Small Giants

I ricordi, il record di dischi venduti e la scuola di musica: Mogol apre le porte della sua cittadella nel cuore dell’Umbria

Articolo tratto dall’allegato Small Giants del numero di luglio  2023 di Forbes Italia. Abbonati!

di Mirko Crocoli

Con 523 milioni di dischi nel mondo si posiziona alle spalle del mito Elvis Presley e dei baronetti di Liverpool Beatles. Un vero e proprio recordman Giulio Rapetti Mogol, che insieme alla moglie Daniela Gimmelli ha realizzato anche la sua città ideale. Diecimila presenze lanno solo nel comparto congressuale, tremila allievi divenuti insegnanti ed artisti, un relais di lusso con camere, ristorazione, sale registrazioni, auditorium, teatro e persino la Chiesa. Enel, Tim, Poste Italiane, Pfizer, Novartis, Visufarm, GlaxoSmithKline, Sigma-Tau, Netflix, Confindustria, Sole 24 Ore, Mercedes, BMW e Volvo sono solo alcune delle aziende che ospita il Centro Europeo Toscolano, unitamente ad altre importanti realtà internazionali. 

Il grande autore, storico compagno di viaggiodi Lucio Battisti, si racconta tra ricordi, collaborazioni, perdite dolorose (come quella di Mango), nuovi progetti dedicati alla salute primaria, la scrittura, la moglie alla guida dellimpresa di famiglia, il suo regno e lamore per la vita.      

Facciamo un passo indietro. Mariano Rapetti, suo papà. Uno dei leader storici della Ricordi. Quale virtù pensa di aver ereditato da lui?

Mio padre lavorava per la Ricordi (opere liriche). Andò a parlare con gli amministratori delegati dellallora Casa delle opere (di musica classica)”, e propose di fondare una società per la musica popolare dal nome Radio Record Ricordi. In 10 anni ha pareggiato tutti i conti con la Ricordi Classica. Radio Record Ricordi il nome esatto. Mio padre era un editore in realtà. Lungimirante senza dubbio. Partito con una sola scrivania, un telefono e poche lire per poi creare un impero. Gli è riconosciuto da tanti. Ha scoperto artisti come Gino Paoli, Luigi Tenco, Sergio Endrigo e Bruno Lauzi.

Adriano Celentano, Caterina Caselli, Mina, ovviamente il sodalizio con Battisti, ma anche Cocciante, Mango, Morandi, Zucchero, David Bowie. Quanto è forte il legame con loro? Un bilancio professionale? 

Affettivamente resto legato con tutti, ma ci sono due dati interessanti che fanno parte di quello che lei chiama bilancio professionale”. Secondo la Siae ho venduto 523 milioni di dischi in tutto il mondo, terzo dopo Beatles ed Elvis Presley. Ho avuto anche 151 successi in Italia, canzoni diverse, nei primi cinque. Mi ritengo sinceramente una persona protetta e fortunata.   

Uomo fortunato dunque, ma anche dolori… 

Sì, nella fortuna c’è stato anche il dolore di aver perso presto due grandi autori, Lucio e Mango, oltre allictus di Gianni Bella. Questultimo un grande. Un autore immenso. Anche Mango lo era, a livello mondiale. Una voce straordinaria. Artista assoluto. Solo perché viveva nel paesino, e profondamente attaccato alla famiglia, non aveva contatti con lestero, ma se lei sente oggi Australia così come Monna Lisa si accorge che era avanti di 30 anni. Con lui ho scritto 15 brani tra cui Oro e Mediterraneo. 

Mogol si ritiene ottimista o pessimista? Cosa pensa della nuova generazione canora italiana?

Né pessimista, né ottimista. Realista direi. Estremamente fortunato per quello che mi ha donato la vita. Sul mio pensiero riguardo allattuale universo musicale non mi esprimo. Sono un autore, non un giornalista o un critico. Spetta a loro tirare le somme. Come è oggi e cosera ieri non è nel mio ruolo.

Autore ma anche saggista. Lei ha scritto diversi libri e ne sta per uscire uno nuovo, sul significato anche teologico delle sue canzoni. Corretto?

Sì, è una pubblicazione di Don Giuseppe Capsoni. Lui ha riscontrato, studiando i miei testi, il significato teologico delle parole. Il titolo del libro è Ho ricevuto un dono e ve ne faccio dono. 

Cet, Centro Europeo Toscolano. Una scuola di musica per i giovani, unaccademia ove si studia e si impara larte in tutte le sue forme. Un progetto nato oltre 30 anni fa e oggi tra le realtà più consolidate del Paese. Ci racconti.

Un dovere aiutare gli altri ma soprattutto i giovani, le nuove generazioni. Due le regole fondamentali che sono parte integrante della mia vita da sempre: lamor proprio, tradotto in senso di autostima, e il bene per il prossimo. A mio avviso lautostima ci fa diventare migliori così come dare al prossimo senza chiedere nulla in cambio e senza approfittarsi mai di nessuno. Fondamentale per fugare la morte o la paura di essa. 

Lei e sua moglie ne sapete qualcosa. 

Quantomeno cerchiamo di farlo. Con Daniela abbiamo accolto due famiglie Ucraine, ed io ho avuto limmensa fortuna di fondare la Nazionale Cantanti, 40 anni fa. In questo lungo percorso, insieme  agli amici e ai colleghi (Morandi e tutti gli altri), anchessi protetti dalla benevolenza, siamo riusciti a raccogliere fondi per i bambini sofferenti pari a 100 milioni di euro, interamente versati. Una cifra che significa tanto per noi, della quale andiamo fieri.  

