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Strategia 21 Settembre, 2018 @ 1:34

Smetti di pensare alle cose da fare e inizia a focalizzarti sui risultati

di Forbes.it

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di Marcela Sapone per Forbes.com

Lavoriamo tutti sotto la pressione delle cose da fare. La vita può sembrare una sequenza senza fine di noiosi compiti che ci affanniamo a portare a termine. Ciò ci lascia la sensazione che, malgrado abbiamo concluso i nostri doveri, ci sia ancora qualcosa che manca da fare per sentirci completi. Questo è uno dei motivi per cui spingiamo al massimo l’acceleratore sulla parola produttività mentre i libri auto-motivazionali si accumulano, letti solo per metà, sui nostri comodini.

Gestisco una società che si occupa di aiutare gli altri a completare le loro incombenze e affari quotidiani. Se c’è una sorta di consiglio che ho imparato e che può fare la differenza nel modo in cui ci approcciamo al lavoro e alla produttività è questo: smetti di pensare in termini di compiti o obblighi e focalizzati piuttosto sui risultati che vuoi ottenere. I primi rappresentano sicuramente i punti fermi del lavoro e della produttività, ma un risultato è più di una semplice scritta nero su bianco: è la versione complementare di un obiettivo. Un risultato è un obiettivo che racconta una storia – a noi stessi e agli altri – su dove vogliamo veramente arrivare. Si basa sulla capacità di visualizzare (come in una sorta di film mentale frutto della nostra immaginazione) un risultato che non solo possiamo vedere ma sentire a livello empatico/emozionale. Nella mia azienda, Hello Alfred, sfruttiamo la tecnologia e l’assistenza a domicilio per aiutare le persone a gestire la spesa, il servizio di lavanderia o di lavaggio a secco e altre attività settimanali. Ma il risultato che cerchiamo di raggiungere per il bene dei nostri clienti è sapere che quando varcano la soglia di casa alla fine di una giornata frenetica hanno la consapevolezza di non aver lasciato indietro nulla di incompiuto. Può sembrare abbastanza semplice, ma è un modo fondamentalmente diverso di lavorare e pensare a come gestire le cose. Spuntare le nostre liste di cose da fare contribuisce a farci sentire produttivi. Ma per esserlo davvero, dobbiamo tenere a mente in maniera nitida i risultati che desideriamo conseguire e fare di tutto per facilitarne il raggiungimento.

Prendi nota degli obiettivi, non delle cose da fare

Questo non significa che devi semplicemente rimuovere la tua lista di cose da fare. Che sono in realtà uno strumento utilissimo per organizzare la tua giornata tipo senza tralasciare nulla. Richard Branson ama fare memorandum su qualsiasi cosa. Warren Buffett riduce gli obiettivi a un elenco di due al massimo e scarta il resto. Jamie Dimon scrive sui tanti post-it che conserva in tasca. Marc Andreessen infine le segna al contrario, depennando quelle ormai sistemate su una lista di cosa da non fare. Un sondaggio del 2017 di LinkedIn ha rilevato che il 63% dei professionisti si è affidato a promemoria giornalieri, ma solo l’11% è riuscito effettivamente a completare tutto. Il problema non è che prendiamo appunti delle cose che vogliamo fare. È che lo facciamo senza invece considerare gli obiettivi che vogliamo conquistare: questa è la differenza chiave. I risultati suggeriscono sempre le attività da completare, ma eliminano il paradosso generato spesso dall’obbligo di scegliere e dall’accumulo di cose prive di un qualsivoglia ordine per priorità. Escludendo il processo di ripetizione meccanica dei doveri, questa filosofia può garantire una produttività maggiore e un autentico senso di realizzazione.

Prendi come esempio la tua esperienza personale. Abbiamo tutti giorni che sembrano particolarmente proficui, se siamo riusciti a trovare la giusta concentrazione e siamo stati in grado di superare mille difficoltà. Poi all’improvviso, il giorno dopo, capita di sentirci del tutto improduttivi e arriviamo a chiederci in che modo sia potuto volare così in fretta il tempo. Questo è quello che accade se perdiamo di vista il punto di arrivo: dimentichiamo del tutto il senso di quello che ci eravamo proposti e perché. Ma quando finalmente abbiamo ben chiara la destinazione che vogliamo raggiungere e la scriviamo per non dimenticarla, ci rendiamo conto che riflettere in questo modo equivale ad aver intrapreso un’azione concreta per il nostro futuro.

Portare i risultati nel lavoro

Se la previsione dei risultati e la progettazione (anticipata) delle azioni sono fondamentali per la produttività personale, la capacità di formulare un risultato e condividerlo rappresenta un imperativo per la produttività collettiva. Non è possibile scendere a compromessi su questo punto: dare la giusta importanza ai risultati può aiutare un’organizzazione, e le persone che ne fanno parte, a comprendere la propria mission. Da Hello Alfred, il pensiero finale non solo definisce il servizio che forniamo ai nostri clienti, ma anche il modo in cui lavoriamo come azienda, dalla pianificazione annuale e trimestrale alle operazioni quotidiane. Ed è un metodo che chiunque può applicare al proprio ruolo lavorativo, si tratti di ingegneri, promotori marketing o assistenti esecutivi.

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