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Classifiche 18 Aprile, 2019 @ 3:37

“Media” 2019

di Forbes.it

Staff

La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
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Classifica

ITALIA 

Iris Ferrari, 16
Youtuber e scrittrice 

Andrea Giunti Lombardo, 21
Board member di Giunti Editore

Giacomo Mazzariol, 22
Scrittore e sceneggiatore

Stefano Pozzebon, 29  
Giornalista freelance

Filippo Torrini, 20 
Scrittore genere mystery

 

 

USA & CANADA

Jordana Abraham, 29; Samantha Fishbein, 29; Aleen Kuperman, 29
Co-founders, Betches Media

Justin R. Ching, 29
Founder, j-school

Kaitlan Collins, 26
White House correspondent, CNN

Max Cutler, 27
Founder, Parcast Network

Josh Dawsey, 28
White House correspondent, Washington Post

Bradley Deyo, 27; Brandon Deyo, 27
Co-founders, Mars Reel

Caitlin Dickerson, 29
Reporter, New York Times

Alejandro Dinsmore, 25; Harris Gordon, 27; Matthew Gri ths, 24; Casey Hancock, 26
Co-founders, eevo

Dean Elkholy, 29
Co-founder, Diply

Devin Emery, 28
VP, research & growth, Cheddar

Alexandra Ellerbeck, 27
North America program coordinator, Committee to Protect Journalists

Ashley Feinberg, 28
Senior reporter, Huffington Post

Noah Greenberg, 28; Sam Gross, 27; Melanie Holohan, 26
Co-founders, Stacker

Rebecca Harris, 27; David Heimann, 27
Co-founders, Purple

Morgan Johnson, 29
Co-founder, the TRiiBE

Ben Kreimer, 29
Storytelling technologist

Alex Lieberman, 25; Austin Rief, 24
Co-founders, Morning Brew

Jonathan Lin, 23; Rick Ling, 25
Co-founders, Blitz Esports

Ella Mielniczenko, 28
Executive producer, BuzzFeed

Kim Patel, 27
Director, global corporate strategy, Vice Media

Hillary Reinsberg, 29
Editor in chief, the Infatuation

Amy Schellenbaum, 27
Online director, Popular Science

Danez Smith, 29
Poeta

Andy Sparks, 29
Co-founder, Holloway

Zach Sta ord, 28
Editor in chief, Into

Jonny Sun, 28
Scrittore

David Tao, 29
Cofounder, BarBend

Elizabeth Wagmeister, 28
Senior correspondent, Variety

Ariel Wengro , 29
Executive producer, Vice Media

Trey Yingst, 25
Foreign correspondent, Fox News

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Forbes Italia ha selezionato i 100 giovani che, con il loro talento e il loro spirito imprenditoriale, stanno contribuendo a ridisegnare il mondo del business, dello sport, della cultura e dell’intrattenimento. Ecco in ordine alfabetico i nomi italiani e le storie di alcuni protagonisti per la categoria “Media” insieme ai selezionati per il progetto 30 Under 30 Usa & Canada.

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Classifiche 3 Maggio, 2019 @ 8:30

Il reporter 29enne italiano che racconta la crisi in Venezuela a Cnn e Al Jazeera News

di Daniele Rubatti

Staff writer, Forbes.it

Social media manager di Forbes Leggi di più dell'autore
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Stefano Pozzebon è uno dei 100 Under 30 selezionati da Forbes Italia nel 2019. (Photo by Fabiola Ferrero)

Articolo tratto dal numero di maggio 2019 di Forbes Italia. Abbonati.

Negli ultimi anni la figura dell’inviato è diventata sempre più marginale all’interno delle redazioni: da un lato i social hanno dato l’illusione di poter raccontare paesi senza frequentarli. Dall’altro gli editori hanno deciso di deciso di fronteggiare la crisi dei modelli di business dei media tradizionali sacrificando proprio gli inviati e le redazioni dislocate all’estero. È in questo scenario che il lavoro di Stefano Pozzebon assume valore: il giornalista 29enne sta raccontando come corrispondente freelance uno dei periodi storici più complicati per il Venezuela. I suoi servizi sono andati in onda su Cnn, Al Jazeera News e Rai News.

“Molte organizzazioni hanno usato le nuove possibilità offerte da un sistema di telecomunicazioni sempre più potente come pretesto per tagliare. Ma le vere ragioni dietro alla scomparsa degli inviati, sono di ordine economico. Un inviato o ancora di più un corrispondente costano, e costano parecchio. Il giornalismo è sempre stato e rimane una professione da svolgersi in strada, sul posto e da professionisti che siano ‘sul pezzo’”, spiega il reporter.

