“La cultura sarà decisiva per la ripresa”: cosa dice il report di Generali sullo stato dell’arte italiana

Marco Sesana, country manager e ceo di Generali Italia
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È stato appena presentato il rapporto “Quanto è (ri)conosciuta l’arte italiana all’estero”, a cura di Silvia Anna Barrilà, Franco Broccardi, Maria Adelaide Marchesoni, Marilena Pirrelli e Irene Sanesi.

Pubblicato dallo studio di professionisti per l’arte e la cultura BBS-Lombard con il sostegno di Arte Generali, dal report è emerso un interessante scenario.

Da un’accurata analisi in merito alla visibilità dell’arte italiana contemporanea a livello internazionale, i dati hanno fatto luce sul funzionamento del sistema di sostegno alla produzione artistica. L’obiettivo dello studio è stato fissare nuovi traguardi e individuare possibilità di integrazione nel sistema internazionale dell’arte.

Cosa emerge dall’analisi

Un primo step verso una maggiore comprensione del comparto e uno strumento per gli attori coinvolti. Di certo un incentivo a fare rete. Lo studio si è focalizzato sugli artisti nati dopo il 1960, analizzando la presenza delle loro opere nei principali luoghi istituzionali negli ultimi 10-20 anni. Il rapporto è stato suddiviso in due sezioni. La prima raccoglie una serie di interviste a curatori e direttori museali sulle potenzialità dell’arte italiana, la seconda è dedicata all’analisi dei dati e alla mappatura della presenza dell’arte italiana all’estero.

Cattelan e Vezzoli tra gli artisti più seguiti

Sono emersi i nomi degli artisti italiani su cui si concentra l’attenzione internazionale. Tra loro: Maurizio Cattelan, Francesco Vezzoli, Monica Bonvicini, Enrico David, Paola Pivi, Tatiana Trouvé, Roberto Cuoghi, Rosa Barba. Oltre alla qualità delle loro opere, gli intervistati hanno ribadito l’importanza di esperienze di lavoro all’estero fondamentali per consolidare il network fra curatori, gallerie e musei.

Inoltre, appare evidente che l’arte italiana sia visibile su 76 musei esteri esaminati ma presente solo in 61 collezioni permanenti. Solo pochi i nomi ricorrenti degli artisti nati dopo il 1960 su cui si concentra l’attenzione internazionale. A livello mediatico, su 5 milioni di articoli analizzati, gli artisti italiani rappresentano solo il 7% di visibilità, che per i nati dopo il 1960 cala all’1,87%.

Palazzo Bonaparte

Fare sistema per competere a livello internazionale

Interessante il riconoscimento economico del sistema italiano. C’è un riscontro per i maestri del Dopoguerra, mentre sono solo in dieci i nati dopo il 1960 con un fatturato complessivo pari a 1,7 milioni di sterline da Christie’s e 1,4 milioni da Sotheby’s. Emerge quindi in maniera chiara quanto l’arte contemporanea italiana possa essere valorizzata attraverso un approccio più strutturato, che permetta al Paese di fare sistema per competere su mercati internazionali.

Peculiare il contributo in questa analisi di Arte Generali, piattaforma di servizi dedicata all’assicurazione delle opere d’arte. Molteplici soluzioni assicurative basate soprattutto sulla digitalizzazione di servizi specializzati, per collezionisti privati e istituzioni museali a livello globale. Il contributo è stato un’analisi redatta grazie al supporto dei sistemi di intelligenza artificiale di Wondeur, partner esclusivo in Europa, sul sistema dell’arte italiana.

Palazzo Bonaparte

Milano è la città più all’avanguardia

Dall’analisi è emerso quanto sia fondamentale il potere culturale delle città. Tra queste, Milano è quella più all’avanguardia dell’ecosistema italiano per gallerie, musei, centri culturali e fondazioni. Se la capitale meneghina spicca per visione strategica e capacità di attrarre finanziamenti, la sua propensione al rischio è paragonabile a quella di Roma e Venezia, perché il sostegno agli artisti emergenti è ancora troppo basso. Mentre al top della classifica internazionale ci sono Parigi, Berlino e Los Angeles.

Il commento di Marco Sesana, ceo di Generali Italia

“Come Partner di Vita delle persone e della comunità riconosciamo nel patrimonio culturale e artistico italiano un immenso valore come elemento fondante dell’identità del Paese. Come motore che genera emozioni capaci di unire le persone, e come risorsa per le generazioni future. Come confermano gli investimenti previsti dal PNRR, arte e cultura sono una risorsa decisiva e strategica per la ripresa”. Queste le parole di Marco Sesana, country manager e ceo di Generali Italia, alla presentazione del rapporto a Palazzo Bonaparte, storico palazzo di Roma restaurato nel 2019 da Generali.

“Proteggiamo l’arte per renderla accessibile a più persone”

Per questo, siamo felici di contribuire a presentare questo report, nato con l’obiettivo di monitorare la visibilità degli artisti italiani contemporanei a livello internazionale. In qualità di assicuratore il nostro compito è quello di proteggere: proteggiamo le opere d’arte con Arte Generali. Proteggiamo le emozioni con Valore Cultura, il progetto di Generali Italia che si impegna a sostenere l’arte e la cultura per renderle accessibili a un pubblico più ampio”.

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