Così questa azienda nel settore del tabacco vuole diventare sempre più sostenibile

Roberta Palazzetti
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Articolo tratto dal numero di dicembre 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Un’azienda del settore del tabacco può essere leader della sostenibilità? Sì, ed è il caso della Bat, che ha incentrato le sue politiche aziendali anche su uno dei temi centrali del dibattito pubblico degli ultimi anni: il cambiamento climatico. Per Bat il futuro dovrebbe essere più verde, ma anche più attento ai dipendenti e ai consumatori. Roberta Palazzetti, ceo e presidente di Bat Italia, ci racconta le azioni presenti e future per un business più sostenibile. 

Con il proposito A Better Tomorrow Bat punta a ridurre il suo impatto ambientale e sulla salute. In che modo?

Intendiamo ridurre l’impatto del nostro business sulla salute e realizzare un futuro migliore attraverso l’offerta ai consumatori adulti, sulla base di solide evidenze scientifiche, di una gamma completa di prodotti innovativi e a potenziale rischio ridotto, alternativi alle sigarette tradizionali (i prodotti a tabacco riscaldato glo, le sigarette elettroniche Vuse e i prodotti modern oral come Velo). Inoltre in Bat adottiamo standard di sostenibilità sempre più elevati, un approccio che ci ha portato a ottenere riconoscimenti prestigiosi su scala globale: da 20 anni siamo sustainaibility leader e inseriti nel Dow Jones Sustainaibility World Index. A Trieste stiamo inoltre ultimando il nostro Innovation Hub, un centro di produzione delle nostre nuove categorie di prodotti da 500 milioni di euro in cinque anni, progettato per ridurre al minimo l’impatto ambientale, così da essere carbon neutral, e con particolare attenzione all’efficienza energetica e all’uso di fonti rinnovabili.

In cosa consiste il progetto Piccoli gesti, grandi crimini?

È una campagna di sensibilizzazione sull’abbandono di mozziconi di sigaretta e piccoli rifiuti nell’ambiente, realizzata da Marevivo e Bat Italia insieme alla startup italiana JustOnEarth, Swg e Rachael. Piccoli gesti, grandi crimini quest’anno ha registrato una riduzione media del 44% del littering, cioè l’abbandono di piccoli rifiuti urbani. La combinazione del monitoraggio satellitare con sistemi di intelligenza artificiale ha permesso di misurare l’impatto della campagna, rilevando -51% a Trieste, -41% a Salerno, -31% a Pescara e -53% a Viareggio, raccogliendo al contempo dati utili alle amministrazioni locali per prevenire in modo più efficace questo fenomeno.

Quali sono le azioni dell’azienda in termini di sostenibilità sociale? 

Sostenibilità in Bat significa anche garantire un clima inclusivo in azienda. Diversità e inclusione sono al centro della nostra people agenda: oggi oltre il 40% dei nostri manager italiani è donna e l’obiettivo è quello di arrivare al 45% a livello globale entro il 2025. Inoltre il leadership team italiano è al 50% femminile. Un approccio che, su scala globale, ha portato Bat a essere inserita dal Financial Times tra i Diversity Leader dell’anno scorso.

Quali obiettivi di sostenibilità volete raggiungere in futuro?

Bat si è impegnata a dimezzare le emissioni di CO2 nell’ambiente in tutte le sue operazioni entro il 2030 e ad azzerarla lungo tutta la filiera entro il 2050. Inoltre, per il 2025 vogliamo eliminare la plastica monouso non necessaria e utilizzare esclusivamente imballaggi in plastica riciclabile, riutilizzabile o compostabile, e portare al 30% l’energia derivante da fonti rinnovabili. Siamo già sulla buona strada.

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