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Innovazione 20 Maggio, 2020 @ 4:16

La startup italiana che riduce il rischio di contagio con l’Intelligenza Artificiale

di Forbes.it

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Mezzi pubblici: riduzione del rischio contagio Covid-19
(Getty Images)

Si chiama Binoocle la startup innovativa fondata nel 2018 da Mario Puccioni, psicoanalista e neuroscienziato con background accademico e clinico. Con il proprio laboratorio di ricerca a Firenze e un ufficio sviluppo a Milano, Binoocle si occupa di intelligenza artificiale, trattamento di dati scientifici e neuroscienze: un mix di ambiti che consente di interpretare grandi volumi di dati per risolvere in modo scientifico problemi complessi fino ad ora impensabili da affrontare. Ed è proprio per affrontare un problema del tutto nuovo e complesso come quello della sicurezza dei luoghi pubblici a seguito dello scoppio della pandemia di coronavirus che la startup ha convogliato le proprie competenze nel progetto Vision 2, un sistema avanzato di Intelligenza Artificiale che opera in tempo reale attraverso qualsiasi webcam o telecamera ormai presente in quasi tutti i negozi e spazi di aggregazione. Immediatamente installabile, Vision 2 non necessita assistenza e rispetta tutte le regole per la salvaguardia della privacy non permettendo di registrare volti e immagini.

Stop agli assembramenti nei luoghi pubblici con l’intelligenza artificiale di Vision 2

Individuare il numero di persone massimo all’interno di un luogo pubblico entro il quale il rischio contagio covid-19 resta sensibilmente basso non è cosa facile. Che si tratti di negozi, supermercati, uffici o mezzi pubblici, monitorare il numero degli ingressi può essere un’attività davvero faticosa. Grazie all’utilizzo dell’applicazione Pro Person di Vision 2 è possibile gestire il numero delle persone all’interno di un luogo: la webcam inquadra il numero di persone presenti in un ambiente e se il numero è superiore a quello indicato dalle normative di sicurezza emette un segnale acustico di allarme.

L’AI di Vision 2 per monitorare l’utilizzo di mascherine e gestire la fila

Non solo Pro Person, Vision 2 presenta anche altre due applicazioni: Face Mask e Concierge. Face Mask è un sistema di monitoraggio avanzato che permette di rilevare la presenza delle mascherine protettive attraverso una webcam, fornendo in tempo reale segnali d’avvertimento nel caso di mancanza di protezione sui volti. Concierge, invece, permette di gestire la fila ed il flusso in entrata in modo ordinato e preciso, rilevando il momento opportuno in cui far entrare nuovi clienti. L’applicazione è facilmente configurabile sul numero di persone massimo desiderate all’interno.

Trending 8 Aprile, 2020 @ 6:21

Mappare i positivi al Covid-19 senza tamponi, l’italiana Nexim lo fa con l’intelligenza artificiale

di Forbes.it

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Simone Dore, ceo di Nexim Italia

Come supplire alla carenza presso le strutture ospedaliere dei tamponi o dei reagenti necessari a verificare la positività o meno al Coronavirus? Senza uno screening adeguato mancherebbe il tassello necessario a garantire una ripresa dell’attività in un contesto di sicurezza. Con il rischio concreto di una risalita dei contagi non appena l’Italia dovesse entrare nella cosiddetta Fase 2.

La risposta potrebbe venire dall’idea del sassarese Simone Dore, amministratore delegato di Nexim Italia, un «gioiellino» delle telecomunicazioni nazionali, specializzata nella progettazione, sviluppo e fornitura di sistemi di connettività, data center e cyber-security, che al suo interno ha anche una divisione che si occupa di intelligenza artificiale e sistemi di calcolo.

L’idea di Nexim è quella di usare l’intelligenza artificiale per analizzare i dati delle radiografie toraciche. Praticamente ovunque infatti vi è disponibilità di dispositivi per la radiografia, a differenza di quanto avviene con tamponi e reagenti. E il sistema di intelligenza artificiale messo a punto da Nexim, ha la capacità di analizzare grandi quantità di dati multiformi, ormai disponibili nelle librerie pubbliche di immagini di pazienti di tutto il mondo affetti da malattie rilevate ai raggi X. Ciò permette in buona sostanza di riconoscere le patologie sulla base di quanto già osservato in passato. Si effettua così una sorta di pre-screening, da accertare poi nei casi sospetti con un tampone.

Il risultato, spiega Dore, che metterà a disposizione il sistema (già brevettato) in maniera gratuita, dà un’affidabilità vicina al 99%. “E più il sistema viene usato e più impara”, dice ancora Dore, che ha già avviato le pratiche per la certificazione del sistema.

