L’azienda modenese che produce superfici ceramiche responsabili e sostenibili

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Articolo tratto dal numero di febbraio 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Azienda di riferimento nella produzione di superfici ceramiche per l’edilizia, l’architettura e l’interior design, Florim, osservata dall’alto, è una distesa sterminata – oltre 42mila metri quadrati – di pannelli fotovoltaici. Si tratta di uno degli impianti che le ha consentito di autoprodurre fino al 100% del suo fabbisogno di energia elettrica e di evitare, dal 2012, l’emissione di oltre 95mila tonnellate di Co2.

Un traguardo raggiunto grazie all’imponente investimento di 50 milioni di euro – soltanto negli ultimi nove anni – nell’ottimizzazione dei processi produttivi per salvaguardare l’ambiente e le risorse del territorio. “E siamo anche in grado di recuperare il 100% dell’acqua utilizzata nel ciclo produttivo e il 100% degli scarti crudi di produzione che vengono regolarmente riutilizzati nel processo”, spiega Claudio Lucchese, presidente dell’azienda e figlio del fondatore Giovanni.

Claudio Lucchese, presidente di Florim.

L’attenzione alla responsabilità sociale e ambientale

Basterebbe questo a rendere Florim un esempio di realtà virtuosa. Eppure, quello della sostenibilità ambientale è soltanto uno dei tasselli che compongono il dna dell’azienda di Fiorano Modenese. Perché Florim, realtà nata nel 1962 dalla passione per la materia ceramica di Giovanni Lucchese, è arrivata oggi a contare 1.400 dipendenti nel mondo e un fatturato di oltre 450 milioni di euro anche grazie a un concetto di imprenditoria illuminata che affianca il profitto alla responsabilità sociale e ambientale.

Il tutto con l’obiettivo di creare, concretamente, valore all’interno della comunità. A dimostrarlo è l’acquisizione nel marzo 2020 dello status di Società benefit. “Le Società benefit rappresentano un’evoluzione del concetto di azienda perché integrano nel proprio modello di business, insieme agli obiettivi di profitto, l’esplicito impegno a operare in modo responsabile e sostenibile tutelando gli interessi degli stakeholder e dell’ambiente”, prosegue Lucchese.

Le iniziative dedicate al territorio

Un percorso, quello verso la responsabilità sociale, che si è sviluppato negli anni attraverso diverse iniziative volte a promuovere il benessere dei dipendenti dell’azienda, ma anche attraverso attività dedicate alla comunità del territorio, come la presenza nell’headquarters di Fiorano Modenese del Centro Florim salute&formazione dedicato alla ricerca, formazione e simulazione medica avanzata; il Master in Florim, progetto formativo nato per inserire giovani risorse in azienda; oppure il Premio Lucchese rivolto agli studenti più meritevoli dell’Istituto tecnico Alessandro Volta di Sassuolo; fino alla collaborazione con la Collezione Peggy Guggenheim attraverso la partecipazione a Guggenheim Intrapresæ.

“Il passaggio a Società benefit non è stato altro che la formalizzazione di un indirizzo intrapreso da molti anni. La presenza nella strategia aziendale di azioni volte a minimizzare l’impatto ambientale e a dare sostegno ai dipendenti e al territorio fa parte del nostro modo di fare impresa da quando il concetto di sostenibilità non era ancora così diffuso”.

La capsule collection Hotel Chimera del marchio Cedit, un’opera d’arte ceramica disegnata da Elena Salmistraro e composta da 80 pezzi unici.

Il traguardo della certificazione B Corp

Un impegno pionieristico, quindi, che ha portato, sempre nel 2020, all’ottenimento della certificazione B Corp, che attesta l’adozione di un modello di business rigenerativo e che inserisce l’azienda – per ora l’unica industria ceramica ad aver ricevuto tale riconoscimento – tra le oltre quattromila imprese B Corp al mondo che hanno l’obiettivo di contribuire a creare, attraverso la loro attività, una società e un mondo migliori. Una certificazione che dimostra quanto, per Florim, la responsabilità ambientale corrisponda a fatti concreti. “Abbiamo celebrato questo riconoscimento come un sigillo del nostro impegno, non come punto di arrivo, ma come un nuovo stimolo per il futuro”. 

Va da sé che, per questo, tutti i prodotti Florim – e non soltanto alcune linee – siano da considerare sostenibili e responsabili, poiché sostenibile e responsabile è il processo che li genera. Ne sono un esempio alcuni degli ultimi progetti presentati: la capsule collection Hotel Chimera del marchio Cedit, un’opera d’arte ceramica disegnata da Elena Salmistraro e composta da 80 pezzi unici il cui ricavato è destinato a un progetto benefico della Collezione Peggy Guggenheim dedicato principalmente ai bambini non vedenti; e la collezione Sensi of Casa dolce casa disegnata da Matteo Thun & Partners, realizzata esclusivamente con l’utilizzo di materie prime naturali e composta fino al 42% di materiali riciclati.

Nel dicembre 2021, poi, l’ultima piccola grande rivoluzione: la decisione di cambiare ulteriormente lo statuto dell’azienda per iniziare un percorso verso la neutralità climatica e le Net zero emissions. “Il tempo è nostro amico”, dicono qui. E chissà cosa ci riserverà Florim nel 2022.  

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