Una storia di imprenditoria familiare lunga oltre un secolo: chi sono i signori del legno

Andrea Margaritelli
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Articolo tratto dal numero di dicembre 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Una realtà imprenditoriale capace di rappresentare un faro nella risoluzione delle grandi sfide della contemporaneità. È questa la sensazione che si avverte conversando con Andrea Margaritelli, brand manager e quarta generazione della famiglia fondatrice di Listone Giordano, eccellenza del made in Italy nella produzione di parquet di alto pregio. Immersa tra i vigneti di Miralduolo di Torgiano, in Umbria, Listone Giordano deve le sue origini a una lunga storia di imprenditoria familiare, iniziata nel 1870 con il gruppo Margaritelli e culminata nel 1984, grazie all’intuizione del professor Guglielmo Giordano e alla nascita di un parquet che superava i limiti del tradizionale parquet massello: il celebre ‘listone’.

Un percorso nel legno che si è sempre distinto per un approccio molto rispettoso del patrimonio boschivo, tanto da aver dato vita alla più importante opera di riforestazione italiana di latifoglie, grazie alla messa a dimora di 25mila piante di rovere in Umbria. “In famiglia abbiamo l’abitudine di mettere a dimora un’intera foresta a ogni cambio generazionale. Questo è sia un modo per onorare la tradizione secolare dei contadini di piantare un albero quando nasce un figlio, sia per fare un dono alle generazioni future”, spiega Margaritelli, che al suo ruolo in azienda affianca la presidenza della Fondazione Guglielmo Giordano e dell’Istituto Nazionale di Architettura In/Arch.

Un concetto, quello di lungimiranza, che ricorre spesso nella storia di Listone Giordano e che si sposa con la scelta, compiuta nel 1962, di aprire uno stabilimento produttivo in Borgogna, in Francia, dove seguire direttamente l’approvvigionamento del legno. “Qui abbiamo scoperto una straordinaria tradizione nella gestione forestale sostenibile, che ha radici millenarie. Ho vissuto in questa foresta per qualche anno e la definirei una delle più grandi palestre di lungimiranza: mentre usi il suo legno stai godendo del frutto della generosità altrui, ma al contempo sei chiamato a piantare alberi che non vedrai mai diventare adulti. Un insegnamento che dovrebbe invitare la politica ad abbracciare visioni di lungo periodo, perché la sfida ambientale può essere vinta solo se si accetta di spostare la prospettiva al di là del mero rapporto costo/beneficio immediato. Lungimiranza e generosità sono le parole chiave per affrontare il cambiamento climatico”.

Lo stabilimento di Listone Giordano

Nello stabilimento in Borgogna si svolgono due attività: la gestione forestale sostenibile e la prima trasformazione dei legni di latifoglie, come il rovere. Le lavorazioni successive avvengono poi in Umbria, insieme alla distribuzione dei prodotti in circa 70 Paesi e 500 negozi nel mondo. Listone Giordano è una delle poche realtà nella produzione di rivestimenti in legno che gestiscono interamente la filiera produttiva. “La sostenibilità interessa l’intero ciclo di produzione dei nostri prodotti, tutti garantiti dalle più importanti certificazioni ambientali. Ma abbiamo adottato anche molti altri accorgimenti che non sono visibili: già dagli anni ’90 non usiamo solventi, i nostri collanti rispettano gli standard più severi sul contenuto di formaldeide e abbiamo abolito i prodotti conservanti del legno, che a dosi massicce possono essere nocivi alla salute”.

Tutto questo, con la convinzione che ambiente e salute siano sinonimi: “Siamo ancora abituati a pensarli distinti, ma si tratta di un errore che la pandemia ha reso evidente”. Proprio su questa idea Listone Giordano ha deciso di focalizzare Seed, Design Actions for the Future, manifestazione culturale itinerante che andrà in scena dal 24 al 30 aprile 2023 tra Perugia e Assisi. Promossa dalla Fondazione Guglielmo Giordano, in partnership con l’Istituto Nazionale di Architettura, creerà un’occasione di scambio e riflessione sul concetto di sostenibilità, facendo dialogare architetti e designer con scienziati, filosofi, sociologi e politologi. L’idea è quella di far germogliare una visione del mondo che faccia convergere le forze politiche, intellettuali e sociali intorno all’obiettivo della pace e della tutela dell’ambiente.

Listone Giordano Terre di Vigna

“L’attenzione nei confronti del cambiamento climatico ha subito una deviazione importante con lo scoppio della guerra in Ucraina. Noi vogliamo ridare centralità a questo argomento. La sfida ambientale è una grande opportunità di cooperazione internazionale, ma per coglierla dobbiamo allargare il concetto di sostenibilità anche al lato sociale e umano”. La manifestazione si chiuderà ad Assisi con una sezione – SpazioSacro – dedicata al rapporto tra architettura e spiritualità. “Un argomento molto delicato, poiché affronta il tema della spiritualità prescindendo da una precisa confessione religiosa”.

Esplorando tematiche attuali come il futuro dei centri minori, la rigenerazione degli spazi urbani, la mobilità sostenibile e le tecniche costruttive digitali, Seed vuole dare forma a un think tank sulle possibili azioni concrete da intraprendere per un futuro più etico. “Perché in Umbria e non a Milano? Perché per parlare di ambiente e di spirito bisogna innanzitutto fare silenzio, e l’Umbria è il luogo ideale. Ma c’è anche un’altra questione: quella di riportare attenzione sulle potenzialità dei territori interni. Si stima che entro il 2050 le città ospiteranno il 70% della popolazione mondiale, ma noi abbiamo una tradizione secolare di policentrismo. Pensiamo all’Italia delle 100 città di cui parlava Carlo Cattaneo. È un discorso tutt’ora valido. L’Umbria rappresenta un perfetto esempio di queste potenzialità”. E sono proprio storie come quella di Listone Giordano e manifestazioni come Seed a ribadirlo.

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