Così come il Cet, che oltretutto dalavoro a molte persone. Una versione di se inusuale, un Mogol anche imprenditore oltreché genio. 

Direi che limprenditore è in realtà mia moglie, è lei ad occuparsi della gestione della struttura. Da una parte c’è la scuola, composta da autori, compositori, interpreti, scrittori poetici e produttori discografici che hanno avuto poi successo in tutta Europa. Abbiamo diplomato circa tremila allievi. Dallaltra il centro convegni, molto apprezzato dalle realtà aziendali italiane. Tuttavia quello che più mi inorgoglisce è limminente apertura di un nuovo centro che riguarda la prevenzione primaria. 

Il Centro Europeo Toscolano

Ovvero? 

Ovvero da non confondere con la prevenzione secondaria. Il come si fa a non ammalarsi per intenderci, che deve diventare una cultura da assorbire il più presto possibile. Non solo la ricerca delle patologie, ma come non farle arrivare. Risolvere il problema alla fonte per una vita più lunga, felice e sana. E lo si può ottenere dallo stile di vita, dal modo di pensare, dal nutrimento che dipende anche dal luogo in cui si vive. Anche laspetto psicologico incide fortemente. Bisogna saper accettare il parere degli altri. La negatività tocca la salute. Imparare a perdonare. Tutto questo è nel nuovo libro che ho scritto con Giovanni Scapagnini ed Emanuele De Nobili, dal titolo La rinascita!, che parte con la depurazione dai veleni, ma anche con la misericordia e lamore. Lo ripeto. Euna cultura. 

Perché avete fondato il Toscolano ad Avigliano Umbro? In questa terra ha trovato lhumus giusto per il suo sogno?

Formiamo gli uomini per formare gli artisti. È un posto fantastico, caratterizzato da altipiani, circondato da boschi e da laghi, con una montagna, il verde, gli alberi e i miei amati cavalli. Con loro ho fatto tremila chilometri. Da Milano a Roma, la Valle DAosta, Assisi, persino in Vaticano siamo arrivati. Al momento ne abbiamo dieci. E poi hanno uno straordinario senso dellorientamento, di gran lunga superiore al nostro. Se ti perdi nel bosco ci penserà lui a riportarti a casa. È un animale straordinario. 

Per concludere maestro. A chi vuole rivolgere un grazie?  

A Dio che mi ha aiutato molto e a Daniela, mia moglie. Che mi ha sempre supportato e sostenuto, sia nei momenti belli che nelle difficoltà, salute in primis. 

Daniela, compagna e manager: “Un paese voluto da un genio sognatore”

Daniela, eccoci a lei. A parte lamore che vi lega, la sua è una figura importante, come ci ha più volte ribadito Mogol. Ci spiega esattamente cos’è il Cet?  

Parliamo di 18mila metri quadrati, una vera e propria cittadella che dà lavoro a 50 famiglie nel territorio. Sicuramente unimportante realtà per lUmbria. Giulio fu un visionario, vide in questo paradiso, già prima di erigerlo, una scuola di musica. La passione per larchitettura fece il resto. Girando molto per lItalia si è poi convinto ad investire qui, con la missione di far avvicinare i giovani alla cultura popolare, che era in crisi. È andato in cerca in molti posti, da Rimini allAbruzzo, fermandosi poi in Umbria.

Giulio Rapetti Mogol insieme alla moglie Daniela Gimmlelli

Cosa immaginava suo marito?

Giulio ha deciso di costruire il suo sogno come un paese, godibile in tutti i sensi. Dalle sale di registrazione alle camere, dallospitalità alla ristorazione. È un relais 4 stelle con capienza di circa 150 posti e con un comparto di congressistica tra i più funzionali dItalia. 10 mila presenza allanno sono con le eccellenze private e pubbliche, case farmaceutiche, automobilistiche ed enti. Tanti eventi. Le dico dei nomi Enel, Tim,  Poste italiane, Trenitalia,  Pfizer, Novartis, Visufarma, GlaxoSmithKline,  Sigma-tau,  Netflix, Confindustria, Sole 24 ore, Mercedes BMW, Angelini, Volvo e convegni medici e tante altre aziende importanti. Un polo economico che è valore aggiunto per lintera provincia. 

Laccademia? 

Una scuola di alta formazione che arriva nei cuori dei ragazzi perché Giulio è un educatore. Sono già studenti di conservatorio. Ogni anno ne escono circa 150. Un master di 15 giorni, cinque giorni full immersion e 30 a casa, per tre fasi. Il rientro a casa è stato voluto proprio da Mogol come fattore didattico, essenziale per assimilare le nozioni. Ci sono compositori, autori, interpreti. E il mondo della musica pesca dal laboratorio. Qui si crea, ed è questa la magia. Stiamo parlando di un centro di alto respiro, con la Chiesa dedicata alla Madonna del Rosario, sale registrazione, teatro, auditorium. Giulio non si ritiene un imprenditore ma in realtà lo spirito ce lha. Non dimentichiamoci che fondò insieme a Lucio Battisti la N.1, casa discografica molto importante che catturò lattenzione di numerosi artisti, poi ceduta alla Rca. Nasce genio, ma è anche dotato di grandi capacità imprenditoriali. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it CLICCANDO QUI .

Forbes.it è anche su WhatsApp: puoi iscriverti al canale CLICCANDO QUI .