Juventus, l’eliminazione in Champions fa male anche in Borsa: il titolo crolla ai minimi da 5 anni

juventus fuori dalla champions, crolla il titolo in Borsa
Photo by Aitor Alcalde -Getty Images
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Doveva essere la serata della svolta, la partita che avrebbe confermato la rinascita di un gruppo. E, invece, si è trasformata in un incubo ormai troppo frequente per i tifosi bianconeri. Costretti a vedere, per il terzo anno consecutivo, la Juventus salutare la Champions League agli ottavi di finale. E non per mani di un grande club, ma di un avversaria, il Villareal, più che alla portata delle proprie capacità. Proprio come già accaduto contro il Lione due anni fa e contro il Porto l’anno scorso. Anche se in quei casi, almeno, la Juventus era riuscita quantomeno a pareggiare i conti, venendo eliminata per i gol in trasferta. Regola, tra l’altro, abrogata proprio a partire da questa edizione. E che, forse, mai come quest’anno, avrebbe fatto comodo alla banda di Allegri.

Il titolo Juventus crolla in Borsa

Caduta sotto i colpi del sottomarino giallo, oggi la Juventus non fa i conti solo con l’amarezza e la rabbia per l’ennesima prematura eliminazione, ma anche con il sentiment degli azionisti. Sempre più delusi da quanto visto sul campo, anche in relazione agli sforzi economici effettuati nel giro di qualche mese, come il nuovo aumento di capitale da 400 milioni di euro sottoscritto alla fine del 2021, l’arrivo di Dusan Vlahovic (diventato l’acquisto più costoso nella storia del calciomercato invernale), e le continue sofferenze di bilancio, rappresentate da una perdita di 119 milioni di euro nel primo semestre dell’esercizio 2021/2022 chiuso il 31 dicembre 2021.

Aggiungendo il fattore che la qualificazione ai quarti di finale avrebbe portato 10,6 milioni di euro in più nelle casse di Madama, non è quindi un caso se oggi il titolo Juventus sta replicando a Piazza Affari la delusione e la sofferenza vista ieri sul campo, con le azioni che stanno andando incontro a un crollo del 9%, precipitando dal prezzo di 0,34 euro a 0,30 euro. Ai minimi da oltre 5 anni, da febbraio 2017. Dimostrazione di un quinquennio tutt’altro che roseo per la società del presidente Agnelli, già finito nel mirino dei media e della Uefa per la creazione effimera della Superlega, che, adesso, sta tornando in voga.

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