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Cultura 14 Dicembre, 2017 @ 9:31

Come la collana di “Titanic” ha rovinato un’azienda

di Forbes.it

Staff

La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
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Kate Winslet in Titanic.

Chiunque abbia visto Titanic, il film di James Cameron del 1997 che romanza la tragedia dell’omonimo transatlantico britannico, conosce il Cuore dell’oceano, la collana indossata dalla passeggera Rose DeWitt-Bukater e poi – spoiler? – dalla stessa gettata nelle profondità dell’oceano. Nella finzione cinematografica, il pendente è costruito a partire da un diamante blu a 56 carati appartenuto a re Luigi XVI che – tagliato a forma di cuore – è stato acquistato da Caledon Hockley, il fidanzato di Rose. La pietra blu, il filo conduttore dell’amato colossal, è un simbolo immediatamente riconoscibile, non meno di Rose/Kate Winslet e Jack/Leonardo DiCaprio. Non deve sorprendere che negli anni il Cuore dell’oceano sia diventato il protagonista assoluto del fiorente mercato dell’oggettistica Titanic: tutti i principali retailer ne hanno una qualche versione, da Amazon a eBay, fino a Walmart).

Il sito Racked racconta la storia di un’azienda che ha legato a doppio filo le sue sorti al pendaglio immaginario: la J. Peterman Company. I fan più indefessi di Seinfeld la ricorderanno come un bersaglio parodistico della serie, che ha contribuito in modo decisivo alla sua affermazione. Fondata nel 1987 dall’imprenditore John Peterman, la società dichiarava di vendere “merce eccezionalmente ottima” ed era nota per il suo catalogo di riproduzioni autentiche di abiti, arredi e accessori vintage (un catalogo a sua volta conosciuto per un bizzarro uso delle descrizioni degli oggetti, quello parodiato da Seinfeld). Peterman stesso ha chiamato la 20th Century Fox qualche mese prima che Titanic uscisse nei cinema mondiali a dicembre del 1997, ottenendo l’unica licenza di produzione commerciale rilasciata dagli studios. Non soltanto: Peterman potè anche acquistare alcuni degli oggetti originali del lungometraggio, tra cui il Cuore dell’oceano. L’imprenditore ha detto a Racked di averlo pagato “molto, molto meno di 1000 dollari”, e ne ha subito commercializzato le copie originali, mettendole in vendita a 198 dollari il pezzo.

Una replica del Cuore dell’oceano.

A vent’anni di distanza, le ricerche su Google della collana (spesso usando termini quali “vero” oppure “originale”) sono ancora all’ordine del giorno: basterebbe questo per immaginare l’affare che J. Peterman ha siglato con 20th Century Fox. Al culmine della potenza, nel 1998, il rivenditore ha aperto 10 nuovi negozi fisici e si preparava a quotarsi a Wall Street. Tutta questa fortuna, però, si è rivelata una sfortuna: la crescita è stata talmente veloce che ha trovato la società impreparata a tenere il passo. J. Peterman è dovuta ricorrere al Chapter 11, quello che regola la bancarotta, nel 1999. Dopo un breve interregno, nel 2000 è tornata nelle mani del suo fondatore: continua a vendere abiti e oggettistica, ma purtroppo non ci troverete più il celeberrimo pendaglio di Rose, le cui aste online oggi partono da 400 dollari. E l’originale, quello usato per le riprese da Cameron? È stato venduto con la bancarotta, dice Peterman, “non ho idea di dove si trovi oggi”.

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