Sviluppatore web in 3 mesi: la prima coding factory italiana per la formazione in ambito Ict

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Sono sempre più in crescita le opportunità per chi lavora nel digitale: un’occasione importante anche per chi arriva dal mondo dei servizi (come ristorazione e commercio) dove nel 2020 si è concentrata il 93% della disoccupazione.

La perdita occupazionale può essere in parte compensata dalle crescenti opportunità nel mondo tech, come emerge dai dati dell’Osservatorio delle competenze digitali, che stima per l’Italia la presenza di oltre 100.000 posizioni disponibili nel settore It.

A notare un sempre maggiore interesse nell’ambito digitale anche da parte di persone con background nei settori servizi e commercio è Aulab, la prima coding factory italiana che, attraverso il corso Hackademy di 3 mesi, permette a chiunque di qualificarsi professionalmente come sviluppatore web. Ne abbiamo parlato con Davide Neve, ceo di Aulab.

Quanto è rilevante il mercato dell’edutech in Italia e nel mondo e come si rapporta con il mondo della formazione tradizionale?

Il settore edutech sta vivendo una fase di grande fermento: in Europa mancano oltre 650.000 risorse nel settore Ict e l’Osservatorio delle competenze digitali stima che in Italia siano richiesti più di 100.000 professionisti in ambito tech: le aziende sono alla continua ricerca di personale con competenze informatiche ma non ci sono abbastanza risorse formate disponibili a soddisfare la domanda. Aulab colma il gap tra domanda e offerta di risorse in ambito Ict avendo introdotto in Italia il bootcamp Hackademy che, in soli 3 mesi, consente a chiunque di imparare a scrivere codice ed avviare una nuova carriera nello sviluppo web. Gli oltre 1000 studenti formati fino a oggi hanno completato il corso partendo da background molto eterogenei: la maggior parte non aveva alcuna conoscenza informatica pregressa e aveva l’esigenza di riqualificarsi rapidamente; altri invece partivano già con alcune conoscenze acquisite all’università o da tutorial ma erano alla ricerca di un metodo più pratico e strutturato per imparare i linguaggi di programmazione più richiesti dalle aziende. I percorsi di formazione tradizionali come le lauree in informatica o in ingegneria mantengono la loro importanza e utilità. Tuttavia le tecnologie nel settore dello sviluppo web si aggiornano così rapidamente che un corso di studio della durata di 3-5 anni potrebbe non essere in grado di rispondere adeguatamente alle attuali esigenze del mercato.

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Quali sono le novità che portate nel mercato dell’edutech?

Sicuramente una delle innovazioni di cui siamo più orgogliosi è la possibilità per gli studenti di svolgere tutte le attività pre, durante e post corso totalmente online. Gli studenti possono infatti iscriversi ai nostri corsi, effettuare pagamenti o richiedere un finanziamento nel nostro portale e-commerce; seguire l’intero percorso di formazione attraverso la piattaforma di e-learning ed accedere ai servizi di placement con aziende offerti dopo il corso tramite la piattaforma di recruitment. Tutte le piattaforme sono state realizzate “su misura” dalla software house interna in cui molti studenti dell’Hackademy hanno l’opportunità di mettere in pratica ciò che hanno imparato durante il corso. Un’altra importante innovazione riguarda l’approccio pro-attivo al servizio placement offerto dopo il corso Hackademy. Oltre a fornire mentorship one-to-one per preparare gli studenti ai primi colloqui di lavoro, i career advisor aulab organizzano settimanalmente eventi online con l’obiettivo di creare un match tra studenti e le centinaia di aziende presenti nella piattaforma di recruiting alla ricerca di sviluppatori web. Il bootcamp Hackademy ha come obiettivo di colmare il gap tra domanda e offerta di risorse in ambito Itc. In questa logica il percorso formativo offerto durante il corso è in continua evoluzione sulla base delle richieste del mercato del lavoro, rimanendo sempre al passo con le ultime novità dei linguaggi di programmazione. L’innovazione che Aulab porta nel settore edutech è proprio la capacità di scalare in termini di classi e studenti formati, mantenendo però un continuo dinamismo nel programma didattico.

La crisi sanitaria degli ultimi anni ha avuto un impatto negativo anche sul mondo del lavoro, portando a un aumento della disoccupazione nel settore del commercio e dei servizi. Per queste categorie professionali, ci sono opportunità di riqualificazione legate al mondo digitale?

