L’open source è la ricetta per rinnovare profondamente la Pubblica amministrazione

(Getty Images)
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di Gianni Anguilletti, VP Med Region, Red Hat

Tra le innumerevoli ripercussioni che l’emergenza pandemica ha portato sul panorama macroeconomico globale c’è senza dubbio una forte spinta all’innovazione. Spinta per certi versi obbligata, che ha portato organizzazioni di ogni settore e tipologia a rivedere profondamente i propri processi, anche in ottica di remote working.

Se nell’immediato questo si è rivelato un problema importante da affrontare, in una prospettiva di più ampio respiro non mancano gli aspetti potenzialmente positivi, di cui aziende e organizzazioni possono fare tesoro. Gli ultimi ventiquattro mesi hanno portato alle iniziative di trasformazione digitale un’accelerazione mai vista prima, che ha di fatto aperto nuove prospettive future.

Se la situazione emergenziale pare oggi lentamente avviarsi verso la normalità, sono molte le opportunità emerse in questi anni che sarebbe un peccato lasciar cadere in nome di un non meglio precisato ritorno allo status quo. L’innovazione per sua natura non può fermarsi, e deve cogliere ogni circostanza, anche quella potenzialmente più critica.

In tema di open source, la pandemia ha ulteriormente accelerato una tendenza già in atto da tempo. Infatti, la costante incertezza economica e la presenza ancora significativa di sistemi IT legacy avevano già spinto, anno dopo anno, gli enti della pubblica amministrazione ad affidarsi progressivamente all’open source al fine di modernizzare le loro infrastrutture IT e offrire ai cittadini servizi sempre più efficienti e moderni.

Gianni Anguilletti, VP Med Region, Red Hat

In questo scenario gli stimoli alla ripresa messi in campo da vari Paesi potrebbero avere un impatto positivo di lungo termine sul settore pubblico. Con le ingenti risorse che mettono a disposizione, i piani di ripresa stanziati a livello nazionale daranno un’ulteriore forte spinta alla digitalizzazione, imponendo parallelamente alle realtà pubbliche la necessità di razionalizzare le proprie iniziative, puntando su progetti di ampio respiro in grado realmente di modificare lo stato attuale della pubblica amministrazione nel suo rapporto con cittadini e aziende, nel segno di un’inclusione sempre maggiore.

Da rilevare inoltre come la continua evoluzione di quadri normativi e policy ha fatto sì che la pubblica amministrazione non sia più solo un utente della tecnologia, ma un attore più che mai impegnato nel contribuire attivamente allo sviluppo di nuovi standard e piattaforme da rendere disponibili anche al di fuori dagli ambiti tradizionali con l’obbiettivo di “fare sistema”. In quest’ottica le architetture “open hybrid cloud” permettono di raggiungere nuovi livelli di sostenibilità e autonomia, eliminando ogni forma di lock-in e liberando il pieno potenziale del settore pubblico.

Una circolazione di informazioni più efficiente

Digitalizzazione e interoperabilità sono concetti strettamente collegati tra loro; guardando al futuro, elementi come open data, open standard e open source, che da sempre sono in simbiosi, giocheranno un ruolo fondamentale per rendere questa evoluzione digitale permanente e progressiva, a tutto vantaggio delle diverse parti in causa, primi tra tutti i cittadini.

La scelta di standard condivisi e di piattaforme open può annullare di fatto i rischi di lock-in, permettendo una circolazione efficiente ed efficace di informazioni e servizi all’interno delle diverse organizzazioni pubbliche, ma anche tra diversi enti, dentro e fuori un medesimo stato. In altre parole, la pubblica amministrazione si sta trasformando nel segno di un reale e-government. Intento già perseguito in passato che sta finalmente diventando realtà a beneficio di tutti.

In questo passaggio, il ruolo dell’open source come catalizzatore dell’innovazione sarà ancor più fondamentale per supportare nuovi processi, nuovi servizi, tempi di risposta inimmaginabili fino a poco tempo fa, un modo nuovo di concepire il rapporto tra pubblica amministrazione e cittadino.

Non si tratta di rivoluzione, ma di sfruttare al meglio quanto oggi già disponibile in termini di di tecnologie abilitanti, che Red Hat è in grado di amplificare con il suo approccio e la sua grande esperienza di mercato.

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