Tim vola in Borsa sulla scia dell’opa da 11 miliardi di euro lanciata dal fondo americano KKR

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Giorni di fuoco in casa Tim. Sulla scia dell’offerta pubblica d’acquisto lanciata dal fondo americano KKR (Kohlberg Kravis Roberts & Co. L.P.), il titolo della società sta guadagnando a Piazza Affari quasi il 22%, con il prezzo delle azioni che vola a 0,42 euro per azione.

Fatti principali

  • Domenica Tim ha convocato e svolto, sotto la presidenza di Salvatore Rossi, un consiglio di amministrazione straordinario per valutare l’offerta pubblica d’acquisto lanciata dal fondo americano KKR
  • Si tratta di un’offerta “non vincolante e indicativa” (“non-binding and indicative”), mirata all’acquisto del 100% delle azioni ordinarie e di risparmio della Società, e volta al delisting (la “Manifestazione d’Interesse”)
  • Qualificata dal fondo KKR “amichevole”, l’offerta è soggetta al raggiungimento della soglia di adesione minima del 51% del capitale sociale di entrambe le categorie azionarie. E aspira ad ottenere il gradimento degli amministratori della società e il supporto del management. “Essa è, allo stato, condizionata allo svolgimento di una due diligence confirmatoria di durata stimata in quattro settimane, nonché al gradimento da parte dei soggetti istituzionali rilevanti (“key government stakeholders” – la società è soggetta ai poteri speciali, c.d. Golden Power, dell’Autorità di Governo)”, ha evidenziato in una nota ufficiale Tim.
  • L’offerta del fondo KKR è di 0,505 per azione ordinaria o risparmio. Si tratta di oltre il 30% in più rispetto al prezzo di chiusura di venerdì scorso che era di 0,35 euro per azione.
  • Oggi il titolo Tim ha iniziato le contrattazioni in Borsa Italiana in ritardo, perché è stato sospeso per eccesso di rialzo. Al momento guadagna il 22%, con le azioni che volano al prezzo di 0,42 euro per azione. Comunque sempre meno del prezzo offerto dal fondo KKR.

In cifre

L’offerta presentata dal fondo KKR valuta Tim circa 11 miliardi di euro.

I rapporti tra il fondo KKR e Tim

KKR e Tim sono già soci in affari. Il fondo americano, infatti, detiene il 37,5% di FiberCop, la società di cui Tim rappresenta la principale azionista con il 58% delle quote.

I ruoli da chiarire

Per il prosieguo della trattativa fondamentali saranno le intenzioni di Vivendi, maggior azionista della società con il 23,75% delle quote, e del governo italiano. In quanto, oltre ad essere presente nel portafoglio di Cassa Depositi e Prestiti (che ne detiene quasi il 10%), Tim rappresenta la principale infrastruttura di rete del Paese. Motivo per cui il governo potrebbe invocare il golden power per poter essere socio di una società per la rete unica.

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