Negli ultimi due anni i rallentamenti dell’economia hanno avuto un forte impatto sulle professioni legate ai servizi che non prevedevano la possibilità di lavorare da remoto: secondo l’Istat nei settori ristorazione e commercio si è concentrato circa il 93% della perdita occupazionale complessiva del 2020. D’altra parte le competenze di chi sviluppa progetti digitali sono sempre più ricercate dalle aziende italiane per accelerare la trasformazione digitale in corso: è aumentata infatti l’occupazione nel settore dell’informazione e della comunicazione in cui rientrano le professioni legate ai progetti web (0,9%). L’incidenza delle professioni Ict ha infatti avuto una interessante crescita, raggiungendo nel 2020 il 4,3% dell’occupazione totale nell’UE27 (in Italia il 3,6%). Guardando al futuro, l’Unione europea ha previsto che gli stati membri destinino a investimenti per la digitalizzazione almeno il 20% degli 806 miliardi di euro di sovvenzioni e crediti che nel periodo 2021-2026 saranno erogati nell’ambito del programma Next Generation Eu. In questo contesto, la perdita occupazionale può sicuramente essere in parte compensata dalle crescenti opportunità nel mondo tech, infatti stiamo notando un aumento delle iscrizioni ai nostri corsi da parte di studenti con background nei settori servizi e commercio: baristi, ristoratori, commessi ed addetti alle vendite. Persone con una forte esperienza di contatto con il pubblico, che sono alla ricerca di una riqualificazione professionale nel settore tech. Tra l’altro, le competenze acquisite in passato in ambiti completamente diversi, consentono agli studenti provenienti da settori commercio e servizi di avere una marcia in più come sviluppatori web: sono competenti nelle specifiche tecnologie apprese ed hanno ottime capacità di relazione e team building nelle aziende in cui hanno trovato occupazione dopo il corso.

Oltre che i corsi di formazione messi a disposizione agli studenti collaborate anche con aziende, istituzioni e associazioni. Qual è il valore aggiunto che portate in tal senso alle realtà del territorio e in quali modalità?

Il nostro impegno è rivolto ad aumentare l’occupazione in Italia, rendendo accessibile a chiunque una delle professioni più richieste dalle aziende nell’ambito della trasformazione digitale in corso. Con questo obiettivo, Aulab è sempre disponibile ad avviare nuove partnership con aziende, istituzioni ed associazioni. Come ad esempio la collaborazione avviata con SheTech per avvicinare sempre più donne e ragazze al mondo della programmazione e dare loro l’opportunità di acquisire le giuste competenze e strumenti pratici per entrare nel mondo del lavoro. La collaborazione nasce anche dall’esigenza molto forte di lavorare attivamente per diminuire il divario di genere che nel settore tech oggi è ancora, purtroppo, troppo presente. Un’altra partnership di valore è quella avviata con Permicro, leader del microcredito Italiano, e Fondazione Compagnia di San Paolo: l’obiettivo è di permettere a chiunque, in particolare ai più giovani e a chi non può offrire garanzie, di accedere al credito per investire nella propria formazione e costruirsi una nuova professione in ambito IT. Il progetto è rivolto a quelle persone interessate a partecipare al corso Hackademy che non hanno la possibilità di sostenere il costo di iscrizione e generalmente hanno difficoltà ad ottenere prestiti non potendo offrire particolari garanzie. Nell’ambito del welfare aziendale, nasce la partnership tra aulab ed il Gruppo TIM, Best Employer 2022 italiano nel settore delle telecomunicazioni, grazie alla quale viene offerta ai figli e nipoti dei dipendenti TIM l’opportunità di accedere ai corsi di sviluppo web di Aulab gratuitamente o a prezzi riservati. L’obiettivo della partnership è di incentivare la formazione in un settore centrale del mercato del lavoro italiano dove la domanda supera di molto l’offerta, come analizzato anche da LinkedIn nel report sui lavori in crescita.

Quali risultati avete raggiunto da quando Aulab è stata fondata e quali sono le vostre prospettive di crescita nei prossimi 6 mesi e nei prossimi 6 anni?

​​Aulab continua il suo percorso di crescita: nel primo semestre 2021 l’azienda ha già generato il 93% del fatturato dell’intero 2020, ed abbiamo registrato un’ulteriore accelerazione nel secondo semestre 2021 grazie all’ampliamento della nostra offerta formativa ed all’ottimizzazione dei nostri canali lead generation. Nel semestre in corso abbiamo dato il benvenuto ad oltre 100 nuovi azionisti: la campagna di crowdfunding avviata a metà anno si è conclusa con un grande successo, raccogliendo oltre 600mila euro rispetto all’obiettivo iniziale di 500mila ed una valutazione pre-money dell’azienda di 6,5 milioni di euro. Education, e-learning e intelligenza artificiale sono i tre pilastri su cui si incentra la nostra visione di Aulab per i prossimi anni. Education per continuare a consolidare la mission aziendale: lavorare sull’experience design, creando impatto nel mercato del lavoro e sviluppando il pensiero computazionale nei nostri studenti. E-learning per facilitare la scalabilità dei nostri prodotti ed aumentarne l’usabilità. Intelligenza artificiale per migliorare la personalizzazione dei contenuti, rendere più efficace il processo di apprendimento e potenziare al massimo la learning experience dei nostri studenti.

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