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Queste due imprenditrici esportano la cultura del caffè nel mondo attraverso la formazione

Articolo tratto dal numero di agosto 2023 di Forbes Italia. Abbonati!

Dal 1950 l’azienda Trucillo ha esaminato innumerevoli chicchi di caffè per creare la miscela perfetta. Fin da quando, nella cantina sotto casa presso il golfo di Salerno, Cesare Trucillo tostava caffè verde, animato da una forte passione per la materia prima. Con la seconda generazione, negli anni ’80, è entrato nel team il figlio Matteo, che ha trasformato il nome dell’azienda da Caffè Moka Salerno nell’attuale Caffè Trucillo.

La svolta è arrivata nel 1998, con l’apertura della prima scuola del caffè del centro- sud Italia: Accademia Trucillo. Il merito è di un’intuizione di Matteo e della moglie, Fausta Colosimo, che avevano capito come fosse arrivato il momento di esplorare i mercati esteri. Così, con la valigia piena delle loro miscele, Fausta ha iniziato a viaggiare per promuovere la cultura del caffè italiano.

Si era alla fine degli anni ’90 e per le donne c’era ancora poco spazio in questo settore: “Il mondo del caffè era molto maschile, ma piano piano ho trovato la mia strada, studiando e impegnandomi tantissimo. Oggi sono felice del mio punto di vista e contributo femminile, fatto di competenze diverse”, spiega Fausta.

A guidare in qualità di responsabile il progetto dell’Accademia, che nel 2023 celebra 25 anni, è oggi la figlia, Antonia Trucillo, che con la sorella Andrea e il fratello Cesare rappresenta la terza generazione dell’azienda. Fin da bambina accompagnava nonno Cesare al porto per aspettare le navi che trasportavano il ‘suo’ caffè: lo chiamava “nonno Moka”. Dai 21 anni anche lei, come la mamma, ha deciso di girare il mondo per incontrare i produttori, conoscere la materia prima e capire come scegliere i chicchi migliori.

Se i caffè utilizzati nelle miscele Trucillo provengono da Centro e Sud America, Africa e Asia, Antonia ne conosce infatti le caratteristiche alla perfezione. Merito dei numerosi viaggi nei paesi produttori, dove ha lavorato sul campo con le comunità dei coltivatori: Honduras, Colombia, Brasile, Guatemala e Costarica sono alcune delle tappe.

“In questi luoghi ho conosciuto l’amore, il sacrificio e la dedizione verso il nostro prodotto”, dice Antonia. “Merito di mia madre, che sin da piccola mi ha portato con lei in giro per il mondo. I viaggi mi hanno dato la possibilità di conoscere i possibili difetti del caffè verde, e questo ha consentito all’azienda di migliorare i sistemi di analisi e controllo della qualità”.

Oggi è tra le più giovani, e tra i pochi in Italia, ad aver conseguito il titolo di QGrader del Coffee Quality Institute, la massima certificazione nel mondo del caffè. Con una rete di duemila locali in Italia, Trucillo esporta il 60% della produzione in 40 paesi. L’azienda si affida inoltre a rigorosi controlli nell’intera filiera per monitorare tutto il ciclo produttivo.

Il moderno stabilimento dell’azienda include infatti un laboratorio, il Trucillo Coffee Lab, dove le miscele vengono sottoposte ad analisi qualitative e valutazione delle caratteristiche organolettiche da un panel di assaggiatori qualificati. “Se oggi il mondo del caffè è anche femminile, il merito va alle donne che apportano valore nel settore”, conclude Antonia.

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