La dashboard di Armadillo Scan

Come funziona la piattaforma per mappare i positivi con l’intelligenza artificiale

La piattaforma ideata da Simone Dore si chiama Armadillo Scan “AS” ed è nata per supportare le istituzioni coinvolte nell’emergenza sanitaria. AS è infatti in grado di raccogliere, elaborare e aggregare le immagini provenienti da dispositivi di radiografia: la piattaforma permette quindi di individuare i potenziali focolai d’infezione da Covid-19 e consente di contenere e tracciare e monitorare i parametri di quelli già scoperti. L’elaborazione dei dati, messi volontariamente a disposizione dalle istituzioni mondiali degli utenti risultati positivi, garantisce una veloce tracciatura di una possibile affezione con una accuratezza del 90/92%. Attualmente la curva di precisione viene calcolata su un data-set di immagini di non altissima risoluzione, cosa che potrebbe aumentare se le immagini provenissero direttamente dalle macchine radiografiche senza ulteriori manipolazioni.

Un’altra immagine della dashboard di Armadillo Scan

Il software è stato brevettato e reso disponibile gratuitamente per le analisi della comunità scientifica, lo staff di ricerca e sviluppo di AS è disponibile per interagire con il settore medico per aumentarne l’ affidabilità.  Attraverso algoritmi di intelligenza artificiale, reti neurali e un Data Center con altissime performance di affidabilità interno alla struttura Nexim, è possibile attraverso la propria potenza di calcolo elaborare un risultato di positività in meno di 5 secondi. Il software può essere un’ arma vincente in quei paesi dove le strutture sanitarie non hanno a disposizione laboratori di analisi o reagenti sufficenti al contrasto della pandemia.

“Non dimentichiamo poi – conclude Dore – quanto potrebbe essere importante un sistema come questo per contenere le epidemie nei Paesi del terzo mondo dove i reagenti sono spesso introvabili”.

E c’è anche una app

Nexim si è mossa fin dall’inizio dell’emergenza e, prosegue Dore, «abbiamo lavorato ininterrottamente per poter schierare anche “armi digitali” contro un evento imprevedibile, a difesa di un bene primario: la vita di tutti». La loro “arma digitale” è appunto “Armadillo” e l’azienda ha creato anche un’applicazione che permette, sempre su base volontaria e anonima, di memorizzare in modo puntuale i propri movimenti tramite Gps, celle telefoniche e punti di accesso wi-fi. Questi dati saranno poi conservati in modalità cifrati sul telefono del soggetto: se poi l’utente risulterà positivo, potrà a quel punto autorizzare l’accesso a tali informazioni per consentire di analizzare esattamente il percorso che ha fatto mettendo in relazione tutti i dati collezionati nel tempo.

 

Innovazione 7 Marzo, 2020 @ 11:44

Da Harvard ad Alibaba, chi sta usando l’intelligenza artificiale contro il virus

di Antonio Piazzolla

Studente universitario, mi occupo di giornalismo scientifico.Leggi di più dell'autore
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Jack Ma, fondatore di Alibaba (Wang He/Getty Images)

Quella che stiamo affrontando, è senza ombra di dubbio, una delle più grandi sfide che sta mettendo alla prova l’umanità: uno stress test che non si limita alla medicina ma che, a causa dell’elevato fattore virologico del COVID-19, sta modificando le abitudini della società, in tutti i suoi apparati

Ora l’AI scende in campo per contrastare il virus

E mentre continua la ricerca ad un vaccino efficace, ricercatori di tutto il mondo si stanno avvalendo dell’intelligenza artificiale per fare stime, prevenire i contagi, capire come contrastare il virus e contribuire allo sviluppo di farmaci.

Diagnostica: Jack Ma e Alibaba in prima linea

Primi fra tutti il colosso Alibaba: la multinazionale cinese ha affermato che il suo sistema di intelligenza artificiale è in grado di rilevare il coronavirus attraverso la tomografia computerizzata con un’accuratezza del 96%. Sono necessari solamente 20 secondi rispetto al quarto d’ora solitamente impiegato dall’occhio di un esperto. Il sistema è stato messo a punto sulla base dei dati acquisiti da 5000 casi confermati. Inoltre il fondatore Jack Ma ha annunciato che la sua fondazione donerà $ 2,15 milioni per lo sviluppo di un vaccino.

Al lavoro anche il team di Baidu, il principale motore di ricerca cinese, che ha rilasciato LinearFold, un algoritmo che riduce il tempo di previsione della struttura secondaria di una sequenza di acido ribonucleico (RNA) da 55 minuti a 27 secondi. Una riduzione dei tempi cruciale per comprendere meglio il virus e permettere di sviluppare farmaci efficaci in tempi celeri.

