Il lancio della navicella giapponese Hakuto-R M1 promette di diventare la prima missione privata della storia a raggiungere la Luna

Il lander nel fairing
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L’11 dicembre, alle 8:38 italiane, è stato lanciato il lander lunare Hakuto-R M1, creato dalla giapponese ispace inc. Pochi minuti dopo il distacco dal secondo stadio del razzo Facon 9, il lander ha disteso le sue gambe e preso contatto con successo con il centro di controllo di Tokyo.

La traiettoria scelta porterà Hakuto-R M1 a ben 1,5 milioni di chilometri dalla Terra. Il lander diventerà quindi la sonda privata a essersi allontanata di più dal nostro Pianeta. Questa traiettoria permette di raggiungere la Luna senza utilizzare una grande quantità di carburante, ma allungherà il tempo di viaggio fino a circa cinque mesi. Nel frattempo è programmato il lancio dei lander americani Nova-C e Peregrine, sviluppati rispettivamente da Intuitive Machines e Astrobotic Technology.

Quest’ultima è una vecchia conoscenza di ispace: entrambe le aziende sono nate infatti poco dopo l’annuncio del “Google Lunar X Prize” del 2007, che avrebbe dovuto premiare il primo privato a raggiungere il nostro satellite naturale. La competizione si è conclusa senza vincitori. Tuttavia le due aziende hanno continuato a lavorare sui propri progetti e nel 2023 saranno le protagoniste di un testa a testa storico per la conquista privata della Luna.

La prima assicurazione “lunare”

Anche se il suo esito è ancora incerto, la missione M1 ha già introdotto diversi primati, come la stipulazione della prima assicurazione della Lunar Economy. La compagnia giapponese Mitsui Sumitomo Insurance, sussidiaria di MS&AD Insurance Group Holdings, Inc., ha infatti valutato non solo i rischi legati al lancio, ma anche quelli legati al viaggio spaziale e all’allunaggio. Se questo avrà successo, ispace potrà anche effettuare la prima transazione economica nello spazio. A dicembre 2021 sia ispace inc. che ispace Europe, la succursale nata grazie ai forti investimenti nell’industria aerospaziale del Lussemburgo, hanno vinto un contratto con la Nasa per la transazione di proprietà di un campione di regolite lunare. Nessuna missione di ritorno e nessun test.

A fronte dei cinquemila dollari pattuiti, la Nasa richiede solo una fotografia della regolite prelevata e fatta cadere all’interno del piede del rover. Per eseguire questa transazione ispace ha richiesto e ricevuto un’apposita licenza dal governo giapponese, che ha legiferato in merito ad aprile 2022 creando un precedente legale per transazioni di beni nello spazio.

Il payload

Altrettanto importante nell’ambito della space economy è il carico del lander: 30 chilogrammi di payload, divisi fra clienti giapponesi e internazionali, privati e no. Il payload principale sia per peso che per tariffario è il rover Rashid dell’agenzia spaziale degli Emirati Arabi Uniti, il Mohammed bin Rashid Space Centre. Coi suoi 10 chili, Rashid sarà il più piccolo rover lunare di sempre e avrà il compito di studiare la morfologia e le caratteristiche fisiche del suolo lunare.

L’elemento più curioso del payload è un piccolo robot dell’agenzia spaziale Giapponese, la Jaxa. Chiamato Transformable Lunar Robot, consiste in una palla di otto centimetri di diametro che può cambiare forma assumendo l’assetto “da corsa”. Il robot esplorerà così la superficie lunare e raccoglierà dati per il Lunar Cruiser, un rover pressurizzato in produzione da Jaxa e Toyota e pensato per trasportare per 10mila chilometri gli astronauti delle missioni Artemis.

Su Hakuto-R M1 trova spazio anche altro made in Japan. L’azienda NGK Spark Plug co. ltd., partner commerciale di ispace, testerà nell’ambiente lunare un suo accumulatore allo stato solido, un tipo di batteria ad alta densità di energia.

Dallo spazio al Canada

ispace ha inoltre stretto una collaborazione nell’ambito della transazione di dati con tre aziende canadesi sovvenzionate dal Lunar Exploration Accelerator Program (o Leap) dell’agenzia spaziale Canadese. NGC Aerospace ha stretto un accordo per utilizzare le immagini riprese dalle camere del lander per il suo software di analisi del terreno lunare. Anche Mission Control ha un software per il riconoscimento degli ostacoli sulla Luna: l’intelligenza artificiale da loro sviluppata aiuterà il rover Rashid a muoversi in sicurezza. Canadensys Aerospace ha invece installato sul lander diverse camere a 360° per riprendere gli eventi principali dell’allunaggio.

La tecnologia automotive nello spazio

Anche altre aziende sponsor e collaboratrici vengono dall’industria giapponese. Suzuki ha fornito supporto durante lo sviluppo strutturale del lander. Citizen invece ha fornito la tecnologia “Super Titanium” e, ovviamente, l’orologio del countdown alla partenza del centro di controllo di Tokyo.

Un po’ di Italia tra le stelle

Infine, su un pannello del lander si trovano incisi i nomi di chi ha supportato il crowdfunding del team Hakuto e dei membri di ispace. Fra loro anche l’italiano Federico Giusto. Classe 1994, è ingegnere del team europeo che si sta occupando della creazione di un rover per la missione M2, in programma per il 2024. Al momento Giusto si trova a Tokyo per pilotare il lander in qualità di Spacecraft Operator.

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