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Innovation

Le influencer generate con l’intelligenza artificiale: il caso di Francesca Giubelli

La vicenda che ha coinvolto Balocco e Chiara Ferragni ha contribuito alla perdita di credibilità dei creator agli occhi del pubblico, che ha iniziato a guardare con sempre maggiore interesse alla nuova generazione di influencer virtuali. A testimoniarlo è una ricerca di HypeAuditor, secondo cui questi personaggi ottengono un engagement medio su Instagram tre volte superiore a quello degli influencer reali. Oggi le modelle generate con l’intelligenza artificiale sono considerate icone di stile al pari dei creator, tanto da essere scelte per le campagne pubblicitarie di diversi marchi di moda.

Da Emily Pellegrini, capace di sedurre sportivi, politici e brand, ad Aitana Lopez, in grado di guadagnare fino a 10mila dollari al mese su OnlyFans, con il tempo queste figure hanno saputo creare un’interazione sempre più forte con gli utenti, arrivando a conquistare il piccolo schermo (nel caso di Alba Renai, scelta come conduttrice di un programma collaterale dell’Isola dei Famosi spagnola) e a creare nuovi spazi di riflessione su temi di carattere nazionale.

È questo il caso di Francesca Giubelli, prima influencer italiana creata con l’IA – e seconda al mondo dopo Lil Miquela – ad aver ricevuto la spunta blu da Meta: “Dal punto di vista istituzionale si apre un tavolo di discussione sull’importanza dell’IA. È un argomento di dibattito che si muove su tutti quei profili da verificare per individuare le attività illecite che vengono effettuate da alcuni utenti”, rivelano i creatori della modella italiana. “Basti pensare a OnlyFans, dove c’è uno smercio di video venduti illegalmente. Con la certificazione viene riconosciuto sia il nostro lavoro, sia Francesca come personaggio pubblico. La spunta blu non è arrivata tramite un abbonamento, ma con un percorso ben definito. Aver ottenuto questo riconoscimento grazie alle pubblicazioni dei giornali con i nostri nomi è stata una grande soddisfazione“.  

Francesca Giubelli: la prima influncer italiana con la spunta blu

Nata a gennaio 2024 da un’idea di tre giovani imprenditori, Emiliano Belmonte, Valeria Fossatelli e Francesco Giuliani, l’influencer è diventata un caso di studio internazionale per l’impatto che è riuscita ad avere sul pubblico dei social media. Ventiquattro anni, romana, amante dei viaggi e del buon cibo, ha una pagina Instagram da oltre 10mila follower e un blog. Elementi che fanno parte di un percorso virtuale che, sfruttando le potenzialità dell’IA, mira a promuovere il made in Italy

“L’idea è nata mentre cercavamo di costruire una redazione automatizzata senza fondi o partnership commerciali”, raccontano i tre imprenditori. “Studiando il panorama mondiale, Francesco ha avuto l’idea di creare un’influencer italiana con l’intelligenza artificiale, mentre Valeria ha iniziato a lavorare sul prompt, cioè un comando che viene immesso nel sistema di generazione IA in cui viene codificato l’identikit della ‘donna perfetta mediterranea’. Non immaginavamo che ci potesse essere questa onda mediatica. Da lì abbiamo deciso di dare al nostro personaggio un taglio istituzionale, politico e tecnologico”.  

Tra gli utenti c’è chi la definisce “un esperimento”, chi decide di stare al gioco, chi è convinto si tratti di un’influencer in carne e ossa. In ogni post Francesca condivide i suoi hobby, senza rinunciare ad aprire spazi di discussione su temi legati all’attualità. La sua passione per il calcio, documentata da una serie di post in cui indossa la maglietta della Roma, ha spinto la modella a intervenire sugli ultimi episodi di razzismo dentro e fuori dagli stadi, schierandosi contro ogni forma di discriminazione.

