Diversificazione e approccio oculato: la storia di questo gestore indipendente italiano da 20 miliardi di euro di masse

GUIDO GIUBERGIA ersel
GUIDO GIUBERGIA PRESIDENTE GRUPPO ERSEL imagoeconomica
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Articolo tratto dal numero di dicembre 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Ci sono voluti oltre 80 anni di storia per costruire, partendo dal cuore di Torino e dallo spirito di understatement di questa città, quello che è oggi il più importante gestore indipendente in Italia, con masse pari a 20 miliardi di euro. È la Ersel, che fa capo alle famiglie Giubergia e Argentero e che ha appena concluso un lungo riassetto iniziato nel 2018 con l’acquisto della milanese Banca Albertini e la successiva trasformazione in gruppo bancario, seguita dallo scorporo dei business diversificati in una nuova holding.

“Ragionavamo da tempo”, spiega Guido Giubergia, presidente di Ersel, “sulla necessità di trasformare la nostra vecchia sim (società di intermediazione mobiliare, ndr) in una banca, per poter offrire più articolati servizi alla nostra clientela: dal credito garantito da titoli alla gestione di una vera tesoreria. L’acquisizione di Banca Albertini e la sua integrazione ci ha consentito di realizzare questo progetto e di disegnare il futuro del gruppo sulle due principali sedi, con masse gestite equivalenti: Torino e Milano, che potenzialmente ha maggiori margini di crescita”.

La storia di Ersel

Tutto partì nel 1936, quando lo Studio Giubergia fu costituito a Torino da Giuseppe Giubergia, che ruppe la tradizione familiare legata alla gioielleria per intraprendere la strada della finanza. In una piazza piccola ma non irrilevante come quella del capoluogo piemontese, in un periodo in cui la nuova legge bancaria aveva ridisegnato ruoli e funzioni del sistema creditizio nazionale e i presagi di guerra non aiutavano a guardare con ottimismo al futuro, le famiglie e le imprese avevano bisogno di professionisti capaci di indirizzare gli investimenti in un’ottica di conservazione.

Dopo la guerra Renzo, figlio di Giuseppe, laureato in ingegneria, divenne a sua volta agente di cambio ed entrò nello studio, dove da subito e per sempre è stato ‘l’Ingegnere’, affiancato dal cognato Bruno Argentero, oggi vice presidente del gruppo. Nel 1965, con la fusione con lo Studio Treves, agente di cambio allora fra i più conosciuti, che cercava qualcuno cui affidare la sua affezionata clientela al momento del ritiro, si consolidò il rapporto con una fetta di clientela ancora oggi di riferimento. Tra i clienti di Renzo Giubergia c’erano le più importanti famiglie torinesi, a partire da quella allora guidata da Giovanni Agnelli.

E nel 1976, quando Guido Giubergia (classe 1951), al termine degli studi in economia e dopo un periodo di specializzazione negli Stati Uniti, iniziò a lavorare nello studio, nacque il primo nucleo di Ersel.

L’impresa si ampliò in termini organizzativi, aprì lo studio a Milano, debuttò nei fondi comuni con Fondersel nel 1984 e otto anni dopo si alleò con la banca londinese Warburg Securities per far nascere la Giubergia Warburg Sim. Seguirono l’acquisizione di Online Sim, l’apertura di una sede a Londra, l’acquisto di due storiche fiduciarie (Nomen e Simon), fino all’accentramento della gestione dei fondi in Lussemburgo e alla nascita della banca. “Con l’operazione di Banca Albertini”, spiega Giubergia, “abbiamo raggiunto la completezza dei servizi alla clientela, suddivisa tra private banking, attività fiduciaria e di family office e asset management. Da ora cresceremo puntando sul reclutamento di tutti quei private banker che cercano una realtà bancaria autorevole, indipendente e integrata”.

I dati di Ersel

Nel 2021 Ersel, presieduta da Giubergia e con Andrea Rotti come amministratore delegato, aveva un patrimonio netto di 816,8 milioni, mentre le attività finanziarie interamente riconducibili al portafoglio bancario ammontavano a 621 milioni, costituiti da quote di fondi per 469,4 milioni, obbligazioni per 15,2 milioni e azioni per 136,2 milioni. Tra gli investimenti nei prodotti gestiti il più rilevante (292,6 milioni) riguardava il fondo di casa Value Sif Sicav, mentre nella componente equity spiccavano i 26,4 milioni del valore di carico di 2,6 milioni di titoli Tamburi Investment Partners e i 16,5 milioni di azioni del London Stock Exchange, pacchetto di storica eredità del gruppo torinese.

A latere di Ersel, le ingenti risorse accumulate in questi anni dai Giubergia e dagli Argentero, che con una gestione sana e prudente non si sono mai staccati dividendi stratosferici, hanno consentito di avviare la progressiva diversificazione in altri investimenti. Le due famiglie sono così entrate nell’immobiliare, nelle rinnovabili (il 20% di Sied, che possiede sette centrali) e nel private equity. Tutte queste attività sono confluite nella nuova Narval Investimenti, che ha anche acquisito lo storico ospedale Koelliker a Torino. Del resto l’attenzione al sociale è nel dna delle due famiglie, che nel 1993 hanno dato vita alla Fondazione Paideia per offrire un aiuto concreto ai bambini con disabilità e alle loro famiglie. La fondazione, nata nel capoluogo piemontese e che nel 2021 ha sostenuto 693 famiglie, forte di 2.136 donatori, ha anch’essa goduto della crescita del gruppo Ersel a Milano, dove ha da poco inaugurato una sede.



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