L’azienda altoatesina di neve artificiale che imbiancherà le piste delle Olimpiadi di Milano-Cortina

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Michael Mayr

Correvano i primi anni Ottanta. A sud delle Alpi la neve scarseggiava, così Walter Rieder e Georg Eisath, direttori di un’area sciistica dell’Alto Adige, si chiusero nel garage di casa per dare corpo a un’idea che avrebbe potuto risolvere o almeno ridurre il problema. Brevettarono una macchina sparaneve usando un ventilatore per paglia della fattoria di famiglia e ugelli agricoli.

In quel garage altoatesino di Obereggen, dove a un certo punto iniziò ad operare anche Erich Gummerer, nasceva TechnoAlpin: oggi leader dell’innevamento tecnico, vera e propria azienda dal 1990 con 16 sedi in 13 Paesi, 600 dipendenti e una produzione annuale di 5mila generatori di neve. I due padri fondatori Rieder e Gummerer sono – rispettivamente – il presidente e l’amministratore delegato.

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La neve olimpica altoatesina

Le strisce di neve che fendevano le montagne cinesi delle Olimpiadi 2022 sono state prodotte da TechnoAlpin, forte di altre sei olimpiadi e già al lavoro per i Giochi di Milano-Cortina 2026. 

Quella di Pechino è stata un’operazione grandiosa. Parlano i numeri: l’azienda italiana ha installato 400 generatori di neve, tra tecnologie a ventola e a lancia, sette sale macchine e stazioni di pompaggio, una cinquantina di pompe ad alta pressione e nove torri di raffreddamento. Una commessa da 25 milioni circa di euro. 

Il crescendo dei numeri si deve anche ai 6 milioni che ogni anno l’azienda destina alla ricerca e sviluppo. “Lavoriamo con università, istituti di ricerca e società specializzate, abbiamo un centro di ricerca qui a Bolzano e uno Francia. Una trentina di ingegneri e fisici lavorano per migliorare il prodotto, guadagnando in efficienza”, spiega Michael Mayr, manager dell’area asiatica, al timone dei mercati di Corea, Giappone, Cina e Mongolia.

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Generatori che imbiancano i pendii di tutto il mondo

Nella sede centrale di Bolzano è nata pure un’accademia interna che forma i dipendenti e istruisce i clienti, 300 annualmente

I generatori di neve della TechnAlpin, giallo fiammante, struttura aerodinamica che ne fa oggetti da design (il TR8 ha vinto liF Design Award), sono attivi in tutto il mondo, imbiancano i pendii per chi scia per diletto e per professione: si calcola che il 95% delle gare della Fis (Federazione Internazionale di Sci) avvenga  su neve tecnica, “perché possiamo creare la neve che ha la densità chiesta dagli atleti. La neve naturale, invece, crea più incognite”, dice Mayr. 

La neve anche sopra allo zero termico

Grazie a TechnoAlpin e competitor possiamo sciare anche se l’inverno è asciutto. Ma cosa accade quando – ed è il caso di quest’anno – le temperature sono alte e spesso superano lo zero termico? “Possiamo fare neve anche a +2 e +3, basta che l’umidità sia bassa. È la fisica comunque che comanda, devono esserci le condizioni affinché l’acqua ghiacci”. 

Quanto alla sostenibilità delle operazioni di innevamento è evidente che buona parte dell’acqua impiegata per produrre neve venga riciclata, ma una buona percentuale si disperda. Così come i generatori hanno guadagnato in efficienza ma chiedono energia. 

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