Molti giornalisti hanno cominciato a scrivere di esteri utilizzando i social network, Facebook, Twitter e Reddit, come fonti d’informazione: è davvero possibile scrivere una storia senza viverla? “Si tratta di un’illusione. i social possono dare accesso a fatti, ad eventi, ma raramente ne spiegano le cause o le conseguenze. Per poter capire le sfumature della storia, e fare analisi puntuali, è necessario che il reporter sia sul luogo del delitto, e soprattutto che sia un professionista della notizia, una persona che sa dare a ciascuna notizia il giusto peso”. Nella sua vita Pozzebon ha fatto anche il bartender e ha lavorato per alcuni ristoranti. Se non avesse scelto il mestiere del giornalista, sarebbe voluto diventare un rugbista: alla fine la vocazione da reporter ha vinto e proprio per questo motivo oggi non può che credere nel futuro del giornalismo.

“Si sta reiventando”, dice. “Io penso che la fame di notizie del pubblico non verrà mai meno, e fino a che le persone vorranno seguire i fatti informandosi, ci sarà spazio per dei professionisti che sappiano raccontare”. Nei prossimi mesi Stefano vuole continuare a raccontare la crisi venezuelana, cercando di allargare l’orizzonte a tutto il Sud America. Un sogno nel cassetto, però, ce l’ha: “Voglio cimentarmi con la storia più appassionante, che è quella più vicina a casa: l’Italia è e rimane il punto di riferimento, ed in questo periodo sento ci sia sempre più bisogno di colleghi che la sappiano raccontare”.

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Classifiche 7 Maggio, 2019 @ 2:07

Chi è il giovane Under 30 diventato sceneggiatore per Netflix a 21 anni

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

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Giacomo Mazzariol insieme al fratello Giovanni. (Photo by Raffaele Crocetta)

Articolo apparso sul numero di maggio 2019 di Forbes Italia. Abbonati. 

A 22 anni è raro avere le idee chiare sul proprio futuro. Eppure nelle parole di Giacomo Mazzariol, classe 1997, grande fan dello scrittore statunitense John Fante, traspare più di una forte determinazione. Giacomo è un fiume di idee, progetti e considerazioni. “Il segreto è buttarsi e stravolgere le cose. Non avere paura di confrontarsi con il passato perché solo così sei in grado di creare qualcosa di tuo. E poi scrivere tanto e non avere troppa fretta”. Ma soprattutto, aggiunge, coltivare quelle che lui chiama “sane allucinazioni”. Insieme all’urgenza artistica che caratterizza il percorso di molti scrittori, e che il giovane di Castelfranco Veneto respira fin da giovanissimo.

Da quando si dilettava a montare video con il fratello minore Giovanni, affetto dalla sindrome di Down. “Uno dei tanti mini-video, The Simple Interview, alla fine è diventato virale su Youtube”. Fino a catturare l’attenzione di riviste e quotidiani che gli hanno dedicato la prima pagina, scoprendo in lui un talento nel raccontare storie. “Mi piaceva e sapevo farlo”, dice. “In seguito mi è stato chiesto di scrivere un libro intero. Ero ancora all’ultimo anno delle superiori”.

Giacomo Mazzariol ha debuttato come scrittore con il libro Mio fratello rincorre i dinosauri, edito da Einaudi. (Photo by Raffaele Crocetta)

Il suo primo lavoro per Einaudi, Mio fratello rincorre i dinosauri, esce nel 2016 ed è subito un successo. Vince anche il premio John Fante Opera Prima e il Premio Letteraria di Fano. Nello stesso anno Giacomo è ospite da Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa. Nei mesi successivi gira l’Italia a presentare il suo libro. Anche La Repubblica lo chiama per affidargli un blog in cui viene data voce alla Generazione Z, quella dei ragazzi nati dopo il 1995.

LEGGI ANCHE: “Forbes Under 30 2019, chi sono i 100 giovani italiani che guideranno il futuro”

Intanto continua a scrivere, inventare. Lavorando insieme a un gruppo di ragazzi, il collettivo Grams, nasce un un cortometraggio, che si trasforma ben presto in una più ampia sceneggiatura con Baby, la fortunata serie Netflix di produzione italiana disponibile in 190 Paesi, già vista da oltre 10 milioni di persone. “Netflix è un fenomeno fresco. Ha voluto puntare su di noi e ci ha dato questa possibilità: io avevo solo 21 anni! Adesso stanno girando la seconda stagione, sempre co-sceneggiata da noi. L’arte dello scrivere è delicata. Eppure mi diverte anche la sceneggiatura: ci lavorano tante persone ed è più dinamica, ma devi spesso scendere a compromessi. Mi piacerebbe fare qualcosa insieme a Luca Guadagnino”.

