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Business 18 luglio, 2018 @ 2:20

Andy Warhol incontra i bitcoin, alla prima asta di opere d’arte in criptovalute

di Glenda Cinquegrana

Dirigo una galleria d’arte e mi occupo di consulenza.Leggi di più dell'autore
Dal 2006 al 2014 dirige la galleria Glenda Cinquegrana: the Studio, in cui si occupa di soprattutto di giovani artisti italiani e internazionali. Dal 2014 fa consulenza nell’ambito di progetti di arte e comunicazione con Glenda Cinquegrana Art Consulting. Nel 2016 crea la piattaforma di scouting e formazione per le arti visive, The Art Incubator. Dal 2008 in poi ha collaborato come contributor con diverse riviste online sui temi della fotografia e dell'arte contemporanea. Sul cartaceo di Forbes ha una pagina mensile dedicata all'arte. chiudi

Autoritratto di Andy Warhol esposto alla Graves Gallery di Sheffield nell’ambito della mostra ‘Andy Warhol: Late Self Portraits’

Se ne parlava da diversi mesi come di un progetto destinato a cambiare il mercato dell’arte. Alla fine il futuro è diventato presente: il 26 luglio prossimo si terrà la prima asta di un’opera d’arte frazionata in parti destinata a gruppi di investitori organizzati tramite una piattaforma virtuale. L’asta avverrà tramite criptovalute.

A bandirla è Maecenas, start-up con base a Singapore che sta lavorando da diverso tempo al lancio della prima piattaforma virtuale per l’investimento in opere d’arte pagabili tramite criptovalute come il bitcoin, e tali da utilizzare la blockchain come tecnologia capace di aggregare i dati relativi alle transazioni finanziarie su larga scala. La piattaforma sulla quale si terrà la prima asta virtuale non è ancora quella ufficiale: si tratta infatti un primo esperimento che dovrà portare a breve alla nascita di un canale ufficiale a firma Maecenas sul quale si terranno aste periodiche.

Oggetto dell’asta è un’opera di un maestro indiscusso dell’arte internazionale come Andy Warhol: intitolata 14 Small Electric chairs del 1980, la tela raffigura l’immagine della sedia elettrica tratta dalla prima pagina di un quotidiano riprodotta quattordici volte in vari colori. L’opera è di livello certamente museale: opere di Warhol di soggetto simile si trovano nelle collezioni della Tate Gallery di Londra, del Guggenheim Museum di New York, il Philadelphia Museum of Art, il San Francisco Moma e il Boston Museum of Art. Il pezzo realizzato nel 1980 riprende una delle prime opere di Warhol tratta dalla serie Death and Disaster, in cui l’artista aveva sviluppato la sua idea di American way of life applicandola perfino al concetto di morte: questo nucleo di lavori, dopo il grande successo delle scatolette Campbell Soup, lo aveva letteralmente consacrato ad essere uno dei più importanti artisti contemporanei. Si tratta di un’opera pittorica che, fatta a partire dalla riproduzione di una foto tratta da un  giornale, è giocata sulla ripetizione seriale verticale della stessa immagine della sedia elettrica, in un formato che riprende quello del negativo fotografico.

Il valore di mercato di questo pezzo è stimato in 5,6 milioni di dollari. Il prezzo di riserva, che una volta raggiunto renderà la vendita effettiva, è 4 milioni di dollari. Di proprietà della galleria Dadiani Fine Arts di Londra, che da qualche tempo ha scelto di accettare anche i pagamenti in valute elettroniche, resterà in custodia nel caveau della galleria. L’accordo con la galleria prevede una eventuale messa in mostra dell’opera a seguito dell’aggiudicazione in modo che gli investitori possano fruirla.

Il numero dei bidders per questo primo esperimento è limitato: l’asta si svolgerà all’interno di un gruppo di investitori legalmente verificati e attraverso un ethereum smart contract; l’asta avverrà in uno spazio che è virtuale, ma anche pubblico, in cui i bids saranno visibili ma al tempo stesso resi privati e protetti da codice, in modo da preservare la segretezza delle identità degli investitori. Il dato visibile a tutti sarà il numero delle transazioni nei singoli momenti dell’asta, che durerà sei settimane.

Il meccanismo dell’asta, fatta secondo un sistema olandese, prevede un minimum bidding di 5.000 dollari in criptovalute (al termine dell’asta il valore raggiunto dai bids verrà matematicamente suddiviso per il numero di bidders, secondo un sistema di calcolo matematico del valore dei singoli shares).

Da tempo si dibatte fra operatori del settore sul fatto che la nascita di aste realizzate su piattaforme strettamente finanziarie potrebbe segnare la fine di un sistema tradizionale basato su un accreditamento e la messa in vendita delle opere fatto esclusivamente dalle case d’asta, aprendo il mercato a operatori nuovi. Altro punto di discussione riguarda il fatto che questo sistema, aprendo le aste a gruppi di acquirenti che mai prima hanno potuto accedere al mercato a causa dei grossi capitali richiesti all’acquisto di capolavori, potrebbe consentire l’immissione di grandi liquidità, seppure in criptovalute, in un mercato tradizionalmente poco liquido.

Le conseguenze di questa rivoluzione potrebbero essere la nascita di un duopolio, o di un mercato parallelo a quello che conosciamo oggi.

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