In Cina intanto è arrivato uno strumento che aiuta i medici a diagnosticare rapidamente potenziali malati di Coronavirus, si tratta di inferVISION: il software, basato sull’intelligenza artificiale, può evidenziare rapidamente potenziali casi problematici e fa affidamento sugli SDK Clara di NVIDIA, il framework di applicazioni sanitarie di NVIDIA per l’imaging medica basato sull’intelligenza artificiale. inferVISION si basa sui casi accertati per trovare analogie nelle infezioni polmonari.

Informare in tempo reale

Interessante il lavoro della Harvard Medical School, dove il ricercatore John Brownstein – membro di un team internazionale – sta utilizzando l’apprendimento automatico per “sfogliare” i social media e altre forme di dati dai canali di sanità pubblica ufficiali e delle autorità così da produrre analisi sanitarie dei focolai in tempo reale.

Anche l’azienda canadese BlueDot, una società di sorveglianza sanitaria con sede a Toronto, sta raccogliendo dati sulle malattie da una miriade di fonti online utilizzando le informazioni sui voli delle compagnie aeree per fare previsioni su dove potrebbero comparire le malattie infettive: anche e soprattutto le rotte aeree rappresentano infatti un vettore di trasporto della malattia.

Favorire lo sviluppo di farmaci

Su questo fronte vi sono diverse realtà al lavoro, come Insilico Medicine, società che utilizza l’intelligenza artificiale per realizzare farmaci; attraverso la GAN (rete generativa avversaria)  vaglierà le strutture di 100 molecole simili alla proteina chiave Covid-19. Lo scopo? Testare varie combinazioni per mettere a punto farmaci efficaci in tempi celeri. Le strutture molecolari saranno messe a disposizione sul sito, dove si invitano anche chimici indipendenti a contribuire.

Lavoro analogo quello dell’algoritmo BenevolentAI, che sta intrecciando i dati relative alle strutture molecolari con le informazioni biomediche su recettori e malattie. Il software ha già individuato la proteina chinasi 1 (AAK1), associata all’adattatore enzimatico, che regola l’endocitosi, il processo che porta materiale nelle cellule è che è anche una modalità di penetrazione del virus. I ricercatori, grazie a BenevolentAI, hanno identificato un possibile farmaco efficace chiamato “Baricitinib”.

 

Video 28 Febbraio, 2020 @ 2:49

Floridi Dixit: chi concepisce l’intelligenza artificiale?

di Forbes.it

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Floridi Dixit ep. 2 – Chi concepisce l’intelligenza artificiale? from BFC Video on Vimeo.

a cura di Enzo Argante

Chi concepisce l’intelligenza artificiale? È online la seconda puntata di Floridi Dixit, miniserie realizzata da Forbes.it con Luciano Floridi.

Floridi è professore ordinario di filosofia ed etica dell’informazione all’Università di Oxford presso l’Oxford Internet Institute, dove dirige il Digital Ethics Lab. È considerato il padre della filosofia dell’informazione e il suo lavoro si concentra in due aree di ricerca filosofica, la filosofia dell’informazione e l’etica informatica.

Floridi conta incarichi in organismi internazionali, dall’Ue all’Unesco, ed è consulenze in giganti della tecnologia. A lui si deve anche la creazione di neologismi come “infosfera”, “quarta rivoluzione”, “iperstoria”, e “onlife”, espressione usata per intendere la fusione della vita online e offline in una permanente connessione.

Luciano Floridi è anche mentore dei ragazzi di Siamo Jedi, la trasmissione in onda su BFC Video.

Qui potete rivedere la prima puntata nel caso ve la foste persa.

Video 20 Febbraio, 2020 @ 2:17

Floridi Dixit, la prima puntata della miniserie Forbes con Luciano Floridi

di Forbes.it

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a cura di Enzo Argante

Parte oggi Floridi Dixit, una miniserie realizzata da Forbes.it con Luciano Floridi.

Floridi è professore ordinario di filosofia ed etica dell’informazione all’Università di Oxford presso l’Oxford Internet Institute, dove dirige il Digital Ethics Lab. E’ considerato il padre della filosofia dell’informazione. Il suo lavoro si concentra in due aree di ricerca filosofica, la filosofia dell’informazione e l’etica informatica.

Floridi conta incarichi in organismi internazionali dall’Ue all’Unesco, e consulenze in giganti della tecnologia. A lui si deve anche la creazione di neologismi come infosfera, quarta rivoluzione, iperstoria, e onlife, espressione usata per intendere la fusione della vita online e offline in una permanente connessione.

