021, in modo di poter fare eventi di persona.  

Volete investire su imprenditori solo nel settore tecnologico o anche in altri settori?
Non ci limitiamo solo all’high tech, anche se la Finlandia sta diventando sempre più famosa per quel campo. Helsinki è una città vibrante, che sta emergendo nell’intelligenza artificiale, nel gaming, ma anche nel design: abbiamo un famoso distretto con tantissimi designer e negozietti. I nostri brand di design hanno raggiunto il mondo. Per il futuro, stiamo ampliando inoltre l’ecosistema Fintech, con migliaia di opportunità per investitori. 

State sviluppando sempre più connessioni con l’arte e la tecnologia. 
Penso che questo sia un settore molto interessante, che crescerà in futuro, ed è una tendenza su cui investire. Era in programma un Guggenheim Museum, anche se ora pare che la città punti più su un museo per il design e l’architettura. Quest’anno abbiamo avuto la prima Helsinki Biennale, di cui siamo molti fieri. Si è tenuta sull’isola di Vallisaari, una ex base militare con case storiche e un’oasi naturalistica con incredibili foreste e un lago. La Biennale si concluderà il 26 settembre 2021 e le nuove tecnologie, come la realtà virtuale e la realtà aumentata, consentiranno esperienze totalmente nuove. Un buon esempio è Opera Beyond, dove la Finnish national opera e il Balletto hanno unito le forze con il festival della cultura digitale Assembly, per trovare nuovi concetti tecnologici creativi che portano le esibizioni dal vivo a nuovi livelli.

Per creare ancora maggiori possibilità globali internazionali l’Helsinki business hub si sta fondendo con l’Helsinki marketing.
Sì, diventeremo una sola entità: Helsinki partners. Questo offrirà alla città una piattaforma di marketing ancora migliore per attrarre investimenti, talenti e imprenditori, oltre che visitatori. 

Quali sono le armi vincenti della Finlandia per distinguersi a livello mondiale? 
Nel nostro paese le tasse possono essere più alte se si guadagna molto, come hanno sottolineato alcuni imprenditori della Silicon Valley, ma bisogna considerare che le nostre scuole pubbliche e università sono ottime e che il sistema sanitario e quello pensionistico sono eccellenti. Crediamo poi fortemente nelle vacanze per riposare e ricaricarsi, cosa che non avviene in paesi con stipendi magari più alti, come gli Stati Uniti. Per noi la qualità della vita è fondamentale. Qui nessuno è costretto a scegliere tra lavoro e famiglia. Puntiamo sulla totale uguaglianza, valorizziamo chi lavora bene, senza raccomandazioni e indipendentemente dalla provenienza economica e sociale. Siamo già ben collegati con Norvegia e Svezia, ma abbiamo bisogno di nuovi professionisti, siamo un paese con bassa popolazione e grandi spazi. E sappiamo di avere le qualità per sfondare a livello mondiale. Basti pensare al caso Nokia: quando cominciò a diffondere i suoi cellulari, molti credevano che fosse un’azienda giapponese.