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Tecnologia

I leader aziendali sono convinti della necessità di investire in intelligenza artificiale

Articolo apparso sul numero di gennaio 2024 di Forbes Italia. Abbonati!

L’AI Readiness Index presentato da Cisco è un documento ricco e complesso, frutto di una ricerca mondiale su 8.161 leader aziendali del settore privato e dell’It in 30 mercati. Offre uno scenario con grandi prospettive di crescita per la tecnologia del momento, l’intelligenza artificiale generativa su vasta scala dedicata al lavoro e alla società. Le percentuali di penetrazione di questi modelli sono ancora fragili: l’8% delle imprese per il mercato italiano e il 14% in Europa. Questo significa che il terreno da esplorare è ancora ampio e bisognerà formare personale specializzato per questa sfida epocale.

Il 2024 sarà un anno cruciale e oltre il 50% del campione teme che ci saranno danni evidenti per le aziende che resteranno inattive su questo fronte. Gianmatteo Manghi, amministratore delegato di Cisco Italia, si mostra preoccupato per il “gap delle competenze, uno dei punti critici per raggiungere, anche in Italia, un indice più alto di impiego nel campo dell’IA generativa”.

Cisco è uno dei principali attori di questa trasformazione, con il suo know internazionale, la ricerca e sviluppo, 70mila addetti a livello mondiale e acquisizioni come quella recente di Splunk, specializzata in IA e security, per 28 miliardi di dollari.  Manghi riassume l’impegno dell’azienda per aumentare, anche nel mercato italiano, l’indicatore digital density, che misura il grado di diffusione delle nuove tecnologie nell’industria: “Le Cisco Academy riescono a formare oltre 60mila persone all’anno. Ma oltre al fronte privato, urge un intervento a livello istituzionale. La proposta è inserire la formazione digitale nelle scuole primarie e secondarie e nelle università”.

Liz Centoni, executive vice president, general manager, applications e chief strategy officer di Cisco, ha aggiunto: “La corsa per prepararsi all’IA è partita e c’è una forte pressione per passare dalla pianificazione strategica all’esecuzione, per capitalizzare il potenziale di trasformazione di questa tecnologia. Per sfruttare i vantaggi dei prodotti e dei servizi basati sull’IA, le aziende hanno bisogno di soluzioni che offrano sicurezza, osservabilità per i loro modelli e strumenti IA, per garantire le prestazioni, proteggere dati e sistemi sensibili, fornire risultati affidabili ottenuti in modo responsabile”.

Enrico Mercadante, architectures sales and innovation Southern Europe, ha lanciato una sfida affascinante: quella del quantum computing. “Dobbiamo assimilare in fretta la cultura dell’IA generativa, anche perché questa sfida si sommerà alla diffusione del quantum computing, che creerà un’accelerazione sul fronte dei modelli di IA e della cybersecurity. Quantum è un tema ad altissima innovazione, ma che avrà un impatto molto importante sulla cybersecurity e sulle reti, perché invece dei bit, le unità informative saranno i qbit”.

A proposito di quantum computing, va citata un’importante struttura dedita alla ricerca, il Quantum Lab, che si trova nel Santa Monica Media Park. Una delle applicazioni più interessanti – e allo stesso tempo una delle più complesse – dei dati dell’IA e degli algoritmi è la guida autonoma. L’evento di Cisco, che si è tenuto al Talent Garden Calabiana, ha visto la presenza di una Maserati MC20 Cielo che il Politecnico di Milano sta sperimentando con obiettivi di guida autonoma, all’interno del progetto 1000 Mad (1000 miglia autonomous drive). La Mille Miglia 2023 è stata il tassello iniziale per lo sviluppo della guida autonoma. Dopo un anno di sperimentazione, il team di Sergio Savaresi, ordinario di automatica al PoliMi, punta all’edizione 2024 e vuole percorrere i 1.500 chilometri in modalità totalmente autonoma. Un importante traguardo è stato già raggiunto, secondo Savarese: “L’ottenimento dell’autorizzazione da parte del ministero è un passaggio fondamentale che ci permetterà di sviluppare sul campo tutti gli algoritmi di automazione e di intelligenza artificiale”.

Ma nelle aziende non tutti sono felici dell’avvento dell’intelligenza artificiale. L’applicazione dell’IA alla produttività trova un’accoglienza molto calda da parte dei manager di fascia alta, che Mercadante individua in “ceo e leadership team, board of directors, client facing team member e, ovviamente, investori e shareholder”. Le perplessità si riscontrano nelle figure più in basso negli organigrammi. Qui il timore della perdita di lavoro o di essere sostituiti da una macchina che esegue gli stessi compiti degli umani, ma in maniera più rapida e più redditizia, sono palpabili. 

Una larghissima maggioranza di imprese, l’84%, è convinta che l’IA sarà importante per il business. All’interno di questa maggioranza, sottolinea Mercadante, “i settori in cui l’impatto dell’IA sarà più forte sono le infrastrutture It, la cybersecurity, la customer experience”.

Come prevedono gli analisti dell’intelligenza artificiale e gli sviluppatori che stanno lavorando ai nuovi tool, al centro della sua applicazione ci sarà sempre l’uomo. E qui il discorso delle skill si fa urgente. Dall’AI Readiness Index si evince che il 98% del campione è convinto di dover investire in formazione del personale da qualificare o riqualificare. Il 39% sa che i suoi addetti hanno bisogno di essere preparati per questo salto di produttività. Una società come Cisco, che basa la sua fortuna su sviluppo tecnologico e reputazione tra i clienti, non può permettersi di divulgare modelli di IA che contengano problemi. La raccomandazione è evitare falsi contenuti, allucinazioni (la macchina che risponde ‘Sì’ alla domanda ‘La Terra è piatta?’ è l’esempio che i tecnici fanno più sovente). Poi ci sono i deep fake che tanti danni possono provocare nella società e i bias da risolvere prima che possano provocare problemi seri.

Manghi ricorda quali sono i quattro pilastri dello sviluppo di Cisco, che vuole contribuire alla crescita del sistema Italia: “Iperconnettività, il cosiddetto IoT (internet of things), che sarà pervasivo e porterà a un miglioramento sensibile delle infrastrutture del Paese, l’applicazione di modelli di IA generativa al mondo della produttività, dei servizi e della Pa, il quantum computing, che segnerà il passaggio a una nuova era dell’It, e infine la cybersecurity, su cui Cisco continua a fare importanti investimenti”.

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