Così questa azienda di prodotti nutraceutici sta andando alla conquista di un mercato da 13 miliardi di euro

Agaton
Da sinistra Roberto Matarazzo, Eugenio Claudio Rossano (fondatori di Agaton) e Pietro Giannitti, socio dal 2013 e direttore finanziario
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Articolo tratto dal numero di luglio 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Agaton in greco antico significa “buono, nobile, valente”, ed è il nome con cui nel 2011 due italiani, Eugenio Claudio Rossano, laureato in chimica organica, e Roberto Matarazzo, laureato in biologia, hanno deciso di battezzare la loro società, specializzata in ricerca, sviluppo e commercializzazione di prodotti nutraceutici, ovvero derivanti da fonti naturali, cosmetici e dispositivi medici. Il riferimento è, in questo caso, alla salute delle persone e a ciò che i due vorrebbero donare loro, ovvero “qualcosa di buono”. Quello legato al benessere, alla longevità e alla prevenzione infatti è un trend sempre più presente in ambito industriale e commerciale, con un mercato in forte crescita specialmente in Italia.

“Il mercato degli integratori vale 13 miliardi di euro in Europa, di cui quattro miliardi solo in Italia”, afferma Pietro Giannitti, socio dal 2013 e direttore finanziario. “La crescita media del fatturato, in questo settore, è circa dell’8%. Agaton presenta una crescita di oltre il 30% annuo e crediamo di raddoppiare il fatturato nel corso del triennio 2022-2025, arrivando a 15 milioni di euro”. La società punta a espandersi anche a livello internazionale e conta oggi 80 informatori, un bassissimo turnover e prodotti che hanno scalato le classifiche di vendita nei loro settori di mercato. Il rigore scientifico, come testimoniato da Rossano, che è anche direttore scientifico di Agaton, è alla base delle linee di prodotti della società.

Quanto conta oggi un approccio al benessere secondo una logica di prevenzione, oltre che di cura?

La prevenzione è una delle idee ispiratrici della nostra azienda. Esistono modelli internazionali di successo su questo tema, come ad esempio il Servizio sanitario canadese, che fu il primo a investigare l’approccio nutraceutico su longevità e benessere. Attraverso la prevenzione è possibile, con sostanze naturali, arrivare a una condizione in cui il ricorso al farmaco sarà sempre minore. Questo può ridurre sensibilmente la spesa sanitaria e siamo convinti che il nutraceutico possa darci questi e altri benefici, a fronte di una sostanziale assenza di effetti collaterali.

Che tipo di sostanze vengono utilizzate nel campo nutraceutico e nei vostri prodotti?

Utilizziamo sostanze naturali, consentite dagli organi di vigilanza europei e nazionali. Tutte sostanze che hanno indicazioni e claim salutistici. Il successo di Agaton risiede nella qualità dei prodotti, ovvero sia nella razionalità delle formulazioni, sia nella scelta accurata di principi attivi di pregio e tracciabilità. Agaton utilizza molto i principi attivi cosiddetti ‘fitosomiali’, ovvero inclusi in veicoli micrometrici o addirittura nanometrici, che ne consentano un completo assorbimento.

Esiste un cambio di cultura tra il ‘trattare’ e il ‘prevenire’ anche tra i medici?

Inizialmente si è diffuso un certo scetticismo verso questo tipo di approccio. Il nutraceutico veniva percepito come qualcosa di innocuo, ma non di utile. Grazie a studi e dimostrazioni empiriche, la mentalità è cambiata. Agaton non si rivolge all’utente finale, ma agli specialisti del settore sanitario, al farmacista e soprattutto al medico, affinché siano queste figure a consigliare i prodotti. Il fatto che la crescita delle vendite sia così progressiva significa che il medico è ora ben disposto verso il nutraceutico e comincia a differenziare, capendo quali aziende lavorano su consistenze sicure e scientifiche, e quali no.

C’è una crescente esperienza di studi scientifici sul nutraceutico?

Agaton ha pubblicato 24 studi clinici sui prodotti utilizzando i propri brand, poiché è consentito questo tipo di approccio nell’ambito nutraceutico. E siamo stati testimoni della volontà della classe medica di approfondire gli effetti salutistici dei prodotti Agaton. Noi trattiamo il nutraceutico con la stessa dignità scientifica che viene solitamente dedicata ai prodotti squisitamente farmaceutici. Tra i tanti studi che abbiamo condotto, alcuni sono andati al di là delle nostre aspettative. Per esempio, conducemmo uno studio su 120 pazienti sulla scala del dolore neuropatico, seguendo un criterio che viene applicato ai farmaci. Grazie a questo studio, presentato alla Società italiana di medicina fisica e riabilitativa e pubblicato sulla rivista scientifica Minerva Medica, abbiamo riscontrato una sostanziale eradicazione del dolore neuropatico in alcune patologie. Altri studi hanno riguardato effetti di riabilitazione post ictus o post operatoria, di riduzione del colesterolo e di riduzione degli effetti delle cefalee. Per Agaton è comunque sempre importante considerare un giusto equilibrio tra farmaceutica e nutraceutica, mantenendo la massima correttezza scientifica nella comunicazione. Pari importanza attribuiamo alla ricerca, cui Agaton dedica circa il 10% del fatturato: un impegno, condotto in collaborazione con prestigiosi enti accademici, sicuramente molto rilevante per una pmi.

Quali sono le prospettive di sviluppo per Agaton?

Il direttore commerciale e cofondatore della nostra azienda Roberto Matarazzo ha mostrato come i lusinghieri risultati di fatturato sinora raggiunti siano stati realizzati con la copertura di sole dieci regioni. È lecito attendersi che applicando questo modello di successo a tutto il territorio nazionale, tramite l’assunzione di altri 80 informatori scientifici e di altri quattro o
cinque area manager, si possa passare nel prossimo triennio dalle attuali 500mila confezioni annue vendute ad almeno un milione, arrivando a quell’auspicato raddoppio del fatturato.

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