L’ex consigliere di Putin Anatoly Chubais è in terapia intensiva: si sospetta un avvelenamento

Anatoly Chubais
(foto Alexander Aleshkin/Epsilon/Getty Images)
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È stato uno dei primi alti funzionari russi a rompere con Putin dopo l’invasione dell’Ucraina. Ora Anatoly Chubais, architetto delle grandi privatizzazioni degli anni ’90 e inviato per il clima di Mosca dal 2020 al 2022, è ricoverato in ospedale in gravi condizioni. Varie testate e attivisti russi d’opposizione parlano di un possibile avvelenamento.

La Associated Press afferma che Chubais si trova “in un ospedale europeo” ed è stato colpito all’improvviso da una “sindrome neurologica”. L’agenzia russa Tass ha aggiunto che l’ex consigliere di Putin è in terapia intensiva. Secondo diverse fonti, si sarebbe sentito male mentre si trovava in vacanza in Costa Smeralda, in Sardegna.

Chi è Anatoly Chubais

Nato nel 1955 a Borisov, nell’attuale Bielorussia, negli anni ’80 Chubais fu uno dei primi economisti sovietici a sostenere i principi del libero mercato. Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 sostenne l’ascesa di Anatoly Sobchak, primo sindaco eletto per via democratica a San Pietroburgo, considerato il mentore di Putin.

Proprio la figlia di Sobchak, Ksenia, ha scritto su Telegram di avere saputo dalla moglie di Chubais che l’ex collaboratore di Putin ha la sindrome di Guillain Barre: una malattia del sistema nervoso, provocata da un’infezione, che provoca l’indebolimento dei muscoli.

L’era delle privatizzazioni

Chubais arrivò sulla scena nazionale nel 1991, quando l’allora presidente, Boris Eltsin, gli affidò il dipartimento incaricato della privatizzazione delle proprietà dello stato. È stato poi capo dello staff del presidente e vice primo ministro.

Nel 1996 Chubais guidò anche il comitato per la rielezione di Eltsin. A poche settimane dal voto, i sondaggi davano il presidente in netto svantaggio rispetto al leader del partito comunista, Gennady Zyuganov. Chubais, come ha scritto Fabrizio Dragosei sul Corriere della Sera, allestì allora un piano “per ottenere l’appoggio degli oligarchi e assicurare la rielezione di Eltsin. In cambio lo Stato dovette cedere a prezzo di svendita alcune delle sue più importanti aziende”.

Fu l’operazione che permise a molti degli uomini più ricchi della Russia di accumulare enormi patrimoni. I critici la bollarono come ‘la rapina del secolo’.

Anatoly Chubais e Putin

Anatoly Chubais è stato a lungo uno stretto collaboratore di Putin. Ha guidato la United Energy System of Russia, monopolio statale dell’energia tra gli anni ’90 e il 2008, e Rusnano, la società creata dal governo per lo sviluppo delle nanotecnologie, prima di diventare inviato per il clima.

Il rapporto con il Cremlino si è però rotto con l’invasione dell’Ucraina. Già a febbraio la Associated Press citava Chubais tra i principali funzionari russi contrari alla guerra. Chubais aveva anche pubblicato sui social uno foto di Boris Nemtsov, oppositore assassinato a Mosca nel 2015. Sempre via social Kira Yarmysh, portavoce dell’oppositore del Cremlino Alexei Navalny, scrisse invece che Chubais aveva “lasciato la Russia solo perché teme per la sua pelle e per i suoi soldi”.

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