Come diversificare i propri investimenti: una lista di 20 bottiglie di vino da collezione

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Articolo di Luca Giardini tratto dal numero di maggio 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Il proliferare di società di consulenza, siti tematici, portali, videocorsi, tutorial, dedicati ai cosiddetti ‘vini da investimento’, avvenuto, paradossalmente ma non troppo, proprio nel periodo della pandemia da Covid-19, è il chiaro segnale che l’interesse del pubblico degli eno-appassionati italiani, storicamente refrattario, si sia definitivamente risvegliato. Un forzato contatto con il concetto, anche filosofico, sotteso a quelli usualmente censiti come asset della passione (pleasure asset), ovverosia ai beni da collezione che, rispondenti a determinate caratteristiche, possano registrare rendimenti incrementali con il trascorrere del tempo, diventano, per alcune bottiglie di specifiche annate, caratterizzate da una ovvia diminuzione dell’offerta contrapposta ad un aumento della domanda, realtà anche in un mercato come il nostro, composto sostanzialmente di acquisto per consumo.

Del resto in altre parti del mondo la tematica è già molto ‘calda’. Non è sicuramente un caso che la Borsa del Vino, ovverosia il Liv-Ex, (London International Vintners Exchange) fondata nel 2000 da James Miles e Justin Gibbs, abbia fatto registrare, negli ultimi tre anni, un incremento nei membri di circa il 30%, associato a un interesse crescente di tutti i player del settore (che, per inciso, non solo comprano e vendono vino, ma si occupano anche di stoccaggio, logistica ed assicurazioni) per un mercato ormai diventato a tutti gli effetti una maniera di diversificare il portafoglio d’investimento. Un linguaggio fantascientifico fino a pochi anni fa, ora invece diventato materia quotidiana tra gli addetti ai lavori, mentre per gli appassionati è palpabile la curiosità per i cosiddetti fine wines. Ovviamente, con l’irrobustirsi della domanda, anche l’offerta si è adeguata, ed ecco non più soltanto Borgogna o Bordeaux, Napa Valley o Cile, ma anche diversi tra i più conosciuti vini italiani trasformarsi in oggetto dei desideri. Questa è la mia lista di vini pregiati, da investimento, su cui sarei disposto a scommettere per il futuro.

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TOP 20 

  • Ornellaia

Toscana Rosso Igt Masseto

Una bottiglia-fotografia della vocazione di un territorio. Merlot in purezza che rintocca in tutte le sue componenti varietali, more, alloro, foglia di pepe e una traccia balsamica al naso, alla bocca complesso, denso e molto persistente. 

  • Giacomo Conterno

Barolo Docg Riserva Monfortino 

Uno degli apici della moderna enologia italiana. Un vino sussurrato, elegante e materico. Naso di rosa canina, lampone nero, mentuccia selvatica, poi chiodi di garofano. Palato con tannini salini, persistenza inarrivabile.

  • Tenuta San Guido 

Bolgheri Sassicaia Doc Sassicaia 

Un vino e un territorio iconico, una bottiglia che ha inaugurato, con la ribalta internazionale, la stagione moderna dell’enologia italiana. Piccoli frutti rossi al naso, poi sferzate floreali, vellutato, profondo e insieme di grandissima beva.

  • Ornellaia

Bolgheri Superiore Doc Ornellaia 

Uno dei simboli della moderna viticoltura italica, un vino totale. Raffinato blend Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot, naso di confettura di more con tocchi di salvia fresca e rosmarino, beva ampia, ricca, succosa, persistente.

  • Mascarello Giuseppe e Figlio

Barolo Docg Riserva Ca’ d’ Morissio

50 anni di storia vitivinicola in una bottiglia mitologica. Naso con note di susina selvatica, poi tocchi balsamici, boisé e di liquerizia, con sentori di geranio. Tannini acido-salini al palato, densità, lunghissima persistenza.

  • Bruno Giacosa

Barbaresco Docg Riserva Asili

Una splendida interpretazione di Barbaresco, cru di vocazione travolgente, vinificazione dalla mano fatata. Una bottiglia suadente e vellutata: naso di ribes rosso, con bella traccia di pungitopo, incenso e note terrose. Beva dosata, densa, succosa e persistente.

  • Il Marroneto

Brunello di Montalcino Docg Riserva Madonna delle Grazie

Un Brunello emozionante, da una delle cantine che hanno contribuito a costruirne il mito. Lavoro di grande precisione in vigna e cantina, naso sfaccettato, chinotto, visciole sotto spirito, tocchi di alloro fresco. Bocca succosa, tesa, con tannini salmastri.