Luciano Floridi è anche mentore dei ragazzi di Siamo Jedi, la trasmissione in onda su BFC Video.

Innovazione 20 Febbraio, 2020 @ 1:55

L’Italia artificialmente intelligente raccontata dall’Osservatorio del Politecnico di Milano

di Federico Morgantini

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nuove tecnologie e intelligenza artificiale
(GettyImages)

Il Politecnico di Milano dispone di un dipartimento chiamato Osservatori dedicato esclusivamente all’analisi di tecnologie innovative, che vengono analizzate da più punti di vista: naturalmente quello tecnologico, ma anche quello sociale, economico, legale e di sostenibilità. Tanti dei settori hanno cicli di analisi annuali che culminano con un convegno e la pubblicazione di un volume con tutti i risultati.

Oggi è stato il giorno dell’Intelligenza Artificiale, nell’aula magna del Politecnico di Milano Bovisa si è tenuto un evento ricchissimo di relatori che hanno commentato i risultati dell’Osservatorio Artificial Intelligence (AI). 

Quanto vale il mercato dell’intelligenza artificiale in Italia? Ce lo svela il Polimi

In Italia, tra software, hardware e servizi, l’Artificial Intelligence nel 2019 raggiunge il valore 200 milioni di euro, di cui il 78% commissionato da imprese italiane e il 22% come export. Tra i diversi settori, l’AI è diffusa in particolare nelle banche e finanza (25% del mercato), nella manifattura (13%), nelle utility (13%) e assicurazioni (12%). La quota principale della spesa (il 33%) è dedicata a progetti di Intelligent Data Processing, algoritmi per analizzare ed estrarre informazioni dai dati, seguiti da quelli di Natural Language Processing e di Chatbot/Virtual Assistant (28%) in grado di comprendere il linguaggio naturale ed eventualmente fornire risposte a un interlocutore.

Alessandro Piva, direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence, ha commentato: “Il valore di 200 milioni di euro per il mercato dell’AI in Italia rappresenta solo l’inizio di un percorso, dal potenziale largamente inesplorato”. Diciamo che ne esce un’Italia all’inizio del guado: sicuramente non digiuna di AI, ma ancora ben lontana dai due giganti del settore, Cina e Usa, dove gli investimenti pubblici e privati sono miliardari.

Le soluzioni di intelligenza artificiale più diffuse

Tra le diverse tipologie di soluzioni, il 33% del mercato italiano è dedicato all’Intelligent Data Processing, il 28% al Natural Language Processing e ai Chatbot/Virtual Assistant, poi ai Recommendation System (18%), algoritmi per suggerire ai clienti contenuti in linea con le singole preferenze, RPA intelligente (11%), cioè soluzioni in cui l’AI automatizza alcuni task di un progetto e ne governa le varie fasi, Computer Vision (10%) per analizzare il contenuto di un’immagine in contesti come la sorveglianza in luoghi pubblici o il monitoraggio di una linea di produzione.

 

Intelligenza Artificiale: i dati dell'osservatorio del Polimi

Intelligenza artificiale: le paure legate a queste nuove tecnologie

Non c’è dubbio che tutte queste tecnologie suscitino anche un po’ di paura. Non tanto quella che un giorno lontano l’AI possa prendere il posto della nostra mente, ma sicuramente quella che a breve le macchine e l’AI possano prendere il posto di tanti lavoratori. 

L’Osservatorio ha risposto anche a questo timore. Il 96% delle imprese che hanno già implementato soluzioni di AI non rileva effetti di sostituzione del lavoro umano da parte delle macchine, solo l’1% nota che l’AI ha eliminato alcuni posti di lavoro, mentre il 3% ha mitigato gli effetti sui lavoratori coinvolti grazie a strumenti di protezione sociale. Più che sostituire le capacità degli esseri umani, l’AI le sta aumentando: il 48% delle imprese evidenzia che le soluzioni di intelligenza artificiale adottate non hanno direttamente coinvolto attività svolte dalle persone, il 28% che le attività sostituite hanno permesso ai lavoratori di dedicarsi con maggiore dedizione a quelle rimanenti, il 24% che sono stati necessari ricollocamenti, anche parziali, dei lavoratori coinvolti. A tal proposito, fa riflettere la riflessione fatta da Alberto Messina, responsabile AI in Rai: “Un sottotitolo sbagliato in un programma in prima serata perché fatto in automatico da una AI per la Rai costa di più di un buon sottotitolatore”.

