Settimana di lavoro alternativa, donne e nuove generazioni: Avanade cresce con le persone al centro

Emiliano Rantucci Avanade
Emiliano Rantucci, country manager di Avanade Italia e general manager della regione Iceg
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“Un’azienda delle nostre dimensioni deve contribuire alla crescita del Paese in cui opera e garantire un reale impatto umano nella società”. Ad affermarlo è Emiliano Rantucci, country manager di Avanade Italia, multinazionale nata nel 2000 come joint venture tra Accenture e Microsoft. Una società che mette assieme 50mila professionisti in 25 paesi per guidare clienti pubblici e privati nel processo di trasformazione digitale e nel raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Nasce la nuova Regione Avanade Iceg – Italy Central Europe and Greece

Da alcuni mesi Rantucci, oltre al ruolo di country manager in Italia, ricopre anche la posizione di general manager della Regione Iceg (Italia, Europa Centrale e Grecia), nata dall’apertura della nuova sede Avanade in Polonia. “La Polonia presenta una ripresa dalla pandemia più forte e veloce di altri paesi europei. Il livello di istruzione universitaria è elevato, la forza lavoro è giovane e votata alla tecnologia. Gli investimenti di Microsoft e di altri importanti player di settore fanno già parlare di una Digital Valley polacca di riferimento per l’Europa centro-orientale.

Microsoft ha infatti investito un miliardo di dollari in Polonia e ha annunciato l’apertura di un data center per la fornitura di servizi cloud a imprese e governi. Inoltre la Polonia presenta diverse similitudini con l’Italia, a partire dalla spinta all’economia – e al digitale in particolare – in arrivo con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). È naturale, perciò, provare a sfruttare anche sul nuovo mercato le competenze che abbiamo acquisito in Italia”.

Il piano per l’Italia tra settore pubblico, privato e sostenibilità

Nel nostro Paese Avanade conta più di 1.500 dipendenti, 500 dei quali assunti nell’ultimo anno. Un numero che l’azienda intende replicare nel 2022. “Abbiamo alle spalle una serie di trimestri di crescita in doppia cifra. E contiamo di proseguire su questi ritmi almeno per altri due anni”, prosegue Rantucci. “Il traguardo per il futuro prossimo sarà affiancare i clienti per fare in modo che gli investimenti in digitalizzazione del Pnrr creino indotto anche per il settore privato. Il tutto, in un’ottica di sostenibilità sia ambientale, sia di investimenti”.

In quest’ambito, l’azienda ha completato la sua offerta con Avanade Sustainability Play, una suite di soluzioni e servizi che aiutano le organizzazioni a integrare la sostenibilità nelle loro aree di business e in diversi ambiti, tra cui esg reporting, economia circolare, cloud sostenibile e azzeramento delle emissioni.

L’impegno per ridurre il gender gap e valorizzare il ruolo della donna in azienda

La società ha avviato anche iniziative per combattere disparità come il cosiddetto gender pay gap, cioè il divario di retribuzione tra uomini e donne, e altre forme di discriminazione. Ha dato vita, per esempio, alle Academy for Girls: percorsi di formazione di durata compresa tra i sei e i nove mesi. Sono pensati per giovani donne che vogliono intraprendere una carriera nelle discipline Stem (ossia tecnico-scientifiche: scienza, tecnologia, ingegneria e matematica).

“Le donne costituiscono solo il 18% degli specialisti delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”, ricorda Rantucci. “Già oggi, da noi, la rappresentanza femminile nei ruoli di leadership a livello globale è invece del 40%, mentre le assunzioni femminili sono al 45%. Abbiamo fissato però un obiettivo ancora più ambizioso: incrementare entrambe le cifre di un ulteriore 5% entro il 2025”.

Settimana di lavoro alternativa: flessibilità e benessere dei dipendenti

Un altro progetto riguarda la rivoluzione in atto nel mondo del lavoro, che, con la pandemia, ha scoperto nuove modalità e nuove priorità, a partire dal bilanciamento tra vita privata e professionale. Un tema che, come dimostrato da varie ricerche riportate da testate come Washington Post, Business Insider, Forbes e New York Times, è tra gli aspetti più importanti nella scelta di un lavoro per le generazioni più giovani. Va in questa direzione il lancio di Alternative Work Week (“settimana di lavoro alternativa”), un’iniziativa che permette ai dipendenti di distribuire in modo flessibile le 40 ore settimanali di lavoro, nel rispetto delle scadenze e delle esigenze dei clienti.

“L’iniziativa è stata accolta con clamore ed entusiasmo”, racconta Rantucci. “Siamo un’azienda giovane, con un’età media intorno ai 38 anni. Ciò significa, per esempio, che abbiamo molti dipendenti con figli piccoli. L’Alternative Work Week consente, se si vuole, di ritagliarsi un pomeriggio o un’intera giornata libera, organizzando le ore di lavoro secondo le proprie esigenze. Ormai nessuna azienda può pensare di attrarre talenti solo perché offre buoni salari: work-life balance, formazione e centralità della persona sono criteri sempre più importanti nella scelta di un impiego”. 

L’avanzata delle nuove generazioni

Proprio per i dipendenti più giovani è pensata la nuova iniziativa Next Generation Board. Avanade istituirà un consiglio in cui i dirigenti della leadership aziendale si confronteranno con alcuni dipendenti delle generazioni più giovani. “Si tratterà di incontri in cui parlare in modo aperto delle scelte compiute in fatto di iniziative per il coinvolgimento delle persone, di percorsi di crescita e di priorità”, spiega Rantucci. “I vertici della nostra azienda, come quelli della maggior parte delle grandi società, sono composti in prevalenza da persone intorno ai 50 anni. In Avanade abbiamo deciso di ascoltare la voce dei più giovani, coinvolgerli e tenere in conto le loro esigenze. Non si discuterà tanto di aspetti economici o finanziari, ma di strategie e obiettivi”.

Tra questi obiettivi, dice Rantucci, c’è quello di “arrivare al 2025 con un’azienda che abbia dimensioni doppie rispetto a oggi, in termini di presenza sul mercato, di fatturato e di dipendenti. Ma questa crescita non dovrà mai perdere di vista il fattore umano”.

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