Twitter cambia politica: non combatterà più la disinformazione sul Covid

Elon Musk
Elon Musk (foto Michael Gonzalez/Getty Images)
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Twitter ha smesso di applicare la sua politica relativa alla disinformazione sul Covid. Ad affermarlo è stata la stessa società, mentre il suo proprietario, Elon Musk, continua a trasformare la piattaforma per adottarla alla sua visione della libertà di parola.

I fatti chiave

  • Lunedì notte gli utenti di Twitter hanno notato l’aggiunta di una riga a un rapporto dedicato alla moderazione della disinformazione sul Covid da parte di Twitter. Nell’aggiunta si affermava che la politica della piattaforma non sarebbe più stata in vigore dal 23 novembre.
  • L’azienda non ha fatto annunci formali riguardo alla fine di questa politica, che è comunque allineata a molte delle mosse recenti di Musk. Tra le altre, il ripristino dell’account personale della deputata Marjorie Taylor Greene, una repubblicana dello stato della Georgia che era stata bandita a gennaio per avere diffuso disinformazione sul Covid.
  • Nel 2020 Twitter ha iniziato a segnalare post, a rimuovere contenuti e a sospendere account che diffondevano disinformazione a proposito del Covid. In generale, la compagnia aveva fatto sapere di volere contrastare ogni messaggio che “poteva esporre le persone a un rischio più elevato di trasmettere il Covid-19”.
  • Twitter, a partire da gennaio 2020, in base a questa linea ha rimosso 97.674 contenuti e sospeso 11.230 account.
  • La precedente politica di Twitter sulla rimozione della disinformazione sul Covid era stata elogiata da professionisti della sanità come il chirurgo generale degli Stati Uniti, Vivek Murthy, che lo scorso anno aveva suggerito a tutte le altre piattaforme social di adottare misure simili.

Il contesto

Musk ha definito la nuova politica di Twitter come “libertà di parola, ma non libertà di diffusione”. Ha spiegato che la piattaforma non promuoverà i contenuti negativi e il discorso d’odio, e che gli utenti potranno trovare i tweet incriminati solo se li “cercheranno in modo specifico”, come accade nel resto di internet. Lo stesso Musk ha più volte usato Twitter per condividere commenti discutibili sul Covid e criticare la gestione della pandemia, prima ancora di comprare la piattaforma a ottobre per 44 miliardi di dollari.

Tra le recenti mosse di Musk c’è stata la riammissione su Twitter di account che erano stati banditi, come Greene e altri utenti controversi, a partire dall’ex presidente Donald Trump. Le settimane in cui Musk ha guidato Twitter sono state tumultuose: l’azienda ha perso introiti pubblicitari dopo che diverse aziende hanno sospeso i loro investimenti, preoccupate dalla direzione in cui Musk intende portare la società. Lunedì, Musk ha dichiarato che Apple ha minacciato di rimuovere Twitter dal suo App Store, senza fornire motivazioni. L’azienda ha licenziato circa la metà dei dipendenti in questo mese.

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