Sono ancora molti i dati sfornati nel convegno, per chi fosse interessato sono reperibili su www.osservatori.net

Innovazione 14 Febbraio, 2020 @ 2:19

Apre a Milano un centro di eccellenza per l’intelligenza artificiale

di Forbes.it

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(Shutterstock)

Un laboratorio intelligente, in grado di sperimentare su diversi settori quali retail, fashion, luxury, manufacturing, telco, utilities e financial services le tecnologie di intelligenza artificiale. E’ quello troverà spazio a Milano grazie a everis, in collaborazione con Google Cloud come partner italiano, in un nuovo centro di eccellenza che si pone l’obiettivo di guidare l’innovazione in ambito AI per tutta Europa.

L’idea di base è quella di velocizzare la trasformazione digitale delle imprese italiane, passando dalla prototipazione al rilascio in produzione in pochissimo tempo di soluzioni quali: assistenti virtuali, cognitive contact center, trascrizione real time multi lingua, automatizzazione dei processi di analisi e categorizzazione dei documenti, in-store customer profiling, predictive maintenance, riconoscimento di oggetti ed immagini.

Un occasione anche per i giovani alla ricerca di possibilità di impiego di alto livello: l’obiettivo di everis è quello di inserire, entro i prossimi 3 anni, 150 figure altamente specializzate che possano lavorare a progetti per un volume d’affari di 20 milioni di euro.

Paolo Cederle, country manager everis Italia, ha spiegato: “Vogliamo aiutare le imprese italiane co-creando con i nostri clienti nuovi modelli di servizi grazie all’utilizzo delle più avanzate tecnologie, per costruire aziende che non solo possano restare competitive, ma che siano all’avanguardia e protagoniste in un mercato internazionale in continua evoluzione. Le soluzioni che ne derivano sono frutto dell’esplorazione della tecnologia, ma sempre tenendo presente l’applicabilità al settore e il ritorno degli investimenti nel business”.

Il lancio del Centro di Eccellenza è la prima tappa di “The Excellence Modernization”, un roadshow dedicato alle aziende italiane che, attraverso 4 eventi tra Roma e Milano, esplorerà l’opportunità di modernizzare le organizzazioni utilizzando l’eccellenza che contraddistingue il nostro territorio e le nostre risorse.

Classifiche 25 Settembre, 2019 @ 9:56

AI 50: le aziende di intelligenza artificiale più promettenti secondo Forbes

di Forbes.it

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(Getty Images)

L’intelligenza artificiale sta entrando in ogni settore, permettendo ai veicoli di guidare senza autista, aiutando i medici nelle diagnosi mediche e imitando il modo in cui gli umani parlano. Ma nonostante l’entusiasmo, c’è anche molto rumore.

Il termine è infatti ampio e viene citato così spesso che può perdere di significato. Per contribuire a fare chiarezza, Forbes e Meritech Capital hanno stilato un elenco di società con sede negli Stati Uniti che operano nel settore e dimostrano realmente tutto il suo potenziale di business. Per essere incluse nell’elenco, le aziende dovevano dimostrare che tecniche come l’apprendimento automatico, l’elaborazione del linguaggio naturale o l’intelligenza artificiale sono una parte fondamentale del loro modello di business e del loro successo futuro.

Insieme le startup dell’intelligenza artificiale hanno ricevuto un finanziamento record di $ 7,4 miliardi nel solo secondo trimestre del 2019, secondo CBInsights. Le aziende della classifica sono menzionate in ordine crescente di valutazione (per alcune viene riportato il valore stimato da Pitchbook).

Ecco l’elenco delle 50 aziende americane più promettenti nel settore dell’intelligenza artificiale:

50. Viz.ai
Funding: $21 milioni
Valutazione: ND

49. Deep 6
Funding: $22 milioni
Valutazione: ND

48. Lilt
Funding: $12,5 milioni (Pitchbook)
Valutazione: $29,5 milioni (Pitchbook)

47. Armorblox
Funding: $16,5 milioni
Valutazione: $37 milioni (Pitchbook)

46. DefinedCrowd
Funding: $13,1 milioni
Valutazione: $38,8 milioni (Pitchbook)

45. May Mobility
Funding: $33 milioni
Valutazione: $61,9 milioni (Pitchbook)

44.Xnor.ai
Funding: $14,6 milioni (Pitchbook)
Valutazione: $62,05 milioni (Pitchbook)

