Dalla cybersecurity all’intelligenza artificiale: come Sferanet è diventata un punto di riferimento nella trasformazione digitale

Sferanet-Claudia-Quadrino
La ceo Claudia Quadrino
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Articolo tratto dal numero di dicembre 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Quella di Sferanet è una storia di eccellenza italiana. Nata nel 2008, oggi l’azienda è considerata un punto di riferimento nella system integration e nella trasformazione digitale. È l’azienda dietro il progetto Take Care, il sistema che permette di monitorare i parametri vitali del paziente, unendo il machine learning all’healthcare, e Safemind, l’application framework di ultima generazione che aiuta i clienti a estrarre informazioni e valore dai dati. Nel 2021 Sferanet ha raggiunto i 45 milioni di euro di fatturato e i 450 clienti. Abbiamo chiesto alla ceo, Claudia Quadrino, di raccontarci il segreto di questa storia di successo.

Che cos’è Sferanet e quali sono i suoi obiettivi?

Sferanet opera come società di consulenza tecnologica e di integrazione di sistemi, accompagnando i clienti nel processo di digital revolution. È presente a livello nazionale e internazionale e la sua storia è fatta di innovazione, sperimentazione e ricerca costante dell’eccellenza. Le nostre competenze sono in ambito big data & analytics, cybersecurity, intelligenza artificiale, gis & iot, software development e ict infrastructure. Vogliamo offrire così ai nostri clienti una consulenza completa che comprenda conservazione, trasferimento, messa in sicurezza e analisi del dato. Uno dei punti di forza dell’azienda risiede nel centro di ricerca e sviluppo per la valorizzazione dei giovani e delle nuove competenze per il futuro.

Qual è la sua mission?

La storia di Sferanet non si compone solo di date e di tappe, ma di idee e persone. Assieme a una squadra appassionata e competente, l’azienda si fa portavoce della nuova era digitale. La sua mission è quella di generare valore partendo dalle idee e di trovarne una realizzazione concreta e tangibile.

Qual è il suo valore aggiunto?

La società si pone come innovation partner per i clienti, differenziandosi dai comuni system integrator e offrendo al mercato soluzioni complete e all’avanguardia, in grado di rispondere in maniera efficace e propositiva alle richieste di un settore complesso e dinamico come quello dell’It.

Qual è il vostro approccio ai dati? Quanto sono importanti?

Nell’era digitale i dati svolgono un ruolo centrale nella vita quotidiana degli individui, che con le loro azioni, interazioni e stili di vita sono diventati sia fruitori che produttori di questi dati. Queste peculiarità fanno sì che la big data analysis debba essere affidata a professionisti in grado di generare informazioni a valore dalle informazioni in essi racchiuse. Grazie a strumentazioni hi-tech e a professionisti preparati, siamo in grado di offrire ai nostri clienti sistemi per la gestione dei big data, da implementare nel loro business o da integrare con il supporto dei nostri application framework.

Cosa serve a un’impresa nel 2022 per abbracciare la rivoluzione digitale?

Secondo recenti statistiche, entro il 2025 la quantità di dati generati ogni giorno dovrebbe raggiungere i 463 exabyte a livello globale. Molti di questi saranno aggregati, per restituire un quadro ancora più preciso di tendenze, abitudini dei consumatori, andamento del mercato, comportamento delle macchine e molto altro. Le imprese dovranno adattarsi alla rivoluzione digitale, inserendo i dati in un flusso di elaborazione e rappresentazione, che possa essere di aiuto ai processi decisionali. È necessario dunque affidarsi a un partner tecnologico in grado di realizzare soluzioni strategiche efficaci, sia mediante nuove piattaforme, sia mediante competenze specifiche e qualificate.

Cosa sono Safemind e Take Care?

Grazie ai nostri esperti nel campo big data e data management, abbiamo sviluppato due soluzioni alimentate da un motore di Ai e moduli di intelligenza cognitiva: Safemind e Take Care, per l’appunto. Take Care agisce come una banca dati della salute, suggerendo i comportamenti da adottare per prevenire e monitorare le patologie, mentre Safemind, soluzione destinata alla sicurezza della persona e del territorio, contiene funzioni analitiche e predittive costruite su modelli di machine learning e deep learning, sfruttando al meglio le peculiarità dell’intelligenza artificiale. Sono due piattaforme che fanno innovazione, ma anche evoluzione dal punto di vista di concezione dei dati. Sono infatti basate su tecnologie open source in grado di fare ingestion e correlazione di informazioni provenienti dalle diverse applicazioni dei sistemi già in possesso del cliente, in una logica di riuso totale e di salvaguardia dell’investimento.

Quali sono gli obiettivi di Sferanet nel medio termine?

L’azienda è cresciuta progressivamente anno su anno, fino a registrare, nel 2021, un fatturato di oltre 45 milioni di euro, che ha superato e anticipato la previsione del piano triennale. Le ultime operazioni finanziarie ci hanno visto protagonisti di nuove acquisizioni, con l’idea di dare vita a un polo di eccellenza. Per esempio, con l’acquisizione di I.Con e Divergento, abbiamo l’obiettivo di sviluppare progetti e soluzioni di system integration anche in ambiti dove finora non eravamo presenti. Con l’acquisizione di Biancone Automobili abbiamo voluto diversificare gli investimenti puntando all’innovazione e alla sostenibilità ambientale. Infine, un’importante operazione finanziaria conclusa a ottobre ha favorito il risanamento e il rilancio di Olidata, azienda quotata alla Borsa di Milano. Il nostro obiettivo nel medio termine è anzitutto quello di essere riammessi alle negoziazioni in ambito Euronext.

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