Giacomo Mazzariol (secondo da destra) insieme al collettivo Grams durante la Premiere mondiale di Baby a novembre del 2018. (Photo by Elisabetta Villa/Getty Images for Netflix)

Oggi sugli scaffali delle librerie si può trovare il suo secondo libro, Gli squali, sempre edito da Einaudi. Il 12 settembre invece uscirà il film tratto dal suo primo libro e che Giacomo stesso ha sceneggiato insieme a Fabio Bonifacci. La regia è di Stefano Cipani; tra i protagonisti, Alessandro Gassmann e Isabella Ragonese, per una coproduzione italo-spagnola (Paco Cinematografica, Neo Art Producciones con Rai Cinema), distribuita da Eagle Pictures.

Per il futuro? Una suggestione: “Mi piacerebbe anche diventare Ministro dell’Istruzione. Tutto parte dalla scuola. Vorrei ci fosse un approccio più propositivo e uno svecchiamento dei programmi”.

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Classifiche 9 Maggio, 2019 @ 9:45

Iris Ferrari, da youtuber a scrittrice per Mondadori grazie agli “unicorni”

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

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Iris Ferrari, 16 anni, è diventata popolare grazie a YouTube e soprattutto Tik Tok.

Articolo tratto dal numero di maggio 2019 di Forbes Italia. Abbonati.

Spesso demonizzati, a volte fin troppo celebrati: i social media sono senza dubbio uno dei fenomeni più dirompenti dei nostri tempi. Una di quelle novità con la quale piaccia o no, bisogna confrontarsi. Lo sa bene Iris Ferrari, nata a Milano nel 2003, che ha trovato il successo, inaspettato come spesso accade, proprio grazie ai nuovi mezzi di comunicazione. Iris muove i primi passi sul web aprendo un canale Youtube a 13 anni.

“Ho iniziato a fare video semplicemente per sconfiggere la mia timidezza”, spiega ai suoi milioni di fan, che chiama affettuosamente “unicorni”. Oggi, a distanza di neanche tre anni, è già considerata una delle influencer under 18 più affermata del panorama italiano, con oltre 3 milioni di follower distribuiti su Youtube, Instagram e TikTok (l’ex Musical.ly), una sorta di social network in cui si canta in playback.

Ben presto però la sua precoce carriera da webstar esplora nuovi lidi. Nel febbraio del 2018 pubblica il suo primo libro, Una di voi, edito da Mondadori Electa, che si è rivelato uno dei maggiori bestseller del 2018, dominando le classifiche di vendita italiane per oltre tre mesi e raggiungendo la testa della classifica generale, primo e unico caso in Italia per uno scrittore webnativo. “Scrivere mi è sempre piaciuto e sicuramente speravo di fare qualcosa in questo ambito, ma non avrei mai pensato di riuscire a creare tutto questo insieme ai miei unicorni”.

Iris Ferrari ha pubblicato il suo secondo libro con Mondadori Electa, “Le nostre emozioni”, nel febbraio del 2019.

Intanto, dopo un anno di gestazione, a febbraio scorso ha dato alla luce il suo secondo libro, Le Nostre Emozioni, edito anch’esso da Mondadori Electa. Come il precedente anche questo lavoro si sta rivelando un successo anche grazie ai suoi eventi ‘firma copie’ in giro per l’Italia, a cui accorrono migliaia di fan. Nel mezzo? Tante altre iniziative e collaborazioni. La spontaneità e l’empatia che la giovane sa esprimere hanno infatti richiamato in breve tempo l’attenzione di numerosi brand che l’hanno selezionata come ambassador e testimonial. Tra i tanti nomi da ricordare c’è Barilla, che nell’estate 2018 l’ha scelta come protagonista della campagna per i biscotti Ringo, comprensiva di spot tv, attività digital e sticker all’interno delle confezioni in vendita.