43. Suki AI
Funding: $20 milioni
Valutazione: $65 milioni

42. Aira
Funding: $35 milioni
Valutazione $66 milioni (Pitchbook)

41. Rulai
Funding: $14,5 milioni
Valutazione: $80 milioni

40. Algorithmia
Funding: $38 milioni (Pitchbook)
Valutazione: $100 milioni (Pitchbook)

39. Ubiquity6
Funding: $37 milioni (Pitchbook)
Valutazione: $102 milioni (Pitchbook)

38. Textio
Funding: $29,5 milioni
Valutazione: $115 milioni (Pitchbook)

37. Affectiva
Funding: $53 milioni
Valutazione: $116 milioni

36. BigPanda
Funding: $51 milioni
Valutazione: $135 milioni (Pitchbook)

35. Insitro
Funding: $100 million
Valutazione: $135 million (Pitchbook)

34. Blue Hexagon
Funding: $31 milioni
Valutazione: $143,9 milioni (Pitchbook)

33. Tamr
Funding: $73,5 milioni
Valutazione: $155 milioni (Pitchbook)

32. Socure
Funding: $60 milioni
Valutazione: $175 milioni (Pitchbook)

31. Bossa Nova Robotics
Funding: $76,57 milioni (Pitchbook)
Valutazione: $179 milioni (Pitchbook)

30. Pymetrics
Funding: $56,6 milioni
Valutazione: $190 milioni (Pitchbook)

29. K Health
Funding: $56 milioni (Pitchbook)
Valutazione: $200 milioni (Pitchbook)

28. Moveworks
Funding: $30 milioni
Valutazione: $200 milioni+

27. Rev.com
Funding: $31 million
Valutazione: $206 milioni

26. Noodle.ai
Funding: $51 milioni (Pitchbook)
Valutazione: $210 milioni (Pitchbook)

25. Kodiak Robotics
Funding: $40 milioni
Valutazione: $210 milioni (Pitchbook)

24. ClimaCell
Funding: $80 milioni
Valutazione: $217 milioni (Pitchbook)

23. AEye
Funding: $65 milioni
Valutazione: $220 milioni (Pitchbook)

22. Brain Corp.
Funding: $125 milioni
Valutazione: $240 milioni (Pitchbook)

21. Domino Data Lab
Funding: $80,6 milioni (Pitchbook)
Valutazione: $260 milioni (Pitchbook)

20. Matterport
Funding: $115 milioni (Pitchbook)
Valutazione: $355 milioni (Pitchbook)

19. PathAI
Funding: $75 milioni (Pitchbook)
Valutazione: $375 milioni (Pitchbook)

18. People.ai
Funding: $100 milioni
Valutazione: $500 milioni (Pitchbook)

17. Standard Cognition
Funding: $86 milioni
Valutazione: $535 milioni

16. Verkada
Funding: $59 milioni
Valutazione: $540 milioni

15. Feedzai
Funding: $82 milioni
Valuation: $575 milioni

14. SentinelOne
Funding: $230 milioni
Valutazione: $600 milioni (Pitchbook)

13. Bright Machines
Funding: $200 milioni
Valutazione: $679 milioni (Pitchbook)

12. Upstart
Funding: $164 milioni
Valutazione: $750 milioni (Pitchbook)

11. Fundbox
Funding: $140 milioni
Valutazione: $750 milioni

10. Anduril Industries
Funding: $180 million
Valutazione: appena sotto $1 miliardo

9. Scale AI
Funding: $122 milioni
Valutazione: $1 miliardo

8. Hippo Insurance
Funding: $209 milioni
Valutazione: $1 miliardo

7. Icertis
Funding: $211 milioni
Valutazione: $1 miliardo

6. DataRobot
Funding: $431 milioni
Valutazione: $1,2 miliardi (Pitchbook)

5. Dataminr
Funding: $577 milioni
Valuation: $1,59 miliardi (Pitchbook)

4. Lemonade
Funding: $480 milioni
Valutazione: $2,1 miliardi (Pitchbook)

3. Uptake
Funding: $258 milioni
Valutazione: $2,3 miliardi (Pitchbook)

2. Aurora Innovation
Funding: $696 milioni (Pitchbook)
Valutazione: $2,57 miliardi (Pitchbook)

1. Nuro
Funding: $1,03 miliardi
Valutazione: $2,7 miliardi

Innovazione 2 Settembre, 2019 @ 9:27

Calciomercato ultimo atto, con big data e intelligenza artificiale

di Antonio Piazzolla

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wanda nara allo stadio con icardi
Wanda Nara e Mauro Icardi, atteso protagonista dell’ultima giornata di calciomercato (Claudio Villa/Getty Images)

Olocip, startup esperta nell’applicazione dell’intelligenza artificiale allo sport, ha sviluppato un algoritmo in grado di prevedere le mosse di calciomercato. La tecnologia infatti sta facendo il suo ingresso in campo (non solo con tecnologie come il VAR) per supportare allenatori e staff.

