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Technology

Hp annuncia Wolf Connect: la soluzione che fornisce ai team IT una connessione resiliente e sicura

La sicurezza e la gestione della forza lavoro ibrida sono diventate una priorità assoluta per le aziende, che con l’hybrid work si trovano a fronteggiare il rischio legato alla perdita o al furto di dispositivi aziendali.

L’ultima proposta di Hp, Wolf Connect, fornisce ai team IT una connessione resiliente e sicura ai pc remoti, consentendo loro di gestire i dispositivi anche quando sono spenti o offline. Tra i benefici di questa soluzione c’è la protezione dei dati dalla perdita o dal furto, oltre all’ottimizzazione della gestione delle risorse.

“Vediamo crescere l’esigenza e la richiesta di servizi gestiti che possano offrire alle imprese e agli IT manager affidabilità e resilienza, sicurezza e capacità di gestione. Il remote device management è quindi un fattore chiave per offrire all’utente ibrido un’esperienza costante di alto livello nell’utilizzo professionale dei dispositivi pc e printing”, dice Giampiero Savorelli, ad di Hp Italy.

“Il cloud ha aiutato ma non ha risolto la capacità dell’IT di gestire i dispositivi che sono spenti o offline. La connessione altamente resiliente di Hp Wolf Connect apre nuove porte alla gestione remota dei dispositivi, consentendo una gestione efficiente ed efficace della forza lavoro distribuita”.

Le soluzioni di Hp

Grazie all’integrazione di Wolf Connect a Hp Wolf Protect and Trace, l’azienda offre un servizio in grado di localizzare, bloccare e cancellare un pc in remoto, anche quando è spento o disconnesso da Internet. Una funzionalità che protegge i dati sensibili durante gli spostamenti e contribuisce a ridurre i costi dell’IT.

L’ultima ricerca di Hp Wolf Security, che ha coinvolto 1.492 responsabili della sicurezza, ha rilevato che l’82% dei responsabili che gestiscono un modello di lavoro ibrido si trovano a fronteggiare delle lacune nella sicurezza della propria organizzazione, mentre il 70% afferma che il lavoro ibrido ha incrementato il rischio legato alla perdita o al furto di dispositivi.

Il rischio di attacchi cyber

I dispositivi aziendali, come pc portatili e stampanti, sono esposti alle minacce da parte di ransomware. Questo richiede la creazione di nuove strategie di cybersecurity e di strumenti di sicurezza innovativi in risposta all’evoluzione dei comportamenti dei dipendenti.

Dalla ricerca è emerso che l’84% dei responsabili della sicurezza considerano l’endpoint il luogo dove si verificano i maggiori danni alla sicurezza aziendale, con il 66% dei responsabili della sicurezza che indica tra i principali rischi legati alla modalità ibrida email phishing, ransomware e attacchi attraverso reti domestiche non protette.

“La tendenza è quella di aggregare e consolidare le varie soluzioni di gestione delle diverse funzionalità di protezione per permettere agli amministratori IT di governare con sempre più facilità i vari strumenti a loro disposizione”, prosegue Savorelli.

“Oltre a una competenza ventennale su questa materia, gli esperti di Hp continuano ad analizzare i trend relativi alla sicurezza e li consolidano in un report trimestrale per lavorare anche sugli aspetti di informazione e di consapevolezza su questo tema così complesso”.

La sicurezza come priorità assoluta

Dalla ricerca di Hp emerge inoltre l’impegno dei team per garantire la sicurezza dell’ambiente di lavoro ibrido. Tre quarti dei responsabili della sicurezza (76%) concordano sul fatto che l’isolamento delle applicazioni sia fondamentale per proteggere i dispositivi dei lavoratori ibridi, anche se al momento solo il 23% ne trae vantaggio; il 32% prevede di implementarlo nei prossimi 12 mesi.

Quattro responsabili su cinque (82%) hanno aumentato il budget destinato alla cybersecurity, specialmente per l’hybrid work, mentre il 71% prevede che l’attenzione agli investimenti ibridi aumenterà ulteriormente nel 2023.

“E’ fondamentale poter garantire più tempo ai team IT che si occupano di security, per permettere loro di focalizzarsi con attenzione su ciò che è davvero importante, incrementando la loro efficacia nella risoluzione delle problematiche”, dice Savorelli.

“La sicurezza rimane quindi una priorità rispetto alla quale lavorare su più piani: quello tecnologico, quello legato a informazioni, procedure e pratiche aziendali e quello relativo a una ‘cultura’ della sicurezza per i singoli e per le organizzazioni”.

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