Innovation

I dati al servizio del settore assicurativo: come questa azienda sviluppa soluzione telematiche per la gestione delle flotte e la smart mobility

Articolo tratto dal numero di maggio 2023 di Forbes Italia. Abbonati!

“Il futuro non può più prescindere dai veicoli intesi come generatori di dati”. A raccontare gli scenari possibili grazie alle nuove tecnologie di interconnessione è Nicola Veratelli, ceo di Octo Group, data analytics company nata oltre 20 anni fa come fornitore di soluzioni telematiche per il mondo assicurativo, tra le prime al mondo a offrirle a un settore in rapida evoluzione. Veratelli ha vissuto gran parte del suo percorso professionale in diversi paesi esteri, dove ha ricoperto ruoli di primo piano in alcune delle più grandi società al mondo nei settori dei trasporti e della logistica. Oggi guida un gruppo che opera per il settore assicurativo, per il fleet management e per la smart mobility e che conta oltre 5,7 milioni di utenti. Veratelli racconta a Forbes Italia scenari e opportunità di un settore per il quale la capacità di utilizzare i dati per sviluppare prodotti e servizi è sempre stato un fattore chiave di sviluppo.

Viviamo in contesti sempre più connessi: quali settori stanno vivendo il maggior grado di connessione?

La connettività è imperante in tutti i settori in cui opera Octo e in particolare il mondo fleet e quello assicurativo, per i quali la connettività rappresenta un enorme vantaggio competitivo. La gestione delle flotte è già da tempo un settore altamente tecnologico per il quale la connettività è in grado di fare la differenza. Il settore assicurativo ha radici storiche differenti e, pur essendo più tradizionale sotto molti aspetti, ha imparato in fretta quanto l’evoluzione telematica fosse importante per il cambiamento in atto. Oggi non si può più pensare a un’auto non connessa e che non sia, di conseguenza, un generatore di dati. Ma i dati di per sé non hanno molto valore se non si ha la capacità di interpretarli per generare valore aggiunto per le imprese e per gli utenti dei loro prodotti e servizi. Le auto in circolazione oggi sono ad altissimo tasso di tecnologia e sempre più connesse. I veicoli di domani, e quelli autonomi in particolare, non sono lontani come ci si immagina e saranno proprio questi a consolidare il ruolo irrinunciabile della connettività.

Che vantaggi ha oggi un’azienda nel creare ecosistemi di connessione per la propria flotta?

Nel mondo fleet la metrica dominante è il tso, il total cost of ownership, ovvero il costo totale di gestione delle flotte, al quale concorrono fattori che vanno dai costi puramente operativi (gestione del carburante, manutenzione, ecc.) a quelli legati alla svalutazione dei veicoli. Tutti fattori sui quali la connettività ha un impatto fondamentale in ottica di risparmio e di efficienza della flotta. Pensiamo a una grossa società di noleggio auto, o a una che muove i propri prodotti su camion. Entrambe devono tenere costantemente monitorati i luoghi in cui si trovano i veicoli – cosa possibile solo con sistemi di tracciabilità – e le condizioni operative di ognuno di questi mezzi, ad esempio i livelli di carburante o gli eventuali malfunzionamenti. Grazie ai sistemi di connettività e a dati affidabili, le aziende possono arrivare a risparmiare milioni di euro, a evitare perdite e a ottimizzare i processi. A questo va aggiunto un miglioramento dell’esperienza dell’utente finale che, oltre a una più efficace e più efficiente gestione delle pratiche relative al noleggio, vedrà aumentare notevolmente la propria sicurezza.

Nel campo assicurativo, che ruolo hanno e avranno i dati?

In campo assicurativo l’evoluzione principale – di cui Octo è stata pioniera – è stata quella di definire un driver profiling, vale a dire un profilo del proprio stile di guida che permette di definire una singola identità di rischio relativa al premio assicurativo e, di conseguenza, consente alla compagnia assicuratrice di offrire sconti significativi ai propri clienti. La seconda riguarda la riduzione delle frodi, ancora molto presenti soprattutto in alcune parti del mondo. Attraverso la telematica è possibile ricostruire la dinamica degli incidenti in modo accurato, così che sia le compagnie sia gli assicurati siano protetti da eventuali frodi. Questo comporta una notevole riduzione dei costi per le compagnie. La telematica, inoltre, consente di ridurre notevolmente anche i furti. La soluzione di recupero veicoli rubati di Octo è caratterizzata da una configurazione multi-dispositivo, che può includere un dispositivo di backup nel caso in cui il ladro dovesse individuare quello principale. Quest’ultimo segnala l’anomalia a una security control room che traccia il veicolo e, in conformità con la legge locale, collabora con la polizia per il recupero.

Quali progetti state portando avanti nel campo della gestione e analisi dati?

Siamo stati tra i primi a creare un algoritmo in grado di determinare il livello effettivo di emissioni di agenti inquinanti, che varia a seconda dello stile di guida e impatta sulle politiche che limitano l’accesso ad alcune zone della città. Una volta questi limiti erano invece legati al tipo di veicolo, relazione che genera una certa disparità. Con la nostra tecnologia, le città sono in grado di determinare un ammontare di chilometri che l’auto connessa può percorrere in una determinata zona, contribuendo così a promuovere una maggiore sostenibilità grazie alla riduzione dell’inquinamento e, contemporaneamente, ad aumentare l’equità sociale, a democratizzare, per così dire, gli accessi a determinate zone delle città.

Dopo il lancio delle attività a Tokyo, avete aperto a Singapore: che mercato rappresenta per voi l’Asia Pacifica?

A Tokyo siamo riusciti a ottenere un contratto con il più grosso player assicurativo del Paese. Le opportunità offerte dal mercato asiatico sono straordinarie e l’accoglienza ottenuta dalle tecnologie di Octo è decisamente positiva. Singapore, dal canto suo, ha in vigore leggi ferree per limitare il numero di veicoli, cosa che ha consentito una veloce diffusione della sharing mobility, che, inserita nel contesto più ampio della mobilità smart, è uno dei principi fondamentali sui quali si basa il concetto di smart city. Il mercato Apac presenta opportunità straordinarie di crescita per noi: Giappone, Singapore, Australia sono aree chiave per l’immediato futuro delle nostre tecnologie. In questi paesi il tema della sostenibilità ambientale è visceralmente sentito – un po’ come accade con le giovani generazioni in Europa – e la tecnologia viene davvero vissuta come strumento per migliorare la propria qualità di vita e quella della società nel suo complesso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it CLICCANDO QUI .

Forbes.it è anche su WhatsApp: puoi iscriverti al canale CLICCANDO QUI .