Come? Per esempio disponendo di un’analisi accurata pre e post-partita, che comprenda lo studio e l’osservazione degli avversari basato su dati oggettivi, consigliando formazioni e sostituzioni sulla base dell’andamento della gara e dei singoli calciatori nel corso delle ultime partite. L’algoritmo sviluppato dalla società di consulenza con sede a Madrid, fornisce consigli anche per lo scouting dei calciatori e nella prevenzione per gli infortuni.

“Dal mio punto di vista, all’interno dei club, ho potuto vedere come hanno iniziato a raccogliere dati ma si sono persi nel modo di trovare l’utilità di quei dati. Le migliori soluzioni che i club potevano trovare sul mercato erano strumenti che fornivano analisi grafiche e descrittive dei dati. Tuttavia, per estrarre le informazioni più utili dai dati, è necessario fare affidamento sull’intelligenza artificiale. Ciò consentirà ai club di utilizzare analisi predittive e prescrittive per ridurre l’incertezza e prendere decisioni migliori” – dice Esteban Granero, trentaduenne CEO di Olocip e centrocampista dell’Espanyol (nella Liga).

Olocip sfrutta l’apprendimento automatico per prevedere i risultati futuri: per questo i club che si rivolgono alla società possono chiedere ai ricercatori di focalizzarsi su questioni specifiche.

“L’IA ha un vantaggio rispetto all’analisi dei dati descrittivi nello scouting dei giocatori a causa del ‘contesto’ che fornisce. Se vuoi comprare un giocatore, non sei veramente interessato a ciò che il giocatore ha fatto nella sua squadra precedente, sei interessato a cosa farà nella tua squadra. Da un lato c’è lo stile di gioco del club, che influenza chiaramente le prestazioni dei giocatori per quanto abbiamo visto. Ma c’è anche il livello della competizione a cui partecipa il giocatore. Due giocatori potrebbero produrre variabili simili ma il livello di competizione a cui partecipano potrebbe essere chiaramente diverso. Teniamo conto di tutto ciò e i modelli apprendono dai dati su come trasformare un giocatore descritto dalla sua prestazione passata nelle squadre in cui ha giocato, in una previsione per il suo nuovo contesto” – ha spiegato a Forbes Marco Benjumeda, ricercatore di Olocip con un dottorato di ricerca in IA.

Proprio grazie a questi modelli, la società ipotizzato l’andamento di Eden Hazard nel Real Madrid: secondo Olocip segnerà più gol ma farà meno assist in questa stagione.

“L’AI prevede un quadro di ciò che accadrà nei prossimi 15 minuti di gioco ed è possibile analizzare alcune variabili per capire in che modo cambiare tattica possa influenzare il resto del match, ad esempio impostando un pressing maggiore o cercando di mantenere un maggior possesso palla o ancora aumentando la velocità di passaggio o giocando di più al centro del campo. Il modello fa una stima delle probabilità di raggiungere gli obiettivi prefissati tenendo presente le variabili richieste. In questo modo, possiamo anche generare automaticamente istruzioni per gli allenatori” – spiega ancora Benjumeda.

Ma IBM non se ne sta a guardare con le mani in mano

Il sogno di molti dirigenti sportivi che – proprio non molto tempo fa – è stato realizzato da un inglese, il Leatherhead Football Club che milita nella Isthmian League, nella settima divisione.

Una formazione composta da autisti per le consegne a domicilio, venditori di automobili e commessi. Pur non essendo formato da professionisti, il club ha delle ambizioni e Nikki Bull, l’allenatore ed anche portiere del Leatherhead, aveva bisogno di un valido supporto, una tecnologia intuitiva e semplice dal momento che sia lui che i giocatori avrebbe avuto poco tempo a disposizione per dedicarsi all’apprendimento. Così, il club, ha deciso di avvalersi di IBM la quale, come annunciato da Joe Pavitt, Master Inventor di IBM, avrebbe sviluppato un’applicazione inedita dell’Intelligenza Artificiale.

Come funziona l’intelligenza artificiale di IBM?

IBM Watson Discovery studia i report sulle partite e i feed dei social network in modo da accogliere dati sugli avversari i quali, una volta analizzati, forniscono un quadro basato sull’andamento delle ultime partite. Uno studio approfondito in grado di fornire dettagli sui giocatori più forti, sulle tattiche utilizzate e sull’equilibro fra la fascia destra e la fascia sinistra. L’applicazione è di facile utilizzo grazie ad IBM Watson Assistant che permette all’utente di porre domande e ricevere le informazioni richieste: l’applicazione suggerisce anche la visione di video ad esempio per rivedere gli highlights di una partita con semplici comandi vocali, come per esempio “Mostra i tiri contro il Bognor”.