  • Quintarelli

Amarone della Valpolicella Docg Classico Riserva

Hai detto Quintarelli e hai detto Valpolicella, un Amarone che ha le stimmati del vecchio artigianato, capace tuttavia di rinnovarsi ad ogni annata. Naso di ciliegie sotto spirito, con tocchi di liquirizia e menta. Palato invitante, tannini sapido-salini, grande persistenza.

  • Soldera 

Toscana Igp/Igt Case Basse

Una leggenda ilcinese per questo Brunello che dal 2013 diventa Toscana Igt, raccontando una collocazione unica. Vinificazione naturale, naso di ribes nero, tocchi terrosi, floreali di peonia, sferzate di arancia rossa. Bocca con tannini sapido-salini, grande persistenza. 

  • Tua Rita

Toscana Igt Redigaffi

Un vino protagonista di una moderna mitologia italiana, nato dall’ossessione per la lettura e interpretazione di un territorio. Naso di melograno, tocchi di tabacco, eucalipto e note iodate, palato denso e di spessore, con persistenza lunghissima.

  • Gaja 

Barolo Docg Sperss

Una delle etichette capaci di creare la fama di Serralunga, fin dal 1988. Naso sfaccettato e ricchissimo, note di frutti di bosco in confettura, sottobosco, poi ginepro e bella chiusura di anice stellato. Bocca succosa, tannini salmastri, grande beva.

  • Marchesi Antinori

Toscana Igt Solaia

Un Supertuscan magistrale, una fotografia a colori del Chianti Classico. Blend perfettamente dosato di Cabernet Sauvignon, Sangiovese e Cabernet Franc. Naso di freschezza, con tocchi agrumati. Beva con tannini sapido-salmastri, molto persistente.

  • Biondi Santi

Brunello di Montalcino Docg Riserva Greppo

Un emblema della viticoltura ilcinese, da una Tenuta che ha fatto la storia della denominazione. Un vino di densità e croccantezza clamorose, naso di mirtilli, con tocchi di scorza di sanguinella e alloro, il palato ha tannini salmastri, tensione e ritorno agrumato.

  • Casanova di Neri

Brunello di Montalcino Docg Riserva Cerretalto

Il sogno di Giovanni Neri, poi perpetuato dal figlio Giacomo, concretizzato in uno degli apici espressivi di Montalcino. Marmellata di lampone al naso, tocchi di noce moscata e alloro. Bocca con tannini sapidi e vellutati, finale con ritorno fruttato-officinale.

  • Roberto 

Voerzio 

Barolo Docg 

Rocche dell’Annunziata

Da uno dei grandi cru di La Morra, un vino giocato su di un equilibrio magistrale. Lamponi in marmellata al naso, con tocchi di sottobosco, curcuma e pepe bianco, poi rosa canina. Bocca con tannini iodati, molto persistente, con ritorno speziato-fruttato.

I cinque vini su cui punta Luca Gardini

  • Tenuta Sette Ponti 

Toscana Igt Sette 

Castiglion Fibocchi, un vino eccezionale, di enorme peculiarità, composto da 7 cru differenti, lavorazioni in legno e cemento, naso finissimo, di piccoli frutti rossi, lampone in testa, tocchi di alloro, bocca di sapidità e tensione, con tannini salmastri.

  • Hofstatter 

Alto Adige Doc Pinot Nero Ludwig Barth Von Barthenau Vigna Roccolo 

L’ossessione della famiglia Foradori per il Pinot Nero in una bottiglia eccezionale, il nadir della denominazione altoatesina. L’altopiano di Mazzon carica di note ‘dark’ un magnifico vino che sa di sottobosco e frutti neri, con persistenza e croccantezza uniche.

  • Ca’ Del Bosco

Franciacorta Docg Riserva Dosaggio Zero Annamaria Clementi 

Una pietra miliare nella denominazione, che ad ogni uscita sfida il terreno dell’eleganza e della precisione. Naso con ricordi di pesca bianca con tocchi di timo cedrino, poi un finale balsamico-mentolato. La beva è croccante e iodata, persistente.

  • Petrolo

Val d’Arno di Sopra Doc Merlot Vigna Galatrona 

L’apoteosi del lavoro di precisione ed accuratezza che Luca Sanjust svolge ormai da anni a Petrolo, un vino magico, di carattere ma anche rotondo, iodato e molto agrumato, con finale fresco e di grande persistenza.

  • Terlano 

Alto Adige Doc Pinot Bianco Rarity

Una prova tangibile delle possibilità di invecchiamento dei vini bianchi altoatesini in questa bottiglia, maturata per almeno 10 anni sui lieviti. Naso di melone bianco, tocchi di rosmarino e camomilla, poi pepe bianco. Bocca croccante, densa, sapida. 

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