Futuro, innovazione e digitalizzazione: si è svolta a Milano la prima edizione dello Young Innovators Business Forum

Gabriele Ferrieri Anni
Gabriele Ferrieri, presidente Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI)
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80 speaker, oltre 500 partecipanti in presenza e circa 500.000 utenti collegati in diretta streaming nel corso della giornata. Sono stati questi i numeri dello Young Innovators Business Forum: un evento per mettere a confronto giovani e istituzioni sui temi dell’innovazione e della digitalizzazione. Lo Yibf, organizzato dall’Associazione nazionale giovani innovatori, ha visto tra gli interventi anche quello del presidente del Consiglio Mario Draghi e del ministro per le Politiche giovanili Fabiana Dadone. Nella cornice di Palazzo Mezzanotte a Milano, non si è discusso solo di futuro ma anche di presente attraverso le voci dei giovani imprenditori che stanno facendo la differenza da nord a sud.

“Siamo davvero felici del risultato raggiunto nella prima edizione di questo evento”, ha commentato il presidente dell’Angi Gabriele Ferrieri. “Abbiamo scelto Milano come città ospitante perché rappresenta la capitale dell’innovazione italiana e la città con maggiore concentrazione di operatori del digitale. La telefonata che ho ricevuto dalla segreteria del presidente del Consiglio Mario Draghi, inoltre, è stato un grande attestato di stima e fiducia che ripaga l’impegno e il lavoro che abbiamo svolto al servizio dei giovani, delle istituzioni e delle imprese italiane”.

La partecipazione allo Young Innovators Business Forum

L’intervento di Danilo Iervolino

“Seguire il tema dei giovani inattivi”, ha spiegato il ministro Dadone, “non è facile. Abbiamo provato a guardare cosa fanno negli altri Stati e provato ad abbattere i muri istituzionali. Bisogna parlare con i giovani, non più con i genitori. Abbiamo messo in piedi una piccola fiera del lavoro in giro per il territorio proprio per parlare con loro, spiegando come il Pnrr è pensato proprio per loro, con i soldi che verranno impegnati per modelli nuovi a livello scolastico e sulla transizione digitale. Quello che si deve fare è lavorare ancora di più sulle competenze digitali. C’è una parte della popolazione giovanile che è molto pronto su questo tema, mentre su un’altra parte stiamo lavorando proprio per dare queste competenze, affinché possa venir utilizzata sul fronte lavorativo e non solo sui social”.

Tra gli interventi anche quello di Danilo Iervolino, proprietario di Bfc Media e presidente della Salernitana. “Oggi viviamo in un’epoca di grandi cambiamenti, in cui il digitale ha trasformato radicalmente le nostre abitudini quotidiane”, spiega Iervolino. “Siamo diventati tutti tecno-entusiasti perché abbiamo compreso che la tecnologia può aiutarci a vivere meglio. Sono importanti, dunque, i progetti delle grandi opportunità, come quelli portati avanti da Angi, che puntano sulla nanotecnologia, sulla robotica, su internet. Mi sento di spronare i giovani innovatori presenti ricordando loro che, per arrivare al successo, è necessario provare e non avere paura del fallimento, poiché, dietro quest’ultimo, si cela una grande opportunità di crescita personale e professionale”.

Presenti all’evento anche l’assessore al Bilancio e Patrimonio Immobiliare del comune di Milano, Emmanuel Conte, e il direttore Board Innovazione Tecnologica e Digitale, Layla Pavone.
Spazio anche ai principali attori delle istituzioni e delle agenzie governative italiane che hanno confermato come l’innovazione rappresenti il veicolo dell’attuale cambiamento epocale, un acceleratore di ogni progetto e processo.

Soluzioni e analisi per il futuro

L’edizione 2022 dello Young Innovators Business Forum, inoltre, è stato palcoscenico della presentazione in esclusiva nazionale dell’indagine demoscopica “Giovani, Innovazione e Transizione digitale” primo Rapporto sui Giovani innovatori e la Transizione digitale in Italia, a cura di Roberto Baldassari, direttore generale Lab21.01 e direttore del Comitato Scientifico Angi. In questo documento si illustrano i punti su cui bisognerebbe insistere per rendere possibile la trasformazione tecnologica e digitale del Paese: rientro dei cervelli italiani in fuga, aumento di livello di competitività economica dell’Italia rispetto ai Paesi dell’Unione Europea e investimenti pubblici e privati in alta formazione digitale.

Lo Yibf è stato inoltre un incubatore delle nuove tecnologie e strumento di crescita e formazione professionale partendo dal presupposto che, il mondo della trasformazione digitale è sempre più spesso un elemento centrale di connessione sociale, economica e ambientale. Tutti gli attori del settore, infatti, si sono uniti per far conoscere, non solo le loro competenze e abilità, ma anche per parlare dell’attuale realtà sociale ed economica che sta subentrando con determinazione nella vita di tutti.

“Per investire bisogna trovare le condizioni in Italia perché gli imprenditori trovino convenienza a venire qui”, ha spiegato Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani della Cattolica di Milano. “Da anni sono tre le condizioni considerate di disincentivo a investire in Italia: primo il livello della tassazione e la complicazione del fisco; secondo la lentezza della pubblica amministrazione e la burocrazia e terzo la lentezza della giustizia. Ora questi aspetti sono i tre principali aspetti del Pnrr, questo è riconosciuto ed è una cosa positiva ora si tratta di fare queste riforme”.

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