Il club inglese poi ha comunicato di aver riscontrato risultati notevoli grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, ed è successo nel quarto turno di qualificazioni per la FA Cup, dove l’applicazione aveva previsto una partita tra la squadra del Leatherhead e l’Hitchin Town. Lo staff del Leatherhead ha potuto consultare i dati chiave estrapolati da una vecchia partita tra le stesse squadre e di individuare una debolezza nel terzino sinistro del Leatherhead. L’analisi dell’applicazione coincideva con il report degli osservatori, i quali aveva riportato come l’Hitchin tendesse ad entrare facilmente in area di rigore. La previsione si è verificata e infatti il terzino sinistro del Leatherhead ha causato un rigore che ha portato alla sconfitta del Leatherhead e uscita dalla coppa.

Trasformare i punti deboli in valore aggiunto

Lo scopo del progetto è quello di dimostrare come, grazie a questa tecnologia, è possibile mettere a punto strategie e tattiche più efficaci, specie per quelle squadre in difficoltà. Se la cosa non vi convince pensate che il Leatherhead, grazie ai consigli della piattaforma Watson (dove possono accedere anche gli stessi giocatori per valutare la propria performance sul campo) è riuscito a scalare ben 12 posizioni in classifica nella stagione 2018/2019. Il club al è in zona playoff. Insomma, la tecnologia della nostra epoca (big data, intelligenza artificiale ecc..) sta facendo il suo esordio sui campi di calcio di tutto il mondo. E’ chiaro che a giocare ci saranno sempre e comunque ragazzi con dei sogni (e meno male!) e anche se qualcuno penserà che questo possa portare via quel che resto del romanticismo calcistico possiamo star certi che ne vedremo delle belle!

Innovazione 20 Giugno, 2019 @ 12:14

L’assistente vocale ora riconosce i sintomi dell’infarto, e ti salva la vita

di Simona Politini

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(Shutterstock)

E se l’assistente vocale potesse salvarci la vita? Forse questo momento non è poi così lontano. I ricercatori dell’Università di Washington hanno sviluppato un algoritmo di intelligenza artificiale da applicare agli smart speaker che sarebbe in grado di riconosce un infarto a distanza.

Le malattie del sistema cardiocircolatorio rappresentano una delle principali cause di morte, anche in Italia. Tuttavia, ai primi sintomi di infarto, un’azione tempestiva sul paziente può fare la differenza. Non a caso, infatti, come dimostra uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology spesso la morte per attacco cardiaco sopraggiunge di notte quando un intervento immediato risulta più complesso.

Partendo da questi presupposti, gli studiosi hanno messo a punto un sistema da poter inglobare all’interno di assistenti vocali o smartphone in grado di ascoltare i suoni emessi durante la respirazione e associati all’arresto cardiaco e quindi avvisare i servizi di emergenza quando a casa non c’è nessuno che possa fornire assistenza o tutti dormono.

Come riconoscere un attacco di cuore? Ci pensa Alexa

Tra i sintomi di infarto rientra il cosiddetto respiro agonico. “Questo tipo di respirazione accade quando un paziente sperimenta livelli di ossigeno davvero bassi. È una sorta di rumore gutturale e la sua unicità lo rende un buon biomarcatore audio da utilizzare per identificare se qualcuno è in fase di arresto cardiaco”, ha detto Jacob Sunshine, assistente professore di anestesia e medicina del dolore nonché uno degli autori dello studio.

Allenando l’algoritmo di intelligenza artificiale al riconoscimento di questa tipologia di respiro, gli altoparlanti smart come Amazon Alexa o Google Home potrebbero essere in grado di registrare un evento di questo tipo e dunque avvisare chiunque si trovi nelle vicinanze per fornire assistenza e in caso di mancata risposta chiamare automaticamente il numero di emergenza.

Assistente vocale, il nuovo strumento per prevenire un infarto: lo studio

Per dimostrare la propria idea i ricercatori hanno rilevato estratti audio di 2,5 secondi da chiamate reali giunte al 911 (numero di emergenza Usa) e addestrato un modello di apprendimento automatico al fine di classificare la respirazione agonizzante con Amazon Alexa, iPhone 5s e Samsung GalaxyS4.

I suoni sono stati riprodotti anche da distanze diverse con rumori di sottofondo aggiunti come un cane o un clacson di macchina, per garantire che lo strumento possa sentire la respirazione al di là degli avvenimenti che tutti i giorni si svolgono intorno alla casa. Durante i test di riconoscimento del respiro agonico il tasso di falsi positivi su oltre 200.000 clip è stato dello 0,2 per cento.