“Abbiamo creato il progetto partendo con un esperimento social per indagare sull’accettazione di un’influencer virtuale da parte degli utenti. Eravamo convinti che la presentazione di una figura di questo tipo avrebbe incuriosito il pubblico. Abbiamo capito che incrociando più ambiti, per esempio quello sportivo e quello sociale, si otteneva un riscontro positivo. Così siamo passati ad analizzare diverse ricerche sulle influencer e la loro attrazione verso gli utenti della Gen Z. Volevamo vedere cosa sarebbe accaduto se avessimo aggiunto una coscienza emotiva, inserita in una sceneggiatura scritta da un essere umano“.

La promozione delle bellezze italiane

Non solo sport, però. Dalla tutela dei prodotti alimentari made in Italy al sostegno alla ricerca contro i tumori, dalla salvaguardia dell’ambiente fino alla violenza di genere. Sullo sfondo la promozione del territorio italiano e di tutte le sue bellezze. Un tema che ha permesso all’influencer di diventare un’ambasciatrice del turismo locale, ma anche una pioniera nell’uso creativo della tecnologia per promuovere e preservare il patrimonio storico e culturale della sua regione, il Lazio.

Su questa scia, la modella ha annunciato di recente un nuovo programma di viaggio per far conoscere i tesori che caratterizzano i piccoli borghi sparsi sul territorio laziale. Un percorso che parte dal comune di Itri per arrivare a Nemi, con l’ausilio dell’IA per offrire una prospettiva approfondita sui luoghi visitati, rendendo il viaggio non solo un’esperienza visiva, ma anche un’avventura intellettuale e culturale.

Francesca Giubelli al fianco delle istituzioni

La grande popolarità ha permesso a Francesca di avvicinarsi anche alle istituzioni. Nel corso dell’ultima conferenza organizzata da Fratelli d’Italia a Pescara (26-28 aprile), l’influencer ha fatto sentire la propria voce, segnando l’esordio di un personaggio creato con l’IA a un incontro politico.

La conferenza non è stato il primo contatto con la politica di Francesca Giubelli. Già a febbraio l’influencer aveva annunciato la volontà di fondare un partito e candidarsi alle elezioni europee, scatenando le reazioni di alcuni utenti che l’avevano accusata di essere “sovranista”. “Francesca non deve essere etichettata o accostata a nessuna fazione politica. Il nostro unico obiettivo è farla viaggiare per portare il made in Italy in tutto il mondo. Parliamo dell’Italia, ma anche degli italiani”, precisano i suoi creatori. 

Durante la conferenza di Pescara, la modella ha spiegato ai presenti le potenzialità dell’intelligenza artificiale, invitando le istituzioni a prevedere norme apposite per evitare un uso illecito. Un tema già affrontato da Francesca alcune settimane prima con una lettera rivolta a padre Benanti, presidente della Commissione IA per l’informazione, in cui sottolineava l’importanza di stabilire linee guida e norme etiche nel campo dell’IA, oltre alla necessità di garantire legalità l’eticità nel suo utilizzo.

I vantaggi per la politica e le aziende

L’affermazione delle modelle virtuali dimostra tutto il potenziale dell’intelligenza artificiale nel plasmare figure in grado di interagire in maniera coinvolgente con il loro pubblico di riferimento. Se da una parte c’è chi attacca queste figure per il loro contributo all’idealizzazione irrealistica del corpo e alla sostituzione delle modelle reali, dall’altra questo fenomeno spinge a riflettere sull’impatto dell’influencer marketing su istituzioni, imprese e consumatori.

Con le creator generate dall’IA, le aziende possono costruire target e immagine senza commettere alcun “errore di comunicazione”, in quanto il pensiero delle modelle viene sviluppato con il supporto dell’IA. Non solo. Gli influencer virtuali potrebbero rappresentare un nuovo orizzonte comunicativo anche per la politica, alle prese con il fenomeno dell’astensione e alla continua ricerca di nuove modalità di comunicazione per conquistare i giovani.

“In futuro l’IA potrebbe permettere di costruire leader d’opinione dietro un’organizzazione politica reale. In Danimarca abbiamo già l’esempio di Leader Lars, un personaggio politico creato con l’IA per presentare le proposte dei partiti minoritari. Questo può essere un obiettivo virtuoso”. Nella convinzione che il controllo umano resta imprescindibile.

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