Alimenti plant-based e bevande analcoliche: ecco quali saranno le tendenze food del 2022

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Proteine vegetali, infusi ed erbe orientali, spezie, bevande senza alcol, dark kitchen e allevamenti etici. Questi sono solo alcuni dei food trend previsti per il 2022. Si mangerà meno carne, si berranno cocktail privi di alcol e infusi dalle note aromatiche ed energizzanti. E ci si concentrerà su un consumo alimentare più consapevole e sostenibile. I settori della ristorazione e del beverage sono pronti a ripartire in difesa della Terra e dei suoi frutti.

In crescita farine e cereali, prodotti plant-based e food hotel experience

Il 2022 segna per il settore alimentare una ripresa con una crescita prevista di poco inferiore al 6% annuo (ROS 6,8%) e un tasso superiore alla previsione di crescita del Pil italiano (4,5/5%). Durante l’anno, cresceranno di più i comparti delle farine e dei cereali. Anche il caffè e il vino saranno interessati da crescite importanti, trainate dalla forte ripresa del segmento Horeca. Sono questi i risultati presentati dal Food Industry Monitor, l’osservatorio di riferimento per il settore food italiano, condotto ogni anno dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo in collaborazione con Ceresio Investors.

Ma cosa significa mangiare plant-based? Dare al cibo la funzione più alta di tutte, quella di collante del nostro futuro. TheFork in collaborazione con NellyRodi fa presente, attraverso un’analisi online, che il 2022 sarà un anno decisivo per la commercializzazione e la vendita di prodotti vegetali e derivati. Ciò che emerge è un quadro sempre più green.

Senza dimenticare il mondo dell’ospitalità, che concentrerà le sue energie su progetti multi-dimensionali. No, non stiamo parlando di viaggi nel tempo, ma di esperienze parallele all’interno di hotel di lusso. Dalla dark kitchen all’esperienza stellata, dagli spazi ibridi – ideali per ogni momento della giornata – all’eat around: luoghi di incontro per culture gastronomiche diverse. Questo è quanto emerso dal nuovo dossier di ricerca sviluppato da Augusto Contract – hospitality e foodservice general contractor – e Coqtail Milano, la prima community sulla mixology italiana.

Whole Food Market: l’analisi statunitense sul consumo alimentare

Ogni anno, circa 50 esperti, membri del team di Whole Food Market, si riuniscono per analizzare l’andamento dei consumi alimentari negli Stati Uniti e prevedere quali saranno le tendenze da seguire con più attenzione nel mondo. Il team di ricerca, composto prevalentemente da critici gastronomici, agricoltori locali, produttori e commercianti, ha stilato una lista di materie prime, tecniche di coltivazione e prodotti che apriranno una nuova era per il settore della ristorazione e dell’hospitality. “L’anno scorso, abbiamo assistito a enormi cambiamenti nelle abitudini di acquisto di generi alimentari legati alla pandemia mentre il mondo si è adattato a trascorrere più tempo a casa”, ha affermato Sonya Gafsi Oblisk, chief marketing officer di Whole Foods Market. “Man mano che l’industria alimentare si adegua lentamente a una nuova normalità, ci aspettiamo che i consumatori diano la priorità a prodotti alimentari e bevande che offrano vantaggi aggiuntivi, come bibite e tonici funzionali, e prodotti che supportino il loro senso di benessere, come verdure da giardino urbano e prodotti coltivati con processi agricoli che aiutino ad affrontare la salute del suolo”.

Ecco, la lista dei food trend 2022:

Agricoltura ultra-urbana

Cresce sempre di più la necessità di trasformare le aree urbane in piccoli o grandi centri di coltivazione negli spazi interni. I produttori stanno trovando modi nuovi e all’avanguardia per coltivare colture locali e massimizzare l’efficienza. La parola chiave è sfruttare ogni spazio inutilizzato per generare vita.

La moringa

La moringa, chiamato anche albero dei miracoli, concentra le sue sostanze nutritive soprattutto nelle foglie e la sua capacità di resistere a lunghi periodi di siccità lo rende l’albero ideale per combattere la malnutrizione. Negli Stati Uniti le foglie vengono già utilizzate per la preparazione di frullati, salse e prodotti da forno.

Yuzu

Lo yuzu è un piccolo agrume prodotto soprattutto in Cina, Giappone e Corea. Nel 2022, si farà spazio nelle cucine europee e del resto del mondo. Il suo sapore aspro potrà sostituire l’uso del pompelmo o del lime per dolci, zuppe e creme di ogni tipo.

Bevande senza alcol

La pandemia ha contribuito a un notevole aumento della vendita di alcol. Ma il 2022 punta sulla creazione di bevande alcoliche senza alcol. Un esperimento sobrio e di gusto.

Ibisco

I fiori di ibisco, ricchi soprattutto di vitamina C e da sempre utilizzati per gli infusi, nel 2022 verranno impiegati per la creazione di creme, yogurt e tanti altri prodotti freschi.

Reducitarianesimo

Una parola così articolata per descrivere in realtà un gesto nobile nei confronti del pianeta. Il reducitarianesimo fa riferimento alla riduzione del consumo di prodotti di origine animale, dando spazio al solo consumo di carni o bevande prodotte in allevamenti etici e sostenibili.

Semi di girasole

I semi di girasole, ricchi di proprietà nutritive riscoperte negli ultimi anni, verranno impiegati per la produzione e commercializzazione di formaggi, gelati e prodotti da forno.

Cereali in agricoltura rigenerativa

Nel 2022 gli agricoltori si concentreranno sulla coltivazione e produzione di cereali che favoriscono la salute del terreno.

Curcuma

La curcuma, spezia già nota in varie parti del mondo, vedrà nel 2022 la sua massima ascesa. Verranno introdotti nel mercato cereali e prodotti da forno con questo ingrediente.

Bevande frizzanti funzionali

Ingredienti naturali, equilibrio e sprint: le bevande frizzanti puntano al benessere del corpo senza rinunciare, però, al gusto. Stiamo lentamente assistendo a un costante cambiamento verso scelte ed esperienze gastronomiche sempre più etiche volte al miglioramento dell’ambiente e della nostra salute psico-fisica.  E questo anche grazie alla spinta tecnologica che, solo nel 2021, ha permesso al settore foodtech di raccogliere 260 milioni di euro dei 1,2 miliardi di euro di investimenti nel venture capital diventando, quindi il primo settore di riferimento.

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