Se le si chiede quale sia la ricetta del suo successo, la risposta sembra di un’innocente semplicità: “Sono autentica. Non ho problemi a far vedere me stessa al 100% e sono ‘una di voi’ in tutti i sensi. Quello che io cerco di fare tramite il web è lanciare dei messaggi su temi importanti, che arrivino alle persone. Il web può essere anche costruttivo, se utilizzato bene. Ovviamente si deve stare attenti perché non si sa mai chi c’è veramente dietro a uno schermo; e quello che mi piace di meno è la troppa competizione che si crea, che ritengo inutile”, sottolinea con una maturità che appartiene a pochi della sua età.

LEGGI ANCHE: “Il reporter 29enne italiano che racconta la crisi in Venezuela a Cnn e Al Jazeera News”

La stessa con la quale consiglia a tutti i suoi fan di fare le cose in cui credono veramente, mettendoci passione: “Imparate a non ascoltare più di tanto le critiche distruttive di chi vuole soltanto attaccare. E siate veri, perché prima o poi si capisce chi non lo è”. Nonostante i suoi 16 anni, i sogni per il futuro sono cristallini. “Sicuramente mi piacerebbe continuare a scrivere. Ma anche recitare perché, essendo una persona molto timida, mi viene più facile interpretare un personaggio”.

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Classifiche 13 Maggio, 2019 @ 9:12

Piccoli editori crescono

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

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Andrea Giunti Lombardo è stato selezionato tra i 100 Under 30 2019 di Forbes Italia.

Articolo tratto dal numero di maggio 2019 di Forbes Italia. Abbonati. 

La vita è fatta di scelte importanti. Andrea Giunti Lombardo ne ha dovuta fare una poco più che maggiorenne. “Sono entrato a lavorare in azienda quando avevo ancora 18 anni, dopo un anno alla New York University nel campus di Shanghai, in Cina. Un’esperienza fantastica”. Non è stata quindi una decisione facile quella di lasciare la Nyu. “La ragione principale è che non volevo rischiare di perdere l’occasione di imparare il più possibile, stando vicino a mio nonno”. Il nonno è un certo Sergio Giunti, 81 anni, presidente dell’omonima casa editrice, tra i gruppi editoriali più importanti e longevi d’Italia. “Negli ultimi tre anni ho imparato tantissimo da lui, dalla sua leadership e dal suo modo di trovare soluzioni ai problemi più disparati. La sua presenza in azienda fa la differenza. E queste abilità difficilmente si imparano a lezione”.

È così che Andrea, nel 2016, entra a fa parte del Board of directors di Giunti Editore, come consigliere di amministrazione. Appassionato di startup nell’ambito new media ed edutech (crasi di education e technology), segue lo sviluppo digitale del gruppo, le strategie sui social e i nuovi progetti per monetizzare i contenuti online, in Italia e all’estero, “come la nostra nuova Giunti Academy, una piattaforma dedicata ai neolaureati per approfondire le conoscenze su vari temi: dall’industria dell’arte al food & wine management, fino ad altri argomenti strategici che appartengono al consolidato bagaglio di competenze di cui è in possesso Giunti Editore”.

Innovazione e sperimentazione scorrono nelle vene di Andrea: “Mi affascinano molto i concetti di viralità, capire i fattori che permettono a un contenuto di diffondersi rapidamente e in modo pervasivo sul web”, spiega. Non a caso, oltre al nonno, Andrea ammira molto Jonah Peretti, il fondatore di Buzzfeed e tra i pionieri negli studi dedicati ai contenuti virali. Il suo sogno è riuscire ad avere un impatto globale nell’industria dei media, dell’editoria e nel mondo dell’intrattenimento. Più in generale, nel modo in cui le persone usufruiscono dei contenuti editoriali online.

Un progetto che insegue giorno per giorno, con il suo lavoro presso l’azienda. “Oggi cerco di essere un facilitatore nel coordinamento fra le varie divisioni del gruppo, che sono numerose, e di portare innovazione al loro interno. Sono attento a temi che fino a poco fa non venivano ritenuti strategici, come appunto i social, che oggi al contrario riteniamo essenziali per il nostro sviluppo”.

Il mondo dell’editoria sta vivendo un periodo complesso e pieno di sfide. Ma, ne è convinto Andrea, è tutt’altro che una crisi definitiva. “Ricordiamoci che i più grandi movimenti e le rivoluzioni che hanno segnato la storia dell’umanità sono tutti partiti da un libro. Le storie tradotte in tutto il mondo come Le avventure di Pinocchio, di cui la nostra casa editrice è l’editore originale, hanno appassionato persone di ogni paese. Il fascino di un libro è qualcosa di misterioso. La lettura, la scrittura, e l’espressione del proprio pensiero non sono mai state così potenti. Anche grazie a internet”.

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