Dalla provincia trevigiana al successo nella finanza e nelle infrastrutture: così Enrico Marchi ha trasformato l’economia del Nord-Est

ENRICO MARCHI
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Articolo tratto dal numero di gennaio 2023 di Forbes Italia. Abbonati!

Dalla marca trevigiana al cuore di Venezia, con una casa a due passi dall’Accademia, affacciata sul Canal Grande, in quella Serenissima che, secondo voci di Laguna, lo vedrà anche correre per la poltrona di sindaco. E dinanzi a questa ipotesi lui è solito sorridere di gusto: “Manca solo la designazione a Patriarca”, dice. Enrico Marchi, presidente del gruppo Banca Finint, controllato da Finanziaria Internazionale Holding, basata a Conegliano Veneto, e della Save, l’aeroporto veneziano, è diventato a pieno titolo uno dei protagonisti dell’economia e della finanza del Nord-Est.

Nato a Sernaglia della Battaglia (Treviso) il 6 aprile 1956, è sposato con la veneziana Emanuela Seguso, da cui ha avuto quattro figli. I due più grandi, Margherita e Giovanni, sono operativi all’interno del gruppo. La famiglia è un punto fermo della vita di Marchi, che ha addirittura chiamato una delle sue amate barche Oikos, che in greco significa ‘famiglia’. L’altra sua barca si chiama Galantuomo, anche in questo caso una parola che ne rispecchia natura e ideali.

Gli esordi di Enrico Marchi

Marchi è profondamente innamorato del Veneto e del suo territorio, per il successo del quale ha sempre lavorato, tanto da fondare – ormai più di 40 anni fa – la sua Finanziaria Internazionale, radici e sede a Conegliano, dove ha sempre voluto vivere e da dove continua a servire le realtà finanziarie più blasonate e le aziende di maggiore successo d’Italia. Ed è lo stesso territorio che ama percorrere nel weekend con lunghe passeggiate in solitaria, nel corso delle quali sono nati i suoi progetti più brillanti, tanto che i suoi manager ormai sono abituati a vivere i rientri il lunedì come momenti di rivoluzione. Laureato in economia aziendale alla Bocconi di Milano, ha iniziato l’attività professionale in campo finanziario nel 1980 fondando la Finanziaria Internazionale Holding, diventata una importante holding di partecipazioni in tre aree di attività: servizi finanziari (gruppo Banca Finint), infrastrutture (Save) e business process outsourcing (Finint Bpo).

Oggi il gruppo Banca Finint, di cui Fabio Innocenzi è amministratore delegato, opera al fianco delle più importanti banche e istituzioni finanziarie in Italia e all’estero ed è leader nel mercato italiano delle cartolarizzazioni, avendo organizzato più di 125 operazioni pubbliche per oltre 78 miliardi di euro e gestendo oltre 450 operazioni relative a più di 20 tipologie di asset, per un importo complessivo di 320 miliardi di euro. È inoltre leader nel settore dei mini e basket bond, con una quota di mercato rispettivamente del 20% e del 67% per le operazioni non captive. Con una quota del 10%, è poi tra i leader nella gestione degli asset illiquidi e annovera tra i propri clienti alcuni dei più importanti gruppi industriali e finanziari italiani.

I numeri del gruppo Finint

Con uffici a Milano, Roma, Trento, Torino e Firenze, il gruppo Banca Finint è presente nel private banking, corporate finance, private equity, securitisation e finanza strutturata, asset management e capital markets. Il gruppo gestisce circa 10 miliardi di euro di attivi, di cui circa 2,9 miliardi nel private banking, 3,5 miliardi nell’asset management e 3,6 miliardi nel segmento npe. Occupa oggi circa 550 persone e 193 consulenti finanziari presenti su 62 uffici territoriali. Il gruppo ha una spiccata vocazione a coltivare talenti: il 60% della popolazione aziendale è sotto i 40 anni. Persone giovani, dinamiche e motivate, che fanno dello studio e della ricerca per l’innovazione un motivo di crescita professionale e umana.

Dal 1 giugno del 2000 Marchi è inoltre il numero uno di Save, società che da semplice gestore dell’aeroporto Marco Polo di Venezia si è trasformata in un gruppo di servizi ai passeggeri nelle infrastrutture di mobilità, facendo diventare il Marco Polo uno dei tre aeroporti intercontinentali italiani. Save gestisce infatti il terzo sistema aeroportuale del Paese (Venezia e Treviso) con 14,8 milioni di passeggeri nel 2019. Dal 2014, con l’acquisizione del 40% della società Catullo, gestisce il polo aeroportuale del Nord-Est, comprensivo degli aeroporti di Venezia, Treviso, Verona e Brescia, che insieme, nel 2019, hanno totalizzato oltre 18,5 milioni di passeggeri. Nel dicembre 2009 Save ha perfezionato l’atto di acquisizione del 27,65% di Bsca, società di gestione dell’aeroporto Brussels South Charleroi Airport, attraverso un consorzio formato da Save al 65% e Holding Communal al 35%.

Enrico Marchi e il riconoscimento del presidente Mattarella

“Papà”, ha dichiarato di recente, “mi diceva: ‘Enrico, ricorda che il tempo è galantuomo’. E nel mio caso è stato galantuomo, perché all’inizio i i giornali scrivevano: ‘È arrivato il finanziere da Conegliano’. Finanziere già evoca qualcosa di poco chiaro. Se poi vieni da Conegliano, sei morto. Ma io ho sempre creduto nella forza delle cose e in questi anni ho sentito crescere l’apprezzamento per quello che è stato fatto. Save è diventata un’eccellenza nel panorama aeroportuale italiano. Abbiamo scalato posizioni: oggi siamo il terzo aeroporto intercontinentale della penisola. Nel 2000, quando sono diventato presidente, Venezia era uno dei tanti scali medi. Di questo vado molto orgoglioso, ma io faccio solo il direttore d’orchestra. Il merito è di tutti quelli che lavorano nello scalo”.

Nel 2020 Marchi è stato insignito dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dell’onorificenza di Cavaliere del lavoro. È membro della giunta di Assonime e del consiglio generale dell’Aspen Institute Italia, oltre che consigliere di amministrazione di varie società. È stato tra i giovani più brillanti del Partito liberale italiano, al seguito di Renato Altissimo e Valerio Zanone, e assessore tecnico al Bilancio alla provincia di Treviso a metà anni ‘90. Oggi sostiene a livello locale diverse iniziative di mecenatismo culturale e di carattere benefico.  

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