Come il dispositivo di questa Under 30 rileva le malattie respiratorie tramite l’analisi vocale

Arianna Arienzo
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Articolo tratto dal numero di maggio 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

In casa, Arianna Arienzo ascoltava spesso i genitori, entrambi pneumologi, discutere su come poter rendere l’assistenza sanitaria più accessibile. La passione verso il campo sanitario è stata quindi inevitabile e nel 2020 ha dato vita a VoiceMed, piattaforma che aiuta i pazienti con patologie respiratorie croniche a monitorare la loro salute da remoto, facilitando lo scambio di informazioni con i medici. L’idea di VoiceMed è arrivata durante una competizione internazionale ed è frutto di diverse menti brillanti: la biologa computazionale Ayana Martins, Cedric Tamavond, ingegnere esperto di prodotto, e Arianna stessa. “Da piccola, ascoltavo i miei genitori parlare a telefono con i loro pazienti, e mi chiedevo come si potesse monitorare la loro salute tramite una chiamata”, ricorda.

Per farlo, la piattaforma sfrutta la tecnologia proprietaria di analisi delle caratteristiche della voce e dei biomarcatori vocali, tramite algoritmi di machine learning allenati con una banca dati proprietaria costruita in contesti clinici. La tecnologia viene messa a disposizione del paziente tramite un’app sul telefono o tramite l’integrazione Api con altri applicativi già esistenti, ed è in grado di rilevare i cambiamenti nell’andamento della malattia, utili per prevenire e gestire attacchi di crisi respiratoria.

Un sistema di questo tipo ha un vantaggio competitivo rispetto alle altre app sul mercato, essendo in grado di dare all’utente informazioni sul suo stato di salute e, allo stesso tempo, migliorare la qualità della vita tramite gli esercizi della respirazione. Si crea così una routine, che aumenta l’aderenza al piano terapeutico prescritta dal medico. I benefici sono evidenti: aumento della qualità di vita dei pazienti, riduzione di visite non prenotate e dell’ospedalizzazione. Oltre alle patologie respiratorie croniche, VoiceMed funge da abilitatore per altre strutture di ricerca di biomarcatori vocali, offrendo la tecnologia di data processing del campione di voce, isolamento dai rumori di sottofondo e qualità del segnale, fondamentale per clinical lab, pharma e strutture di ricerca.

Dal lancio, il team di VoiceMed conta oggi dieci persone (attualmente opera in Lussemburgo e in Italia) e ha raccolto più di 675mila euro. “Molti investitori hanno creduto in noi, ma quelli con cui abbiamo deciso di collaborare sono Padda Health, l’accelerazione di Lazio Innova e Digital Magics. Oltre a investitori privati, anche tante realtà pubbliche ci hanno sostenuto come l’Unione Europea con il bando CovidX e il governo del Lussemburgo con Fit4Start”. Attualmente, i loro partner ospedalieri principali sono il Luxembourg National Santè, la Asl di Torino con l’ospedale Amedeo di Savoia e l’ospedale Spallanzani di Roma. Ma la volontà è quella di “espandere il network di enti ospedalieri dotati di centri con pazienti asmatici”.

Liceo scientifico tra l’Italia e l’Australia e una laurea in Business administration tra Roma e Barcellona, è a San Francisco, mentre lavorava per la società di consulenza Silicon Foundry, che Arianna ha avuto l’occasione di lavorare nell’ecosistema dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale. Da quel momento, il suo obiettivo è diventato dare a tutti la possibilità di conoscere il proprio stato di salute, in qualsiasi luogo del mondo. Ora, ne ha un altro ancora più ambizioso: raggiungere più di 10 milioni di utenti entro il 2030.

“La voce è la nuova dimensione del dato, la maniera più diretta di interazione e di comunicazione che coinvolge più generazioni. La nostra strategia prevede un’applicazione business to consumer, che mette l’utente al centro del prodotto. Strategiche saranno anche le partnership future, che ci permetteranno di presidiare nuove aree geografiche”. Il tutto continuando a espandere i trial clinici per l’acquisizione di dati di qualità, rafforzando la rete di contatti con medici, utenti e investitori. “Lavorare nel settore sanitario per me è un driver motivazionale, che mi fa pensare a quel che ha detto Schopenhauer: ‘La salute non è tutto ma senza salute tutto è niente’”. 

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